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  • Olio Extra Vergine, un bene prezioso da promuovere e valorizzare

    Olio Extra Vergine, un bene prezioso da promuovere e valorizzare

     

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari ha fatto tappa in Irpinia per promuovere e valorizzare un bene prezioso come il Ravece.
    Cultura, approfondimento, promozione e valorizzazione dell’Olio Extra Vergine d’Oliva di alta qualità.
    Continua la campagna di comunicazione istituzionale del MIPAAF  “Olio Extra Vergine.

    La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna” iniziata un anno fa al salone Sol&Agrifood, all’interno di Vinitaly 2017.

    Un lungo viaggio da Nord a Sud, passando per l’Irpinia, per incontrare produttori e ristoratori con l’intento di sensibilizzare i consumatori alla lettura dell’etichetta, per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità di un prodotto italiano di eccellenza. Ruolo fondamentale di questo fantastico tour che ha unito idealmente le regioni del Bel Paese è stato quello dei Consorzi DOP che tutelano e promuovono il prodotto e della Strada dell’olio.

    Un calendario di incontri fittissimo che ieri pomeriggio ha fatto tappa a Venticano presso l’oleificio Fam, azienda pluripremiata per il suo extra vergine d’oliva. A fare gli onori di casa il Presidente del Cosorzio Dop Irpinia Colline dell’Ufita, Michele Masucci che ha schierato le migliori declinazioni del Ravece in terra d’Irpinia. Presenti i produttori Fontana Madonna, Contedoro – Olio Lo Conte, Azienda Agricola Serluca Antonietta, Feudo Apiano – Angelo Silano, Barbieri Angelo Sas, Coprovol, Montuori, Oleificio Fam e A.I.P.O – Primoro.

    Masucci ha spiegato le caratteristiche del territorio e della produzione locale che si contraddistingue dal resto d’Italia per questa oliva fortemente identitaria considerata preziosa e unica per le peculiari qualità organolettiche e i profumi che è in grado di sprigionare. “Siamo una Dop piccola – ha detto il presidente – ma le sue caratteristiche sono lampanti. Bene quindi le inziative come queste che ci permettono di uscire fuori dai nostri confini e diffondere la cultura del Ravece nel resto d’Italia”.

    Ad arricchire l’appuntamento, Nello Di Marcantonio che ha introdotto la mission che si pone il Ministero delle politiche agricole alimentari: “Dobbiamo sensibilizzare il consumatore cercando di portare avanti lo stesso lavoro che è stato fatto col vino. L’olio extra vergine, al pari del vino racconta un territorio con la sua storia e la sua cultura. L’Irpinia non ha nulla da invidiare al resto d’Italia, anzi può contare sulla coltivazione del Ravece, un’antica cultivar di olivo che aggiunge profondità a qualsiasi piatto”.

    Protagonista anche la professoressa Maria Luisa Ambrosini, esperta del settore che ha parlato di abbinamenti, proprietà organolettiche e utilizzo dell’extra-vergine: “Il ravece evoca sensazioni di freschezza, sprigiona profumi intensi che riflettono la sua terra d’appartenenza. La Dop Colline dell’Ufita si fonda su questa varietà per la quale le caratteristiche al consumo sono molto dettagliate a differenza della maggior parte delle Dop. C’è un grado di definizione del prodotto molto preciso, amaro sulla lingua e piccante sulle labbra. Il trionfo di profumi è evidente, al suo interno sono presenti quelle che chiamo molecole magiche. Il suo aroma può spaventare all’assaggio, ma in realtà siamo di fronte ad uno degli oli più preziosi che disponiamo in Italia, perfetto per abbinamenti culinari ricercati e di classe”.

    Infine a dare il loro contibuto per la parentesi culinaria gli chef: Rosario Morra – Ristorante Taverna Colauri (Napoli); Salvatore Avallone, Ristorante Cetaria (Baronissi); Giovanni Mariconda, Ristorante Degusta (Avellino); Pellegrino Tolino, Ristorante La Vecchia Casa  (Forino). I cuochi hanno presentato  una speciale degustazione olio-cibo. 4 ricette ispirate alla tradizione gastronomica campana per esaltare in un intreccio di aromi, profumi e sapori, le memorabili consistenze di ingredienti tipici arricchiti dall’extra vergine dell’azienda Fam, un olio di altissima qualità che apporta ad ogni piatto quel tocco di personalità in più in grado di fare la differenza sul piano emotivo di chi l’assaggia.

