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  • OLIO D’OLIVA E RIMEDI NATURALI

    Le consuetudini popolari ci hanno dimostrato che l’olio d’oliva è uno dei rimedi naturali più efficaci per risolvere piccoli inconvenienti domestici o malattie comuni non gravi. Infatti in passato i nostri nonni discerto non si recavano in farmacia per acquistare pomate per le bruciature o reumatismi e distorsioni, soluzioni per la caduta dei capelli e via dicendo. Attingevano a ciò che avevano in casa per formulare le loro miscele curative. Quasi sempre impiegavano prodotti alimentari comuni come miele, patate, cipolle, foglie di fico, uova, aceto… e alla base di tutto c’era sempre l’olio d’oliva.

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    OLIO D’OLIVA E RIMEDI NATURALI

    Oggi, nella nostra epoca moderna, dopo aver subito il grande boom aziendale ed essere stati accerchiati da una marea di cosmetici e farmaci, si sta ricercando di nuovo la naturalità per curare i malanni più comuni evitando di ricorrere frequentemente a medicinali che a lungo andare potrebbero avere degli effetti avversi sulla nostra salute. Ed ecco che l’olio d’oliva ritorna a primeggiare tra i validi rimedi naturali alle più comuni e frequenti indisposizioni. Difatti oggi, gli utilizzi più ricorrenti riguardano:

    • Olio d’oliva per le bruciature
    • Olio d’oliva per alleviare il mal d’orecchio e per favorire l’estrazione dei tappi di cerume
    • Olio d’oliva e caduta dei capelli
    • Olio d’oliva antirughe
    • Olio d’oliva per reumatismi e le distorsioni
    • Olio d’oliva contro la secchezza cutanea e la psoriasi

    Nel dettaglio ora spiegheremo singolarmente i vari ambiti e insieme impareremo ad applicarlo ed utilizzarlo al meglio, al massimo della naturalità.

    OLIO D’OLIVA PER LE BRUCIATURE

    Capita spesso in casa mentre si sta cucinando, stirando o quando ci si espone al sole con l’arrivo delle belle stagioni, di procurarsi delle piccole bruciature o scottature della pelle. In questi casi, la prima cosa da fare è mettere la parte del derma scottata sotto un getto abbondante di acqua fredda. Successivamente si valuta la gravità della soluzione. Se la l’area è molto estesa e annerita e presenta vescicole molto grandi, bisogna rivolgersi ad un medico, in caso contrario invece, si può ricorrere a rimedi domestici naturali applicando sostanze oleose, che mantengano la parte morbida, come appunto, l’olio d’oliva. Esso ha un notevole effetto sul derma scottato grazie alle sue proprietà emollienti e antinfiammatorie, dovute alla sua composizione chimica. Esistono diversi metodi per utilizzare l’olio d’oliva contro questi problemi:

    • Impacco: prendere un panno di tessuto dalla trama non molto larga, inumidirla con dell’olio, posizionarlo sulla parte da trattare e lasciare agire per almeno 30 minuti. L’applicazione può essere ripetuta ad intervalli di tempo fino al completo riassorbimento del rossore cutaneo.
    • Applicazione diretta: applicare direttamente l’olio d’oliva sulla parte interessata e massaggiare delicatamente fino al suo completo assorbimento.
    • Mix di olio e limone: versare in un recipiente il succo spremuto di mezzo limone e tre cucchiai di olio di oliva, miscelare il tutto e frizionare con delicatezza la parte interessata. Il trattamento può essere ripetuto ogni tre ore. Questo metodo è applicabile solo in casi di rossori dovuti alla troppa esposizione solare, per ritrovare il giusto equilibrio della pelle.

    In tutti questi casi, comunque non bisogna eccedere con le quantità di olio d’oliva, perché, essendo ricco di acidi grassi, essi potrebbero ostruire i pori del derma.

    OLIO D’OLIVA PER ALLEVIARE IL MAL D’ORECCHIO E PER FAVORIRE L’ESTRAZIONE DEI TAPPI DI CERUME

    Il mal d’orecchio è una delle malattie più comuni soprattutto nei bambini e il motivo più frequente di fastidio o di dolore all’orecchio è l’eccessivo accumulo di cerume. Esso impedisce alle particelle esterne di venire a contatto con il canale uditivo e il timpano, ma spesso, quando è in eccesso, bisogna eliminarlo, altrimenti tenderà a formare un tappo. Il fastidio all’orecchio, però, non è dovuto solo al cerume, ma anche ad infiammazioni all’interno dell’orecchio, che possono essere più o meno acute, come l’otite, o più leggere. A tutto ciò, l’olio d’oliva è stato sempre uno dei rimedi naturali più utilizzati, ma in caso di altri sintomi più gravi, quale la febbre, bisogna sempre rivolgersi ad un medico.

    Il rimedio della nonna per la cura di questi fastidi/dolori è:

    • versare 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva in una padella larga e posizionarla su una fiamma molto bassa;
    • mentre l’olio si scalda, prendere un paio di spicchi d’aglio e tritarli finemente;
    • aggiungere gli spicchi d’aglio nell’olio di oliva caldo e aspettare che vengano assorbiti bene;
    • spegnere il fuoco, mettere l’olio in un contenitore di vetro e lasciarlo raffreddare un pò;
    •  quando l’olio si sarà intiepidito, è possibile utilizzare uno dei seguenti metodi per usare l’olio d’oliva per curare il mal d’orecchio;
      1.  prendere un batuffolo di cotone e immergerlo nell’olio caldo. A questo punto inserire delicatamente il cotone imbevuto di olio caldo nell’orecchio. Per questa operazione bisogna sdraiarsi su un fianco con l’orecchio rivolto verso l’alto. Questo aiuterà l’olio a fluire verso il basso nel condotto uditivo; in alternativa si può usare una siringa o un contagocce. Con il contagocce prelevare qualche goccia di olio e inserirla sempre delicatamente nell’orecchio, anche questa volta in posizione sdraiata su un fianco;

    nel caso in cui si stia utilizzando l’olio d’oliva per estrarre cerume, dopo aver spremuto l’olio nell’orecchio attendere 5 minuti  e mettere un panno pulito proprio sotto l’orecchio, in modo tale da raccogliere l’olio e il cerume liquefatto che fuoriesce dall’orecchio. Infine spruzzare dell’acqua pulita nell’orecchio per pulirlo.

      1. Se si utilizza l’olio di oliva per curare semplicemente il mal d’orecchio, basta mettere un batuffolo di cotone nell’orecchio dopo avere versato l’olio in esso. Quando la persona sentirà un po’ di sollievo si può rimuovere il batuffolo di cotone.

    È bene ricordare che se l’infezione persiste, non bisogna trascurarla, perché si potrebbero avere dei danni all’apparato uditivo.

    OLIO D’OLIVA E CADUTA DEI CAPELLI

    Situazioni di stress, capelli secchi o sfibrati, soprattutto nelle donne, porta alla caduta dei capelli. A lungo andare, i trattamenti con le fiale anti-caduta possono dimostrarsi poco efficaci e quindi perché non provare un rimedio naturale ? L’olio d’oliva è un rimedio pratico e molto utile per rafforzare il cuoio capelluto e contrastare la caduta dei capelli. Ogni sera prima di andare a letto frizionare il cuoio capelluto con un batuffolo di cotone imbevuto di qualche goccia d’olio d’oliva. Poi avvolgere il capo in un asciugamano e il mattino dopo lavare i capelli con uno shampoo delicato. Ripetere il trattamento almeno per 10 giorni e noterete subito dei capelli più forti e luminosi. L’olio d’oliva aiuta cuoio capelluto e fibra attraverso:

    • la vitamina A che contrasta gli effetti dell’invecchiamento
    • la vitamina E che combatte gli effetti dei radicali liberi e dei danni ai tessuti cellulari
    • l’acido linoleico, indispensabile per donare morbidezza e anche per le chiome più difficili da trattare.

    L’olio d’oliva può essere applicato su qualsiasi tipologia di capello poiché risponde ad ogni tipo di esigenza. Può regalare sollievo ai capelli ricci e secchi, ma anche aggiungere morbidezza, volume, luminosità e riparare danni quotidiani dovuti all’uso del phon e alla spazzola, ma anche del sole o dell’acqua del mare.

    OLIO D’OLIVA ANTIRUGHE

    L’olio d’oliva si è rilevato anche un ottimo rimedio anti-age. Grazie ai suoi polifenoli, che esplicano un forte potere antiossidante, previene le rughe, contrastando l’azione dei radicali liberi. Inoltre il betacarotene presente aiuta ad elasticizzare la pelle. Basta picchiettarlo sulla pelle intorno agli occhi prima di andare a dormire la sera o subito dopo essersi svegliati al mattino. Lo si può conservare in frigorifero in modo che abbia una consistenza più densa e quindi più simile a quella di una crema.