    © Copyright Rosa Iandiorio
    by avellinotoday.it
  • RICETTE DI CARNEVALE

    Siamo nel periodo di carnevale , la parola carnevale come tutti sappiamo, deriva dal latino “carnem levare”, ovvero eliminare la carne. Ciò indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale, il martedì grasso subito prima della Quaresima con astinenza e digiuno. Il carnevale è la festa dell’inverno più amata dai bambini ma anche dai grandi, riportandoci indietro nel tempo alla nostra infanzia e alla spensieratezza, quando in quel periodo sentivamo nelle cucine il profumo dei dolci fritti, come “Chiacchiere e Struffoli” che preparavano le nostre nonne. Essi venivano fritti in olio extravergine di oliva Novello prodotto dalla raccolta delle loro olive.

    Fortunatamente ancora oggi è tenuta questa tradizione,

    Infatti vi proponiamo qualche ricetta:

    Ricetta “Chiacchiere” con Olio Extra vergine di Oliva Biologico.

    Ingredienti

    4 uova

    3 tazze da latte di farina

    1 cucchiaino di sale

    1 cucchiaino di zucchero

    50ml di latte

    3 cucchiai di Olio Extra vergine di Oliva Biologico

    2 cucchiaini di liquore a piacere

    1 bustina di vanillina

    1 bustina di lievito istantaneo

    RICETTE-DI-CARNEVALE

    PREPARAZIONE

    Impastare tutti gli ingredienti formando un panetto morbido,

    farlo riposare per 30 minuti poi dividere la pasta in porzioni e

    lavorare ognuna con il tirapasta.

    Far riposare le sfoglie per alcuni minuti

    poi con una rotella disegnare dei rettangoli con due tagli al centro.

    Friggere in abbondante olio di oliva ad una temperatura di 160/170 gradi.

    Farle raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

    Ricetta “Struffoli” con Olio Extra vergine di Oliva Biologico.

    Ingredienti

    3 uova + 3 tuorli

    500 g di farina bianca

    1 cucchiaino di sale

    100 g di zucchero

    mezzo bicchiere di Olio Extra vergine di Oliva Biologico

    1 bicchierino di anice

    1 cucchiaino di lievito per dolci

    un pizzico di sale

    scorza di limone grattugiata

    RICETTE-DI-CARNEVALE

    PREPARAZIONE

    Mettere la farina in una ciotola ed aggiungere tutti gli ingredienti.

    Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.

    Poi prendere un pezzo di pasta per volta e fare dei serpentini sottili, dopodiché, tagliarli con il coltello in piccoli pezzi.

    Nel frattempo far scaldare in una pentola in Olio EVO BIO abbondante e friggere per un minuto.

    Li preferisci al miele ?

    Preparare uno sciroppo con acqua zucchero e miele e fallo cuocere a fuoco lento.

    Una volta giunto alla doratura, togliamo il composto dal fuoco e immergiamo  in esso gli struffoli mescolandoli bene al composto.

    Infine disponiamo il tutto in un piatto e cospargiamo la superficie di zuccherini colorati.

  • Potatura dell’Olivo, successo per l’evento organizzato in Irpinia dall’Apooat

    E’ stato un successo il corso di potatura organizzato dall’APOOATSempre più giovani si avvicinano al mondo dell’Olio Extra Vergine di Oliva.

    corso di potatura apooat raveceL’interesse verso l’Olio Extra Vergine di Oliva aumenta sempre di più, e questo è stato confermato anche grazie al corso di formazione per olivicoltori svolto presso l’oleificio Locoil – Olio Lo Conte di Ariano Irpino, che ha visto partecipare circa 50 persone provenienti da Grottaminarda, Montecalvo Irpino, Casalbore, Villanova del Battista, Sturno, Frigento, e da tanti altri paesi che abbracciano l’Irpinia e la Valle dell’Ufita, patria dell’olio EVO.

    L’Irpinia e tutta la Campania produce Olio Extra Vergine di Oliva da cultivar autoctone particolari quali: Ogliarola, Ravece, Ortice, Ortolana, Racioppella.

    L’Ogliarola

    L’Ogliarola, è una delle varietà più diffuse in tutta la provincia di Avellino, conosciuta anche in altre zone della campania. Ha rami rami fruttiferi penduli ed una produzione elevata e costante.

    La Ravece

    La Ravece è una delle cultivar più conosciute, infatti è documentata fin dagli inizi del ‘500. Ha una resa piuttosto bassa, ma è molto apprezzata per la qualità dell’olio e per la sua costante produttività.

    L’Ortice

    L’Ortice è presente in tutta la Campania, ma viene definita anche con nomi diversi, ma l’area in cui è più sviluppata è l’alta collina del beneventano. Essa si distingue per la sua produzione abbondante e con una discreta resa in olio.

    L’Ortolana

    L’Ortolana è chiamata anche Melella, grazie al suo sentore appunto di Mela che introduce nell’olio. Ha rami fruttiferi pensuli. Ha una resa media (intorno al 13%) ed è molto sensibili agli attacchi dell’occhio di pavone e della mosca.

    La Racioppella

    La Racioppella è molto diffusa nel beneventano. E’ apprezzata per la sua costante produttività, ma più per la qualità dell’olio che per la resa. Anch’essa è chiamata con nomi differenti. Ha una forte resistenza alla mosca dell’ulivo, all’occhio di pavone e alle basse temperature.

     

    Quattro lezioni teoriche ed una in campo presso l’Azienda Agricola Mottola Carmela di Bonito (Av), che hanno avuto come obiettivo la formazione di persone qualificate nella potatura dell’Olivo.

     

    La potatura dell’Olivo

    Come distinguere i rami dell’ulivo

    Un potatore professionista deve conoscere i diversi tipi di rami dell’ulivo, in genere sui rami di due anni non ci sono mai frutti, mentre i rametti dell’anno sono quelli che portano i frutti, quelli che porteranno le olive l’anno prossimo si chiamano invece rami fruttiferi.
    Capire e distinguere i getti che ogni anno compaiono sugli alberi di ulivo e importante. Sull’ulivo troviamo i succhioni che nascono sulle gemmi latenti, generalmente nascono sul tronco, i rami di prolungamento, facili da distinguere perché tendono a piegarsi a pendulo ed i polloni che si sviluppano generalmente sul ceppo.

  • Olio Campano Extra Vergine di Oliva e DOP

    Olio Campano Extra Vergine di Oliva DOP

    Le varietà campane

    L’Olio Campano è prodotto da sole olive autoctone campane. In questa regione le varietà sono oltre 60, quelle più diffuse sono: Ravece e Ogliarola nell’avellinese; Racioppella, Ortolana, Ortice, nel beneventano; Caiazzana nel casertano; Pisciottana e Rotondella, nel salernitano. La coltivazione dell’ulivo copre circa 73.000 ettari di superficie, si posiziona al sesto posto per la produzione di Olio Extra Vergine di Oliva in italia.

    L’olio Extra Vergine di oliva campano, ha una storia millenaria, simbolo della dieta mediterranea, ottenuto da olive raccolte su alberi alti da 4 a 8 metri, essi rappresentano e caratterizzano il paesaggio agricolo dell’intero territorio.

    In Campania ci sono quattro aree a Denominazione di Origine Protetta (DOP):

    • Colline salernitane” DOP
    • “Cilento” DOP
    • “Penisola sorrentina” DOP
    • Irpinia Colline dell’Ufita” DOP

    La LOCOIL, frantoio oleario dal 1927, produce olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Irpinia colline dell’ufitaDOP, segue il disciplinare di produzione che prevede almeno l’85% di olive Ravece e il 15% Ogliarola. La presenza di queste varietà nell’avellinese risalgono all’epoca romana, presenti prevalentemente nell’arianese che è cuore della produzione olivicola Irpina e dell’olio extravergine campano.

    Il monocultivar Ogliarola si apre all’olfatto con profumi freschi di oliva verde, evidenziando note di mela, carciofo e mandorla, al gusto si presenta inizialmente dolce, per esplodere in un secondo momento ad un amaro e piccante intenso con una punta sottile di astringenza.

    Il monocultivar Ravece, invece, all’olfatto regala note molto intense con sentori di erba appena falciata, foglia di pomodoro, mela e carciofo, in totale armonia con il gusto, centrato su amaro e piccante, arricchiti da impressioni di verdura come la cicoria. Apprezzabile nella struttura e per la dinamicità nel percorso gustativo.

    OLIO EVO MONOVARIETALE DOP BIO

     

  • Corso per Assaggiatori di Oli di Oliva Vergini – Formazione di Panel

    Alle analisi strumentali per definire un olio “Extra Vergine”, si affianca il Panel Test, un’analisi di carattere sensoriale che vede l’uomo come protagonista. Questa tecnica consiste nell’utilizzo di persone altamente specializzate e addestrate nel riconoscere le caratteristiche, sia positive che negative, riscontrabili nel prodotto ottenuto dalla spremitura delle olive. Tale riconoscimento qualitativo, effettuato tramite l’inalazione e la successiva degustazione da parte degli assaggiatori, permette di esprimere un giudizio sull’olio in esame riconoscendone i profumi, gli aromi e i flavour tipici.