    All’olio d’oliva possono essere aggiunte alcune gocce di oli essenziali profumati, oppure, alcune gocce di esso stesso possono essere aggiunte alle creme idratanti, ottenendo morbidezza ed elasticità.

    OLIO D’OLIVA PER REUMATISMI E LE DISTORSIONI

    Oramai è ben chiaro che l’olio d’oliva è ricco di fenoli (tirosololo, idrossitirosololo e oleuropeina) con forte potere antiossidante, che svolgono un’azione protettiva contro lo stress ossidativo, evento che caratterizza i processi infiammatori delle malattie reumatiche. E’ stato osservato che l’inibizione dello stress ossidativo contribuisce a rallentare l’evoluzione della malattia reumatica. Ma non è finita qui! L’olio di oliva, infatti contiene una sostanza chiamata oleocantale, scoperta solo nel 2005 per la prima volta, con proprietà simili all’Ibuprofene e più potente dell’aspirina come azione antinfiammatoria. L’ibuprofene è uno dei farmaci antinfiammatori più usati nelle malattie reumatiche (e anche in altre patologie su base infiammatoria ). Attenzione però: queste qualità dell’olio di oliva si hanno solo con l’extra vergine di oliva e non con l’olio di oliva (un olio raffinato che si ottiene attraverso uso di solventi per ricavare olio dalle carcasse delle olive già spremute) e solo quando l’olio è di prima spremitura e spremuto a freddo, cioè spremuto al massimo entro 24-36 ore dalla raccolta delle olive. Quindi scegliamo sempre un olio di qualità, possibilmente fatto da un produttore locale di fiducia e usiamolo solo a crudo, cioè freddo per condire insalate e piatti, va bene anche in cottura ma si perdono tutte le sue proprietà. Quindi se prepariamo una zuppa l’olio va aggiunto a fine cottura a crudo.

    Anche per alleviare i dolori o gonfiori dovuti a distorsioni a seguito di cattivi movimenti o cadute, l’olio d’oliva è un valido rimedio naturale. Esso riduce l’infiammazione e ha proprietà curative capaci di accelerare il processo di cura. Bisogna riscaldare dell’olio d’oliva fino a renderlo tiepido (attenzione a non farlo friggere!), poi si applica l’olio tiepido sulla zona colpita da dolore, e si effettuano dei massaggi per 5-6 minuti. Questa operazione aiuta a rilassare i muscoli ed alleviare il dolore. L’operazione si può ripetere 4 volte al giorno.

     OLIO D’OLIVA CONTRO LA SECCHEZZA CUTANEA E LA PSORIASI

    Una scoperta scientifica ha riportato anche i benefici dell’olio nel trattamento della psoriasi della pelle, problema frequente dovuto anche a situazioni di stress. Ciò, in quanto, i biofenoli, di cui l’olio extravergine d’oliva è ricco inibiscono i problemi metabolici e grazie alle proprietà antinfiammatorie riescono a combattere gli effetti della psoriasi. In base a diverse ricerche, è possibile affermare che la psoriasi sia una patologia di natura autoimmune, dove l’aumento della produzione degli anticorpi, in particolare dei linfociti T, determina a livello epidermico (ma non solo) un fenomeno infiammatorio.

    La riproduzione eccessiva e anomala delle cellule della pelle>che caratterizza la psoriasi, si evidenzia in particolari sono i gomiti, le ginocchia, la parte bassa della schiena, il viso, il palmo delle mani, la pianta dei piedi e il cuoio capelluto.

    Altra patologia frequente è la secchezza della pelle, dovuta a fattori genetici o ad una forte disidratazione. Quindi, anche in questi casi gli impacchi di olio d’oliva possono essere dei validi rimedi nutritivi, idratanti ed emollienti.

    Ancora una volta, dopo quanto detto, abbiamo avuto la conferma che l’olio d’oliva è un bene prezioso da avere sempre a portata di mano.

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  • OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E LONGEVITÀ

    L’Olio Extravergine d’oliva è l’ingrediente base della dieta mediterranea, la quale, attraverso studi scientifici ha dimostrato una stretta correlazione con la longevità.

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    OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E LONGEVITÀ

    Essa fu scoperta da due fisiologi statunitensi Ancel Keys e sua moglie Margaret Haney. I due coniugi giunsero in Italia per la prima volta nel 1951, per tenere un congresso a Roma sui temi della nutrizione umana.
    Tutte le relazioni vertevano sulla carenza di cibo e la deficienza vitaminica, specialmente nei paesi sottosviluppati. Quando i due scienziati accennarono al binomio malattia coronariche e regime alimentare, nessuno degli italiani presenti mostrò particolare interesse. Il dottor Gino Bergami, professore di fisiologia dell’Università di Napoli, disse che le malattie cardiovascolari non erano un grande problema in Italia e soprattutto nelle regioni del Sud.

    I due esperti americani, dopo il loro ritorno a Oxford, increduli delle affermazioni date dallo studioso napoletano, accolsero il suo invito e decisero di ritornare in Italia, con precisione a Napoli, per verificare personalmente. Questo secondo viaggio verso il Mediterraneo ebbe l’effetto di un rito di passaggio che trasformò i due protagonisti facendoli rinascere, cambiando la storia della scienza della nutrizione. Giunti a Napoli i Keys subito analizzarono campioni di sangue appartenenti a un gruppo di maschi adulti composto sia da operai sia da membri della classe media, rilevando tassi di colesterolo irrisori.

    A quel punto si capì che i napoletani poveri mangiavano in maniera più sana degli americani ricchi. Dopo questi risultati i due coniugi estesero le loro ricerche a tutte le nazioni del bacino mediterraneo riscontrando sempre la stessa conclusione e una bassissima incidenza di malattie cardiovascolari. Ciò che univa queste popolazioni era l’ormai nota triade mediterranea, costituita da CEREALI, VINO E OLIO. Infatti queste popolazioni si cibavano essenzialmente di vegetali, frutta, pasta, pane, pochi latticini, pochissima carne e il tutto conditi esclusivamente con olio d’oliva, ingrediente principale della dieta mediterranea.

    Dopo queste scoperte, lo stile di vita mediterraneo diventa per Angel e Margaret Keys una pratica di vita e un bagaglio di conoscenze da diffondere nel mondo anglosassone e da qui nasce la loro idea di promuovere un regime povero di grassi , ma ricco di sapori e mai monotono, cercando di dimostrare che in materia di salute, la cultura e la conoscenza siano più decisive della genetica e dell’ereditarietà. Così, nel Parco nazionale del Cilento, in provincia di Salerno, i Keys stabiliscono il loro buen retiro mediterraneo affermando di aver deciso di venire a vivere in Cilento per allungare la loro vita di vent’anni.

    Intorno alla loro villa piantarono circa novanta ulivi, messi un po’ qua e un po’ la, dai quali ricavavano il loro prezioso olio; ma l’amore dei Keys per l’olio d’oliva nasce da una lunga analisi dei dati epidemiologici forniti dai loro studi, mettendolo al primo posto tra i grassi destinati al condimento. Già allora i Keys diffidavano i consumatori dall’uso di grassi idrogenati e raccomandavano di leggere le etichette.

    Il consumo di questo vegetale, ricco di antiossidanti e altri preziosi componenti, è, secondo i due scienziati, la ragione principale per cui i popoli mediterranei, sono più in salute e vivono più a lungo rispetto ai loro connazionali, sedotti dalle nuove tendenze alimentari.

    La relazione tra l’olio extravergine d’oliva e la longevità è dovuta ai suoi antiossidanti.

    Nella sua composizione chimica troviamo la vitamina E (tocoferolo) e altri composti fenolici. Tutte molecole capaci di difendere l’organismo umano dall’invecchiamento precoce, attraverso la lotta ai radicali liberi. Questi ultimi sono i responsabili principali dei danni cellulari tipici dell’età. Essi sono delle forme particolarmente reattive dell’ossigeno, ovvero molecole molto potenti in grado di danneggiare il DNA e, alla lunga, innescare la genesi dei tumori. Grazie all’olio, gli antiossidanti contenuti in esso neutralizzano i pericolosi radicali garantendo così longevità alle cellule.

    Ormai sono molti i lavori scientifici che mettono in correlazione dieta e formazione di neoplasie. La Dieta Mediterranea è capace di ridurre l’incidenza del cancro al colon del 25%, del 15% alla mammella, del 10% alla prostata, al pancreas e all’endometrio. Molti studi individuano nell’olio extravergine di oliva un alimento che ha un rilevante potere nel ridurre l’incidenza di alcuni di questi tumori, dimostrando che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre casi su dieci. Sostituendo il 5% delle calorie totali con acidi grassi monoinsaturi, come quelli presenti nell’olio extravergine di oliva, al posto dei grassi saturi, si ha una riduzione statisticamente significativa del rischio di sviluppare il tumore della mammella ed il tumore del colon retto. Studi epidemiologici hanno dimostrato come l’incidenza di alcuni tipi di tumore è relativamente bassa nel bacino del mediterraneo rispetto a quella dei paesi del nord Europa e del nord America.

    Poi sono stati evidenziati gli effetti dei composti minori dell’extravergine, in quanto sono proprio essi a possedere spiccate attività antitumorali appurate sia in esperimenti in vitro che in vivo. La frazione fenolica ha dimostrato possedere proprietà antiossidante nei confronti di agenti DNA mutanti, inibendo la proliferazione e promuovendo l’apoptosi in diverse linee cellulari tumorali. Tra questi composti, l’oleuropeina presente nelle drupe ha dimostrato la capacità di inibire i fattori che promuovono la formazione di nuovi vasi sanguigni, indispensabili per la sopravvivenza delle cellule neoplastiche. Studi su colture cellulari di carcinoma della mammella trattate con la frazione fenolica dell’extravergine hanno constatato una riduzione del recettore Her2 presente nel 20-25% dei tumori della mammella più aggressivi e con prognosi infausta. Il recettore Her2 presente sulla membrana delle cellule tumorali funziona da amplificatore del segnale inducendo la cellula tumorale a proliferare, pertanto tali composti sono dotati di attività antiproliferativa tumorale. L’olio extravergine d’oliva, ha mostrato di possedere in modelli sperimentali in vitro e sugli animali, attività antinfiammatoria riducendo l’attività delle Cox 2 [ciclossigenasi] che sono implicate nello sviluppo del tumore del colon.

    Un’assunzione costante di olio extravergine fornisce una valida protezione alla mucosa del nostro intestino. Tra le sostanze ad azione antitumorale è presente anche lo squalene, un idrocarburo che esercita a livello cutaneo un’azione antiossidante nei confronti dei raggi ultravioletti prevenendo il danno foto indotto che in associazione ad altri fattori favorisce la comparsa dei tumori della pelle. L’olio extravergine d’oliva è la principale fonte alimentare dell’antiossidante DHPEA-EDA che rispetto ad altri fenoli presenti in differenti oli è uno dei più efficaci anche a basse dosi nel contrastare lo stress ossidativo di radicali liberi e colesterolo LDL.

    Oltre che per la prevenzione dei tumori l’olio extravergine d’oliva è un alimento indispensabile nell’alimentazione dei bambini perché contribuisce alla formazione delle ossa, al processo di mielinizzazione del cervello e all’accrescimento ed è un ottimo aiuto per le difese immunitarie. Aiuta a preservare la salute delle ossa e facilita l’attività epatica regolando quella intestinale. Il suo consumo riduce i rischi di ulcere gastriche e duodenali, esercita un’azione lassativa, più efficace a digiuno e corregge la stipsi cronica. Ha un effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari. L’olio extravergine d’oliva è l’unico olio digeribile al 100%.

    Le scoperte fatte dai Keys e gli studi condotti dai più recenti scienziati, stanno a dimostrare che l’assunzione giornaliera di olio extravergine d’oliva può essere la più naturale soluzione per una vita longeva e salutare. Ovviamente, essendo un grasso, deve essere assunto con moderazione e sono consigliati circa quattro cucchiai al giorno per poter condire i vostri alimenti.

    OLIO EXTRAVERGINE VS BURRO E MARGARINA

    Oggi l’insorgenza delle molteplici malattie di carattere alimentare può essere attribuita alla poca conoscenza che i consumatori hanno riguardo i diversi grassi usati in cucina come: olio, burro e margarina; chiedendosi spesso quale sia quello più adatto per mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata.

    grassi sono nutrienti importanti ed essenziali nella dieta. Infatti, oltre a dare energia, entrano nella composizione dei tessuti, degli ormoni e veicolano importanti vitamine nell’organismo.

    In una dieta sana ed equilibrata, i grassi dovrebbero fornire circa il 30% delle calorie giornaliere: ciò significa che una persona adulta ne può assumere dai 60 agli 80 grammi totali ogni giorno.

    In una dieta sana ed equilibrata, inoltre, è necessario consumare i grassi giusti, cioè quelli che hanno un basso contenuto di colesterolo a fronte di un alto contenuto di acidi grassi insaturi. Tutti i grassi puri forniscono esattamente la stessa quantità di calorie: 9 Kcal al grammo.

    Il burro e la margarina, non essendo grassi puri, forniscono un po’ meno calorie rispetto all’olio, che invece è un grasso puro.
    E’ però un errore valutare quali grassi introdurre nella tua dieta considerando le calorie che forniscono: bisogna invece considerare la loro origine, quindi se grassi animali o vegetali, e la loro consistenza, quindi se solidi o liquidi.

    Ora vi spieghiamo brevemente quali sono le differenze tra questi tre grassi.

    OLIO EXTRAVERGINE

    È un olio puro, di origine vegetale. Presenta un’elevata percentuale di grassi monoinsaturi e a temperatura ambiente lo troviamo allo stato liquido. Grazie a questa caratteristica esso non si deposita nei nostri vasi sanguigni e quindi riduciamo l’insorgenza di colesterolo; e ad esso sono associate tutte le proprietà benefiche descritte precedentemente. In cottura subisce alterazioni minori rispetto ad altri oli, proprio perché i grassi monoinsaturi sono più stabili alle alte temperature. Quindi, oltre che per condire, è ideale anche per cucinare e friggere.

    MARGARINA

    È costituita da una miscela di oli come: olio di palma, cocco, arachidi, soia, colza…ottenuti per raffinazione e successivamente idrogenati. Cioè a questi oli vengono addizionati atomi di idrogeno per renderli solidi a temperature ambiente; a volte vengono aggiunti anche additivi per renderli più stabili e conservabili nel tempo. La margarina non ha colesterolo, ma i suoi grassi idrogenati si trasformano in acidi grassi “trans”, che aumentano il livello di colesterolo LDL nel sangue, e perciò favorisce l’insorgenza di patologie quali l’aterosclerosi. Quindi l’idea che essa faccia bene alla salute perché priva di colesterolo non è del tutto vera.

    BURRO

    È di origine animale ed è un grasso saturo. È la parte grassa del latte, separata dal latticello e condensata. È ricco di fondamentali nutrienti come calcio, vitamine e proteine. Si ottiene con mezzi meccanici ed è digeribile perché è ricco di acidi grassi a corta catena; ma essendo di origine animale, presenta acidi grassi saturi come il palmitico e il colesterolo. Non può essere usato per friggere, perché oltre ad essere indigesto, si arricchisce di sostanze tossiche.

    Tutto ciò dimostra ancora una volta che l’olio extravergine d’oliva è l’ingrediente per eccellenza sotto tutti i punti di vista. È ottenuto naturalmente mediante estrazione meccanica, non subisce processi chimici, è genuino, è salutare, conferisce sapori e odori unici e può essere utilizzato per tutte le tipologie di preparazione culinarie, sia crude che cotte.

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  • L’OLIO D’OLIVA PER LA CURA DEL CORPO

    E’ risaputo che l’olio d’oliva è un ottimo condimento genuino e salutare da poter portare in tavola e che contribuisce a migliorare la nostra salute grazie alle sue azioni benefiche a livello metabolico. Però è meno risaputo che l’olio d’oliva è un toccasana per la cura della bellezza del corpo. Soprattutto le donne, molto spesso, spendono dispendiose cifre di denaro per l’acquisto di cosmetici, credendo che essi siano prodotti naturali e ricavando, in realtà, poca utilità per la loro bellezza. In realtà, non sono a conoscenza che nella loro dispensa di casa hanno a disposizione un elisir di bellezza e lunga vita, più economico, facilmente reperibile e che conferisce maggiori benefici.

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    L’OLIO D’OLIVA PER LA CURA DEL CORPO

    Ricerche scientifiche e praticità domestiche hanno dimostrato che l’olio d’oliva è molto utile per la cura del corpo, nello specifico per:

    • VISO e PELLE
    • DERMATITI
    • CAPELLI
    • SMAGLIATURE
    • MANI E UNGHIE

    Ora vi spiegheremo nel dettaglio i molteplici benefici.