    Sembrava un sogno nel cassetto e invece, grazie alla disponibilità e all’intuito di Alfio Lo Conte, che ha messo a disposizione i suoi locali e il suo tempo, alla costanza dei due agronomi Ivan Rizzitelli e Francesco Castelluccio, che ci hanno seguiti pazientemente per tutto il percorso educativo, e ai nostri insegnanti Antonello Paduano e Maria Luisa Ambrosino che, con la loro professionalità e interesse dimostrato durante le spiegazioni, è nato in noi studenti un grandissimo interesse per tutto ciò che ruota attorno all’olio d’oliva e le sue proprietà organolettiche.

    In questo modo, noi “aspiranti assaggiatori” abbiamo fatto capolino in una realtà nuova che ci ha permesso di apprezzare ancor di più l’oro presente sulle nostre tavole: sicuramente ora poniamo attenzione nel sentire il profumo dell’olio, senza farci ingannare solo dal suo aspetto o dal suo colore. Siamo in grado di riconoscere se sono presenti difetti come il riscaldo, la morchia, l’avvinato o il rancido (in effetti molti di noi non conoscevano il significato di questi termini per descrivere un olio!) e di poter dire che un  olio “non è extravergine”.

    La parte più bella del corso, per quanto mi riguarda, è stata l’educazione all’assaggio dell’olio, che ha fatto apprezzare olfattivamente la presenza di profumi fruttati, più o meno intensi, e solo in un secondo momento la presenza di sostanze aromatiche che sollecitano le papille gustative durante l’assaggio: io la definirei un’esplosione di gusti, ai quali, prima di questa esperienza, non facevo attenzione. Ora, in un olio, sono in grado di distinguere la differenza tra un fruttato verde di foglia o di erba, la presenza di sostanze che ricordano verdure amare, come carciofo e cicoria, il sentore della mandorla o del pomodoro, la sensazione di piccante che persiste e fa apprezzare ancor di più l’alimento degustato.

    Fiduciosa di continuare il nostro viaggio per diventare dei veri “assaggiatori di olio extravergine di oliva” ringrazio di nuovo tutto lo staff che ci ha seguito nell’allenamento!!

     

    Un’affascinata allieva

    Dott.ssa Antonietta Mazzeo

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  • Focaccia con pomodorini, origano e olio extravergine Locoil

    La focaccia con origano e pomodorini è molto popolare qui al sud. Questa semplice focaccia è realizzata con un impasto all’olio extravergine di oliva, arricchita con pomodorini e origano. Per la sua semplicità, è una delle preparazioni più ricercate.
     

    PER L’IMPASTO

    • Farina ’00’ 300g
    • Farina Manitoba 200g
    • Acqua 300g
    • Sale 20g
    • Lievito di birra 5g
    • Olio di Oliva extravergine Locoil 25g
     

    PER CONDIRE

    • Pomodori ciliegino 500g
    • Olio di Oliva extravergine 40g
    • Origano 3g
    • Sale grosso 3g
     
     

    PROCEDIMENTO

    Iniziamo a preparare l’impasto di base. Setacciate le farine nella ciotola di una planetaria. Unite il lievito disidratato e azionate la planetaria. Lasciate mischiare le farine con il lievito.
     
    A questo punto unite 3/4 di 300g di acqua, versandola poco per volta. Poi aggiungiamo l’acqua rimasta e il sale.
     
    Quando l’impasto avrà assorbito tutta l’acqua aggiungete l’olio a filo a poco a poco in modo da permettere alla pasta di assorbirlo poco per volta. Lasciate il composto a lavorare in planetaria per circa 15 minuti, poi passatelo su un banco con una spolverata di farina.
     
    Lavorate la pasta facendo delle pieghe, prendendo le estremità e ripiegandole al suo interno. Dopo di chè facciamo levitare (per circa 2 ore) la pasta in una bacinella per oleata e coperta da pellicola.
     
    Nel frattempo preparate il condimento. Tagliate i pomodorini a metà, spremeteli per far perdere tutti i semi, e sbriciolate l’origano.
     
    Dopo due ore di lievitazione, oleate una teglia e versate l’impasto. Stendetelo delicatamente con le mani.
     
    Una volta ricoperta la superficie della teglia, condiamo con i pomodorini, l’olio extravergine di oliva e il sale grosso.
     
    Per ultimo, date una spolverata di origano e lasciate lievitare per altri 30 minuti. Poi facciamo cuocere la focaccia in forno a 190° per 45 minuti.
     
    CONSIGLI. Servite la focaccia con pomodorini tagliati, anche per uno spuntino tra amici o preparatela per la merenda! Potete conservare la focaccia, congelandola prima di cuocerla (senza condimento). Quando scongelata, condirla, farla lievitare e cuocerla.