    VISO e PELLE

    L’olio d’oliva, grazie alla presenza di acido oleico, minerali e un potente antiossidante, quale la vitamina E, apporta poteri emollienti, idratanti e nutritivi. Previene l’invecchiamento della pelle ed è utile a contrastare le secchezze, le screpolature, le irritazioni e le scottature della pelle. È ideale anche per la cura della pelle dei neonati, in quanto è un ingrediente delicato e poco invasivo.

    Una famosa e nota youtuber ,Clio Makeup, consiglia l’uso di questo ingrediente mediterraneo come soluzione:

    • struccante: basta versare una goccia di olio su un batuffolino di cotone e rimuovere dolcemente il trucco massaggiando delicatamente le parti più sensibili;
    • idratante: utile se si ha la pelle secca utilizzandolo al posto della crema idratante prima di andare a dormire, seppur la sensazione non sarà molto piacevole, la mattina vi ritroverete con una pelle super morbidissima.

    O anche come:

    • scrub: miscelando dello zucchero all’olio e usando questo mix per massaggiare la faccia.

     

    Oppure è possibile realizzare una maschera idratante: mettete due cucchiai di miele in una ciotola e riscaldate. Aggiungete un cucchiaio d’olio d’oliva, mischiate e applicate sulla pelle. Tenete in posa per 5 minuti e risciacquate! Per le pelli secche si può aggiungere anche un cucchiaio di yogurt bianco, mentre per le pelli grasse si possono incorporare un paio di cucchiaini di argilla bianca, che restringe i pori.

    Una scoperta scientifica ha riportato anche i benefici dell’olio nel trattamento della psoriasi della pelle, problema frequente dovuto anche a situazioni di stress. Ciò, in quanto, i biofenoli, di cui l’olio extravergine d’oliva è ricco inibiscono i problemi metabolici e grazie alle proprietà antinfiammatorie riescono a combattere gli effetti della psoriasi.

    DERMATITI

    La dermatite è una generica affezione della pelle non contagiosa caratterizzata da infiammazione, causata da allergie, carenze o eccessi alimentari o contatto con irritanti. Le forme più frequenti sono la dermatite atopica, la dermatite seborroica e la dermatite da contatto. Esse hanno in comune alcuni sintomi caratteristici, come l’arrossamento della pelle e la comparsa di piccoli gonfiori o vescicole pruriginose.

    In particolare:

    •  la dermatite atopica è una reazione allergica dell’intero organismo che si manifesta attraverso la pelle,  a essa si associano spesso, altre allergie, come il raffreddore da fieno, lasma, l’orticaria o le allergie alimentari;
    • la dermatite seborroica è, causata da un’alterata attività delle ghiandole della pelle che producono sebo.
    • invece, la dermatite da contatto è scatenata dal contatto con sostanze irritanti, come detergenti e detersivi, cosmetici, saliva di animali, metalli come il nickel, lattice.

    Fin dal tempo degli Egizi l’olio d’ oliva è stato considerato, oltre che un alimento, un rimedio naturale dalle molteplici proprietà, prezioso in caso di dermatite.

    Nella maggioranza dei casi le dermatiti più comuni si presentano nella loro forma più lieve e moderata comportando solo conseguenze estetiche e imbarazzo sociale.

    Per detergere delicatamente la pelle affetta da dermatiti nella loro forma lieve-moderata, l’olio di oliva risulta molto utile, perchè, grazie alle proprietà emollienti, lascia la pelle morbida, nutrita e protetta. L’olio di oliva nutre ed idrata la pelle, grazie alla presenza di pregiati grassi vegetali ricchi di trigliceridi e antiossidanti naturali ed è particolarmente adatto a prevenire la disidratazione e la desquamazione della pelle, tipici effetti di dermatiti.

    CAPELLI

    L’olio d’oliva è l’ingrediente casalingo per eccellenza utile come rimedio pratico e veloce a rivitalizzare e ristrutturare i capelli secchi sfibrati, opachi, tinti, deboli e crespi. Ottenendo un effetto emolliente e districante. Esso può essere applicato su qualsiasi tipologia di capelli. L’olio d’oliva viene applicato sui capelli tramite dei comodi impacchi, delle vere e proprie maschere che possono essere arricchite anche di altri elementi, quali essenze o frutti, donando alla vostra chioma anche un delizioso profumo.

    Realizzare un impacco domestico è molto semplice: riempire mezza tazza da tè con olio extravergine d’oliva e aggiungere circa cinque gocce dell’essenza di propria preferenza (come agrumi o lavanda). Poi lo si applica aiutandosi con un pettine oppure con una spazzola, la maschera verrà quindi applicata sulla chioma partendo dalla radice e arrivando fino alle punte dei capelli. Terminata la distribuzione, si avvolgono i capelli in un panno morbido e resistente: l’olio tende a scivolare facilmente dai capelli, rischiando di macchiare abiti ed altri tessuti. L’impacco può essere lasciato in applicazione per una ventina di minuti, dopodiché sarà necessario un abbondante risciacquo, facendo ricorso a saponi e shampoo il meno aggressivi possibile. Può essere necessaria anche più di una ripetizione, qualora i capelli mostrassero ancora un aspetto fin troppo unto.

    Clio Makeup consiglia anche un rimedio antiforfora miscelando due cucchiaini di: olio d’oliva, succo di limone e acqua. Il succo di limone aiuta a rimuovere le squame secche, mentre l’olio nutre e idrata.  Il composto va applicato sui capelli umidi prima dello shampoo; si fa agire per 30 minuti e poi si procede normalmente col lavaggio.

    SMAGLIATURE

    L’olio d’oliva è un ottimo espediente per prevenire o liberarsi delle smagliature. Esse si formano sulla pelle quando questa si estende improvvisamente oltre il suo limite elastico e la sua naturale velocità di crescita. Lo strato intermedio della cute si rompe rendendo visibili gli strati inferiori. Le smagliature “nuove” sono rosse o viola e tendono a sfumare verso il colore bianco con il passare del tempo. Ciò riguarda poco frequentemente gli uomini e maggiormente le donne, in quanto questo inestetismo può verificarsi durante la gravidanza o in età adolescenziale come conseguenza di un rapido sviluppo corporeo o oscillazioni di peso importanti. Un rimedio naturale è proprio l’olio d’oliva che grazie alle sue vitamine e antiossidanti, applicandolo localmente nelle zone in cui compaiono le smagliature, nella stessa quantità di un normale olio per il corpo, esercitando una leggera pressione durante il massaggio, il suo effetto distensivo ed emolliente si farà subito sentire. Ovviamente con questo metodo e con un’applicazione costante nel tempo è possibile rimuovere solo le smagliature “nuove” e durante il trattamento si possono miscelare anche alcune gocce di limone per donare un aspetto radioso alla pelle.

    MANI E UNGHIE

    Se avete unghie molto fragili che tendono a spezzarsi, a sfaldarsi o a piegarsi è sintomo di carenza di alcuni componenti, come per esempio vitamine, che invece sono presenti nell’olio d’oliva. Sempre la famosa youtuber Clio Makeup consiglia settimanalmente un trattamento di manicure e pedicure a base di olio d’oliva. Dopo aver messo in ammollo in acqua tiepida per qualche minuto le vostre unghie, consiglia di asciugarle e massaggiare delicatamente le cuticole con l’olio per ammorbidirle. Invece, se dopo aver rimosso lo smalto, vi ritrovate le unghie macchiate, consiglia di metterle a bagno in un mix di olio e limone, garantendo anche un’azione rinforzante e districante.

    Nei periodi invernali, quando a causa delle fredde e gelide temperature vi ritrovate ad avere mani secche e screpolate, una spalmata di olio d’oliva vi ridona dopo poco tempo una pelle morbida e vellutata.

    È bene ricordare che l’olio d’oliva è un elemento prezioso e che utilizzandolo con scrupolosità, accortezza e conoscenza può essere un valido rimedio ai più comuni problemi di bellezza.

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  • Olio d’oliva: effetti benefici sulla digestione

    Olio d’oliva: effetti benefici sulla digestione

    L’olio extra vergine di oliva ha moltissime proprietà utili alla salute. Si ricava dalla spremitura delle olive che sono il frutto della pianta dell’olivo (o ulivo), a differenza da tutti gli altri oli che si ottengono da semi, è l’unico che si ottiene dal frutto della pianta, è stato studiato per molti anni e attualmente gli vengono attribuite ottime proprietà, sia per la salute sia per la bellezza.

    Sono numerose le prove scientifiche che dimostrano gli effetti positivi dell’ olio extra vergine d’oliva per la salute dell’uomo. Molti studi hanno confermato che il consumo di l’olio extravergine di oliva ci protegge dai radicali liberi e dall’invecchiamento cellulare che nella nostra vita quotidiana sono sempre più soggetti ad attacchi esterni di vita frenetica e stressante.

    Nel meridione d’Italia sono anche le foglie di Olive ad essere consumate come medicina alternativa, infatti le foglie bollite in acqua e filtrate sono bevute per abbassare la tensione, genera un’ effetto ipotensivo come dilatatore delle coronarie, inoltre ha come effetto un’azione antiaritmica sul cuore dovuto ad una sostanza contenuta nelle foglie l’ oleuropeoside , è quindi indicato in erboristeria contro l’ipertensione, l’arteriosclerosi e le malattie delle coronarie ma anche come diuretico ed ipoglicemiante.

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    Olio d’oliva: effetti benefici sulla digestione

    Prevenzione ed uso dell’olio d’oliva per :

    • Olio d’oliva e apparato digerente e urinario
    • Olio d’oliva: un amico per fegato e vie biliari
    • Olio d’oliva e assorbimento delle vitamine
    • Olio d’oliva un alleato contro la stitichezza
    • Olio d’oliva per il benessere delle vie urinarie

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Olio d’oliva e apparato digerente e urinario

    La digeribilità dell’olio extravergine di oliva è superiore rispetto a tutti gli altri oli (semi, arachidi, girasole, ecc…) perché stimola la contrazione della colecisti e quindi la produzione di bile componente importante per la digestione dei grassi (lipidi). Tutto ciò è possibile grazie alla composizione dell’olio di oliva ed in particolare a quel 70-80% di acido oleico (insaturo) che lo rende il più raccomandabile dei condimenti.

    L’olio d’oliva migliora la digestione anche perchè agisce come protettore contro l’eccesso di acidità nello stomaco: già dal 1800 si condussero studi in merito all’assunzione dell’Olio d’Oliva su soggetti con disturbi legati all’apparato digerente e fu evidente che aggiungendo ai cibi olio di oliva, l’acido gastrico veniva secreto in maniera decisamente ridotta. Sono perciò evidenti e riconosciuti i benefici nel caso di malattie come ulcere e gastrite, dove è presente un’ ipersecrezione acida, che veniva decisamente ridotta a contatto con l’acido oleico dell’Olio Extravergine d’Oliva.

    L’olio d’Oliva  è utile anche nel mantenimento della regolarità della funzione intestinale, accelerando il transito del cibo. Non solo: bere un cucchiaio di olio di oliva crudo al mattino e a digiuno,  aiuta in maniera sostanziale a mantenere stomaco e intestino in buona salute.

    Tra gli altri componenti dell’olio, importante aiuto arriva dal betacarotene, che migliora le funzioni dell’intestino e gli permette di essere più resistente alle infezioni e la vitamina E, che come antiossidante è un aiuto anche per il fegato.

    È il più digeribile e il più sano tra i grassi ed ha un effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale, proteggendone le mucose. L’acido oleico, infatti, riduce la produzione di acido cloridico e quindi previene gastriti e ulcere. Accelera, inoltre, il transito nel tratto intestinale, favorendone la regolarità. Favorisce l’attivazione del flusso biliare e lo svuotamento della cistifellea, ostacolando l’insorgenza di calcolosi biliare.

    Olio d’oliva: un amico per fegato e vie biliari

    Il fegato, la ghiandola più grande del corpo umano situata nella parte alta e destra dell’addome, è l’organo di depurazione, filtraggio e digestivo per eccellenza.

    L’uso frequente di alcool, cibi fritti, zuccheri e uno stile di vita stressato e pieno di rabbia e rancore represso possono danneggiare il fegato. Inoltre il consumo di cibi confezionati e non biologici, l’uso di farmaci e l’inquinamento ambientale apportano molte sostanze chimiche e pesticidi che col tempo affaticano il fegato che non riesce più a smaltirle.

    A differenza dello stomaco, il fegato non ti dice mai direttamente se è indisposto o se ha bisogno di attenzioni particolari. Ti comunica però indirettamente quando comincia a funzionare di meno. Le seguenti condizioni sono collegate ad una funzione epatica insufficiente: irritazione cutaneavista debolemovimenti intestinali poco sani, ciclo mestruale irregolaremal di testa ricorrente, inspiegabile aumento di pesoperdita di energiainvecchiamento improvviso, elevati livelli di colesteroloallergie di ogni genere, costrizione dei vasi sanguigniaddome gonfioritenzione di liquididisturbi gastrointestinalidifficoltà respiratoriememoria e concentrazione scarsedolori nelle articolazioni o in altre parti del corpo, fragilità ossea e qualsiasi altra patologia grave come cardiopatiacancrosclerosi multipladiabete o morbo di Alzheimer.

    Il fegato è responsabile dell’elaborazione, della conversione, della distribuzione e del mantenimento della fornitura di carburante all’organismo, ovvero di sostanze nutritive ed energia. La preclusione di queste funzioni vitali ha effetti deleteri non solo sulle prestazioni complessive dell’organismo, ma anche sulla salute di ogni singola cellula. Il fegato non può svolgere correttamente nessuna di queste funzioni se i suoi dotti biliari sono intasati da depositi di bile indurita o da “calcoli biliari” (composti da bile).

    All’origine dei calcoli biliari ci sono molteplici fattori, fra cui il ritmo frenetico della vita moderna, lo stress, le diete squilibrate, uno stile di vita destabilizzante, l’abuso di medicinali, stimolanti e alcol, nonché l’assunzione di veleni chimici quali gli additivi alimentari e i dolcificanti artificiali. La congestione dei dotti biliari provoca un notevole indebolimento delle funzioni digestive, limitando così l’apporto di sostanze nutritive ai trilioni di cellule presenti nel corpo. Per questo motivo i calcoli biliari sono una delle cause principali delle malattie fisiche ed emozionali.

    Un metodo fai da te semplice è il lavaggio epatico, sicuro indolore per espellere i calcoli sia dal fegato che dalla cistifellea usando succo di mela (o acido malico), olio d’olivasucco di limone e sale di epson. Il vero e proprio lavaggio epatico ha luogo in meno di quattordici ore e può essere fatto comodamente a casa nel fine settimana… Pur essendo una procedura molto semplice, è importante capire il processo e seguire minuziosamente le istruzioni.

    La causa più comune delle malattie, si stima che il 20% della popolazione mondiale sviluppi calcoli biliari nel fegato in una determinata fase della vita; molte di queste persone opteranno per l’asportazione chirurgica di questo importante organo. Tuttavia questi dati statistici non tengono conto dei soggetti ancora più numerosi che svilupperanno (o hanno già) calcoli biliari nel fegato.

    I calcoli biliari nel fegato possono costituire l’ostacolo maggiore al raggiungimento e al mantenimento di buona salute, giovinezza e vitalità; e possono in effetti essere uno dei motivi principali per cui le persone si ammalano e fanno fatica a riprendersi dalle malattie.

    Olio d’oliva e assorbimento delle vitamine

    L’olio extravergine d’oliva è un olio dalle straordinarie proprietà: contiene oleocantale, una sostanza che ha una forte azione antinfiammatoria e che fa bene allo stomaco, riducendo i problemi di gastrite.

    E’ inoltre un ottimo alleato della pelle, perchè migliora l’assorbimento di vitamina A e vitamina E.  L’olio extra vergine d’oliva influisce sull’aumento del colesterolo Hdl, il cosiddetto colesterolo buono, e dall’altro lato riduce il colesterolo Ldl, quello cattivo. Così facendo protegge il nostro apparato cardiovascolare (cuore, vasi e arterie).

    Grazie all’aumento di biodisponibilità delle vitamine D e K2 consente inoltre un migliore assorbimento del calcio e del magnesio, rinforzando la salute delle nostre ossa. Inoltre aiuta la memoria e i processi cognitivi grazie alle neurotropine, che vengono liberate dai polifenoli naturalmente contenuti nell’olio extra vergine.

    Un suo corretto utilizzo, inoltre, stimola l’attività del fegato, aiuta la digestione lenta, ed ha un effetto lassativo e detossicante. Altri benefici sono anche quelli sul sistema immunitario, perchè l’olio extra vergine di oliva regola il microbiota intestinale (l’insieme di tutti i microrganismi che colonizzano il nostro intestino).

    Tra le proprietà più importanti ci sarebbero addirittura quelle antitumorali, grazie alla presenza di tirosolo e idrossitirosolo, due sostanze che hanno effetti antitumorali. Anche a detta della dott.ssa Farnetti, infatti, alimentarsi con olio extravergine d’oliva sarebbe pertanto «la prima profilassi anti-cancro che possiamo fare».

    Infine, questo agisce direttamente sui geni della longevità grazie alla sua azione nutri-genomica. Per questo è sbagliato eliminarlo del tutto dalla dieta. L’ideale è farne un uso moderato, senza escluderlo dalla dieta proprio per le sue straordinarie proprietà.

    Olio d’oliva un alleato contro la stitichezza

    La stitichezza è uno dei disturbi più comuni nella popolazione, e allo stesso tempo uno di quelli per cui si prova più imbarazzo, evitando di andare dal medico e ricorrendo a rimedi fai da te. Sebbene non si tratti di un problema grave però, recarsi dal medico di famiglia è sempre l’opzione migliore, specialmente nel caso in cui la stitichezza arrivi all’improvviso. In alcuni casi infatti la stitichezza può nascondere un problema più grave, come ad esempio un tumore.

    Ci sono dei casi in cui la stitichezza può essere fisiologica: questo è ciò che succede nei neonati che ancora assumono latte, oppure nelle donne incinte. In generale, si parla di stitichezza quando l’evacuazione avviene meno di 3 volte a settimana; tra gli altri sintomi ci sono il gonfiore di stomaco, l’evacuazione dolorosa e le feci dure.

    La stitichezza può essere causata da moltissimi fattori: tra questi troviamo un’alimentazione povera di frutta e verdura, l’abitudine di bere poco, la sedentarietà, lo stress e l’utilizzo di alcuni farmaci. Per questo motivo, la stitichezza spesso colpisce gli anziani, che tendono a muoversi e a bere poco. Ci sono inoltre alcuni cibi che possono causare o peggiorare la stitichezza: tra questi troviamo il riso, le patate, le carote, le banane, il tè, il vino rosso, gli insaccati e i latticini. Il caffè, invece, sembra avere un effetto benefico.

    Prima di ricorrere all’uso di lassativi – che devono sempre essere consigliati dal medico e non assunti autonomamente, in quanto possono avere seri effetti collaterali – è comunque possibile provare a risolvere il problema cambiando le proprie abitudini: ad esempio arricchendo la propria alimentazione di verdure cotte come spinaci e cavolfiori, di frutta come i kiwi, bevendo di più e facendo più movimento.

    Un altro possibile alleato contro la stitichezza è l’olio d’oliva: si tratta di un alimento che contribuisce ad ammorbidire le feci e a lubrificare le pareti dell’intestino, e può essere assunto in due modi: integrandolo nella propria alimentazione – ad esempio condendo con olio d’oliva a crudo delle verdure cotte al vapore – oppure bevendo un cucchiaio d’olio a crudo ogni mattina. Questo rimedio della nonna è estremamente efficace contro la stitichezza, e non ha controindicazioni: può infatti essere utilizzato anche in gravidanza, dai bambini e dagli anziani.

    Se l’idea di bere un cucchiaio d’olio al mattino non è proprio allettante, potete stemperarlo in qualche goccia di succo di limone: non solo otterrete una buona dose di vitamina C, ma stimolerete l’apparato digerente e aiuterete il colon a depurarsi. C’è chi preferisce assumerlo come integratore in capsula o bevendo una quantità minima tutti i giorni di infuso di foglie di olivo, una pianta straordinaria ricca di polifenoli considerata un vero alleato per la salute.

    L’olio d’oliva ideale da utilizzare come lassativo è quello extravergine, estratto a freddo da spremitura meccanica. A differenza di altri lassativi, inoltre, l’olio d’oliva non irrita la mucosa intestinale e non porta all’atonia, quella condizione in cui l’intestino diventa dipendente dal lassativo. Naturalmente, l’olio d’oliva non è una panacea: non potrete limitarvi a prendere un cucchiaio d’olio ogni mattina, ma dovrete anche seguire tutte le indicazioni precedentemente elencate riguardo all’alimentazione e allo stile di vita. Così facendo riuscirete a liberarvi in breve tempo della stitichezza e a vivere in modo più sano.

    Olio d’oliva per il benessere delle vie urinarie

    La salute passa anche dalla tavola e alcuni cibi possono essere causa o soluzione di alcuni problemi. Lvie urinarie sono più resistenti di quanto immaginiamo. Ogni giorno sono a contatto con le sostanze di scarto che vengono filtrate ed eliminate dal nostro corpo. Per questa ragione reni, ureteri, vescica e uretra sono rivestite internamente da mucose robuste e ben vascolarizzate in tenuta “sterile”. Cosa significa sterile?

    Le vie urinarie non ospitano quei batteri o funghi buoni che troviamo, invece, nell’intestino o nelle parti intime femminili con azione protettiva dalle infezioni.  Questo perché l’ambiente delle vie urinarie è acido e rende difficile la moltiplicazione dei batteri, oltre al fatto che la vescica continua a svuotarsi eliminando urina e i batteri in essa contenuti attraverso l’uretra.

    Se il naturale equilibrio delle vie urinarie si altera, allora batteri e funghi si moltiplicano e risalgono dall’uretra fino alla vescica dando origine a focolai infettivi.

    Le infezioni delle vie urinarie una volta che si presentano sono un po’ difficili da debellare e tendono a ripresentarsi anche più volte in un anno, e questo è sempre un segnale poco incoraggiante che ci informa di come, evidentemente, le vie urinarie sono diventate più fragili e vulnerabili agli attacchi di batteri e funghi nocivi.

    Grazie alla sua equilibrata composizione di grassi, l’olio extravergine di oliva è facilmente digeribile ed ha un ph alcalino che riduce le secrezioni degli acidi biliari: responsabili di ulcere e di fastidiosi bruciori.
    Per questo consumare olio extravergine a digiuno ed a crudo (magari prima di colazione) protegge il nostro stomaco per tutta la giornata.
    Per un effetto depurativo dell’intestino e del fegato, provalo insieme a qualche goccia di limone.

     

    Ecco come fare:

    • spremi mezzo limone piccolo;
    • aggiungi un cucchiaio di olio extravergine di oliva spremuto a freddo;
    • consuma questa bevanda a stomaco vuoto due volte alla settimana.

    Per beneficiare al massimo delle sue virtù, l’olio deve essere di buona qualità: è importante sceglierlo con cura e accertarsi che provenga da una filiera certificata.

     

    È bene ricordare che l’olio è un alimento calorico. Consumiamolo con moderazione e consultiamo il nostro medico, soprattutto in presenza di patologie.

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  • Olio d’oliva e sistema nervoso

    Olio d’oliva e sistema nervoso

    L’olio d’oliva abbassa l’infiammazione, protegge da alcuni tipi di tumore, è benefica per il cuore, inoltre allontana il rischio diabete e sindrome metabolica e previene demenza senile e Alzheimer.

    Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

    Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

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    Olio d’oliva e sistema nervoso

    Prevenzione ed uso dell’olio d’oliva per :

    • Olio d’oliva: un alleato contro l’invecchiamento del sistema nervoso
    • Olio d’oliva ingrediente chiave per la prevenzione delle demenze
    • Olio d’oliva e declino cognitivo
    • Olio d’oliva e cancro al cervello (studio scozzese)

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Olio d’oliva: un alleato contro l’invecchiamento del sistema nervoso

    L’alimentazione è importante in ogni fase della vita, soprattutto nell’invecchiamento: un momento delicato in cui l’aiuto in più per mantenersi sani ed in forma arriva direttamente dalle nostre tavole, grazie all’olio extravergine di oliva.

    L’olio d’oliva è dotato di innumerevoli proprietà: è ricco di polifenoli, vitamina E e carotenoidi che combattono lo stress ossidativo, rallentando l’invecchiamento cellulare. Inoltre è estremamente digeribile, aiuta il corretto funzionamento del fegato, dell’intestino e diminuisce il colesterolo “cattivo”. L’olio extravergine riduce il rischio d’insorgenza di malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi in virtù dello smaltimento dei suoi acidi grassi i quali, non depositandosi, non vanno ad ostruire i vasi sanguigni.

    l consumo di olio è indicato nell’anziano proprio perché spesso inappetente. La perdita dell’appetito è un sintomo comune tipico della terza età dovuto a innumerevoli fattori fra i quali i problemi legati alla masticazione. La dentatura imperfetta o la presenza di protesi  possono provocare infezioni al cavo orale, costringendo la persona a mangiare cibi frullati oppure molto cotti, che non stimolano il senso dell’appetito e riducono le capacità digestive. L’olio extravergine è utile proprio perché:

    • l’olio d’oliva rende appetibili le verdure, apportatrici di vitamine, sali e fibre che spesso gli anziani tendono a non ingerire per la difficoltà di masticazione e digestione;
    • l’olio d’oliva rende più appetibili e morbidi tutti gli alimenti, favorendone la deglutizione e l’assorbimento;
    • l’olio d’oliva rappresenta un alleato dell’apparato digerente perché è l’olio più digeribile e ha un blando effetto lassativo che contribuisce a ridurre la costipazione tipica dell’età anziana;
    • l’olio d’oliva è un alimento che fornisce energia e calorie “buone” utili ad evitare il calo di peso causato dall’inappetenza;

    Inoltre l’olio d’oliva sembrerebbe limitare la decalcificazione ossea dovuta all’invecchiamento, con riduzione del rischio di fratture.

    L’olio extravergine di oliva è un alimento versatile per tutte le età e gli usi: dall’alimentare al cosmetico, l’olio extravergine aiuta ad invecchiare bene. L’extravergine deve essere sempre di qualità, che sia portato a tavola o impiegato nello skincare come ingrediente principe di creme antirughe, scrub o latti detergenti. La cosmesi a base di olio per il viso, la pelle o per i capelli è un ottimo alleato della bellezza grazie alle notevoli capacità idratanti, protettive ed emollienti dell’extravergine.

    Grazie all’azione antiossidante dell’acido oleico, dei polifenoli e del tocoferolo, l’olio extravergine d’oliva continua, in età adulta, a svolgere un’azione benefica sul sistema nervoso, preservandoci dalle malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni celebrali, come depressione e Alzheimer.

    Olio d’oliva ingrediente chiave per la prevenzione delle demenze

    L’olio extravergine di oliva protegge il nostro cervello, aiutandolo a eliminare scorie molto pericolose cercando di evitare l’aumento del rischio di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative.

    L’estratto derivato dalle olive può fornire protezione contro le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry“.
    Alcuni ricercatori hanno esaminato l’effetto dell’antiossidante noto come idrossitirosolo, che è stato dimostrato avere rilevanti effetti positivi per la salute tra i quali:

    • la riduzione del colesterolo
    • la prevenzione del cancro

    La stessa Dieta Mediterranea allunga la vita e protegge da diverse malattie, inclusa la demenza. In particolare, secondo alcuni ricercatori americani della Temple University di Philadelphia guidati dall’italiano Domenico Praticò il consumo costante di olio evo, componente fondamentale della dieta mediterranea insieme a cereali, verdura, frutta, pesce e (in minor misura) carne, mette al riparo dal declino cognitivo.
    Lo studio, condotto su animali, è stato pubblicato su Annals of Clinical and Translational Neurology.

    In particolare l’Olio Evo aiuta a mantenere salde memoria e capacità di apprendimento. Inoltre riduce la formazione di placche beta-amiloidi (accumuli di proteina precursore della beta-amiloide) e grovigli neurofibrillari (reti formate da filamenti di proteina tau fosforilata all’interno dei neuroni), due marcatori tipici del morbo di Alzheimer.

    Gli sceinziati hanno utilizzato cavie da laboratorio geneticamente modificate per sviluppare caratteristiche chiave dell’Alzheimer:

    • compromissione della memoria
    • comparsa di placche senili
    • ammassi neurofibrillari

    Sono stati creati due gruppi di topi, al primo è stata somministrata una dieta comune, al secondo un’altra arricchita di olio extravergine. Anche se a un primo sguardo non era apparsa alcuna differenza fra i due gruppi di roditori, nel giro di 9-12 mesi gli effetti erano ben visibili.

    topi cui era stato assegnato l’olio d’oliva avevano ottenuto risultati molto migliori nei test della memoria e nelle abilità di apprendimento. L’esame istologico condotto sul tessuto cerebrale ha inoltre evidenziato un’integrità sinaptica migliore e una riduzione dei livelli di placche amiloidi e proteina tau. In pratica, l’olio di oliva avrebbe protetto questi animali dalle conseguenze della neurodegenerazione.

    benefici nei confronti del cervello erano stati rivelati anche da un altro studio, condotto recentemente a Edimburgo, secondo cui l’olio sarebbe in grado di fermare alcuni tipi di tumori al cervelloAlleato della mente, quindi, ma anche del cuore, del seno e utile nella gestione del diabete.

    Olio d’oliva e declino cognitivo

    L’olio d’oliva è un componente importante della dieta Mediterranea, la quale sembra essere utile nel contrastare la malattia di Alzheimer. È stato quindi condotto uno studio il cui obiettivo era esaminare l’associazione tra l’uso di olio di oliva, deficit cognitivi e declino cognitivo in una vasta popolazione anziana. La ricerca, che ha avuto una durata di 4 anni, è stata effettuata in 3 città della Francia e sono state coinvolte 6.947 persone. A tutti i partecipanti sono stati somministrati un breve questionario sulle abitudini alimentari e diversi test cognitivi. I soggetti sono stati suddivisi in 3 gruppi, a seconda della frequenza e del modo in cui utilizzavano l’olio d’oliva: coloro che non ne facevano uso, chi ne faceva un uso moderato e chi ne faceva un uso intensivo.

    I risultati mostrano che coloro che facevano uso di olio d’oliva avevano una probabilità minore di incorrere in alcuni deficit cognitivi legati al linguaggio e alla memoria visiva; nella valutazione del declino cognitivo al termine dei 4 anni si è visto che chi utilizzava l’olio in modo intensivo aveva benefici significativi per la memoria visiva, ma non per il linguaggio.

    Questi primi risultati, seppur positivi, in quanto mettono in luce l’importanza potenziale dell’olio d’oliva nella dieta mediterranea e dei suoi effetti benefici sulla salute, vanno approfonditi da ulteriori studi, come suggerito dagli stessi autori.

    Olio d’oliva e cancro al cervello (studio scozzese)

    Ricercatori scozzesi hanno dimostrato, per ora solo in laboratorio, che il prezioso olio possa fermare la formazione di alcuni tipi di tumore al cervello

    L’olio extravergine di oliva ha davvero un numero notevole di benefici per la nostra salute. È ricco di potenti antiossidanti che rallentano l’invecchiamento, fa bene alla salute di cuore e arterie, stimola importanti funzioni biologiche. Insomma un vero e proprio scrigno di benessere. L’unico limite è il numero di calorie. Comunque è così importante assumerlo che almeno un paio di cucchiai al giorno dovremmo “mangiarli” tutti.

    Ora un nuovo studiocondotto dall’Università di Edimburgo e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Molecular Biology, ha messo in luce la possibilità che uno degli alimenti più apprezzati del mondo abbia un’altra importante proprietà. Un composto dell’olio di oliva potrebbe aiutare a prevenire lo sviluppo di tumori al cervello. Si tratta dell’acido oleico, contenuto in realtà anche nell’avocado, che stimola la produzione di una molecola, la cui funzione è quella di prevenire la formazione di proteine che causano il cancro. La molecola al centro dello studio è la miR-7. I ricercatori scozzesi hanno riscontrato che l’acido oleico impedisce a una proteina cellulare, conosciuta come MSI2di arrestare la produzione di miR-7. Così questa componente dell’olio d’oliva supporta la produzione di miR-7, che aiuta a prevenire la formazione dei tumori. La ricerca è stata svolta con test in laboratorio su modelli cellulari.

    «Non possiamo ancora dire che l’olio di oliva nella dieta aiuti a prevenire il cancro del cervello.  Tuttavia i nostri risultati suggeriscono che l’acido oleico possa sostenere la produzione di molecole che sopprimono il tumore nelle cellule in laboratorio- spiega il dottor Gracjan Michlewski, tra gli autori dello studio- ulteriori ricerche potrebbero contribuire a determinare il ruolo che l’olio d’oliva può avere nella salute del cervello».

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    Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

  • Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    L’olio extravergine di oliva è un vero “nettare”, una delizia per il palato, che, anche con sole poche gocce è in grado di impreziosire ogni ricetta, ma non solo. Infatti, alle innumerevoli proprietà benefiche dell’olio, prodotto grazie alla spremitura delle olive, viene inserito nell’alimentazione quotidiana che porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi.

    Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

    Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

    Olio d'oliva e prevenzione cardiovascolare

    Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    Prevenzione ed uso dell’olio d’oliva per :

    • Ipertensione
    • Rischio Trombotico
    • Dislipidemia
    • Aterosclerosi
    • Patologia Coronarica

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Olio d’oliva e Ipertensione

    L’alta pressione sanguigna, nota come ipertensione, è un disturbo che colpisce numerose persone in Italia e nel mondo. Si tratta di una patologia che va tenuta monitorata sotto stretto controllo medico perché, se trascurata, può favorire malattie pericolose.

    A volte una pressione alta del sangue non dà origine a chiari ed evidenti sintomi, per questo le persone più a rischio vanno tenute controllate. Uomini e donne in sovrappeso, di età superiore ai 65 anni, che seguono una dieta ricca di sale e che fanno poco esercizio fisico devono periodicamente verificare il livello di pressione sanguigna. Gli esperti suggeriscono alle persone sopra i 40 anni di misurare la pressione almeno una volta all’anno o più spesso in caso di fattori che possono favorire l’ipertensione.

    E’ importante evitare di fumare e consumare alcoolici, fare esercizio fisico regolare, perdere il peso in eccesso e non sottoporre il proprio corpo ad eccessivi livelli di stress.

    Ci sono poi importanti raccomandazioni riguardanti l’alimentazione: innanzitutto è consigliato seguire una dieta mediterranea, ricca di olio di oliva, aglio, frutta, verdura, noci e latticini a basso contenuto di grassi, proteine fornite attraverso l’assunzione di pesce e pollo, limitando il più possibile la carne rossa. Questo tipo di dieta favorisce l’assunzione di potassio, calcio, magnesio, vitamine antiossidanti e fibre, che aiutano a far diminuire una pressione sanguigna troppo alta.

    Gli esperti suggeriscono che solo l’aggiunta di due cucchiai di olio extravergine d’oliva alla nostra dieta ogni giorno può abbassare la pressione sanguigna in modo consistente entro 8 settimane.

    L’introduzione della barbabietola, ricca fonte di nitrati, nei nostri pasti ha un potente effetto di dilatazione dei vasi sanguigni ed aiuta ad abbassare la pressione sanguigna. L’effetto è lo stesso sia che la mangiamo cotta o cruda o se beviamo il suo succo; ricerche mostrano che funziona meglio di alcuni farmaci anti-ipertensivi.

    Ridurre l’assunzione di sale può ridurre la ritenzione di liquidi, migliorare l’elasticità delle arterie e aiutare a portare la pressione del sangue verso il basso.

    Gli esperti dicono che il magnesio aiuta a rilassare le arterie e ad abbassare la pressione arteriosa proteggendo contro la calcificazione delle arterie coronarie.

    Una ricerca che ha coinvolto oltre mezzo milione di persone avrebbe dimostrato che le persone con le più alte assunzioni giornaliere di magnesio hanno il 33 per cento in meno di probabilità di avere un attacco di cuore o un ictus rispetto alle persone con assunzioni più basse. Le fonti dell’alimento includono noci, semi, foglie verde scure, fagioli, pesce, cereali integrali e cioccolato fondente.

    Aumentare i livelli di calcio contenuto nei latticini, foglie verdi scure, cereali integrali e altri alimenti ricchi di calcio abbassa la pressione sanguigna, oltre ad offrire una certa protezione contro le complicanze oculari associate all’ipertensione.

    Quando aumentiamo l’assunzione di calcio, è importante assicurarsi di avere anche buone assunzioni di vitamina D, vitamina K e magnesio in modo che il calcio venga elaborato correttamente nel corpo. Anche la vitamina D prodotta nella pelle durante l’esposizione al sole ha un effetto ipotensivo e può ridurre il rischio di ictus.

    Olio d’oliva e Rischio Trombotico

    Per ottenere effetti antitrombotici, numerosi studi suggeriscono che una dieta con pochi grassi o a base di grassi vegetali, sia preferibile ad una dieta con molti grassi, in particolare se di tipo saturo. Considerato che la Dieta Mediterranea rispecchia queste caratteristiche, è consigliabile nella prevenzione della trombosi.

    L’olio di oliva contiene una proteina che è in grado di proteggerci dalle malattie cardiovascolari perché inibisce la formazione di aggregazioni di piastrine che possono portare a trombosi che, nel cervello o nel cuore, provocano ictus, morte o infarti.

    L’olio extra vergine d’oliva è un vero e proprio elisir di salute non solo per la presenza di fenoli, antiossidanti e regolatori di agenti trombotici. Lo stress ossidativo post prandiale per il nostro corpo, inoltre, aumenta con i grassi saturi ma diminuisce con quelli monoinsaturi, come l’acido oleico.

    La trombosi infatti, consiste nella formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni, provocandone l’occlusione e ostacolando così la normale circolazione sanguigna. Ne esistono di due tipi, arteriosa o venosa. Le seconde sono maggiormente frequenti e interessano prevalentemente gli arti inferiori. I trombi possono anche essere in relazione con l’aterosclerosi.

    La trombosi risulta essere la terza malattia cardiovascolare più frequente. Questa scoperta, secondo i ricercatori, potrà aiutare nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Anche una corretta alimentazione può aiutare il nostro corpo a evitare eventuali rischi. Impariamo a controllare i nostri livelli di colesterolo, e cerchiamo di non assumere alimenti ricchi di grassi saturi.

    Carne rossa, formaggi grassi e fritti sarebbero da limitare. Via libero a frutta, verdura, carne bianca, pesce, il tutto arricchito da 1-2 cucchiai di olio extra-vergine di oliva.

    Olio d’oliva e Dislipidemia

    Con il termine generico dislipidemia si indicano le alterazioni della quantità di lipidi circolanti nel sangue, in particolare del colesterolo, dei trigliceridi, dei fosfolipidi, assai più frequentemente in aumento (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperfosfolipidemia), più raramente in diminuzione.

    La dislipidemia è una qualsiasi condizione clinica nella quale sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di lipidi. Le dislipidemie sono uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

    L’olio extravergine di oliva
    consumato crudo, in modo da preservarne tutte le qualità nutrizionali, ha effetti protettivi nei confronti delle dislipidemie (è in grado di ridurre il colesterolo cattivo, LDL, a favore di quello buono, HDL) e dell’aterosclerosi, riducendo tra l’altro il rischio di infarto e ipertensione, ed è in grado di rallentare l’invecchiamento , soprattutto per la composizione in acidi grassi e vitamine (in particolare E, A, D e K); inoltre sembra anche possedere proprietà antidiabetiche e antitumorali.

    Non esiste alcun sintomo legato all’eccesso di colesterolo di per sé. Le dislipidemie sono un fenomeno silente fino a quando non provocano patologie a livello degli organi bersaglio: circolo cerebrale, vasi retinici, coronarie, vasi renali, arterie periferiche. In sostanza si può dire che i sintomi della dislipidemia sono quelli delle sue complicazioni cardiovascolari.

    Il più delle volte è dopo anni di evoluzione di una dislipidemia misconosciuta o non sottoposta a misure preventive adeguate (o a trattamenti appropriati se già nota) che alcun sintomi o patologie conclamate si manifestano: angina pectoris, infarto, ischemia cerebrale, retinopatia aterosclerotica, claudicatio intermittens per arteriopatia obliterante degli arti inferiori, ecc.

    Le dislipidemie possono essere congenite o acquisite. Nel primo caso si tratta di malattie ereditarie dovute ad alterazioni dei geni che regolano il metabolismo delle lipoproteine. Ne esistono di diversi tipi e sono piuttosto frequenti. Si calcola che nella popolazione generale ne soffra circa una persona su 10. Le dislipidemie acquisite, invece, possono essere la conseguenza di altre patologie (per esempio, diabete e obesità), ma, più spesso, sono il risultato di una dieta scorretta (troppo ricca di grassi e/o ipercalorica). Quale che sia la causa, valori sballati di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (vedi box) rientrano a pieno titolo tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, rischio che è ulteriormente amplificato se ad essi si associano ad altre condizioni di rischio, come la pressione alta, il diabete o il fumo.

    Si possono adottare alcune Misure non farmacologiche: alimentazione povera di grassi di origine animale (carni rosse, formaggi, uova); uso preferenziale di oli vegetali (olio di oliva extravergine in primis) con un rapporto acidi grassi monoinsaturi-polinsaturi/acidi grassi saturi a favore dei primi; dieta ipocalorica se è presente sovrappeso-obesità; pesce (soprattutto azzurro); ridotto uso di zuccheri semplici; adeguato consumo di frutta e verdure; moderato consumo di vino; riduzione del sale e dei cibi del commercio che ne sono ricchi (insaccati, affettati, sottaceti, scatolame, formaggi fermentati e/o stagionati); attività fisica moderata e continuativa di tipo aerobico; abolizione del fumo di sigarette; riduzione dello stress.

    Olio d’oliva e Aterosclerosi

    L’olio extravergine di oliva non è solo un prezioso condimento ma anche un alimento indispensabile per la nostra salute perché contrasta l’aterosclerosi e contribuisce al benessere del cuore e delle arterie in modo sano e naturale. Scopriamo insieme quali sono le principali cause di questa patologia e come mai l’olio extravergine è così prezioso nella sua prevenzione .

    L’aterosclerosi è una delle malattie più diffuse nei paesi industrializzati, nei quali rappresenta la principale causa di morte. Il rischio di ammalarsi è più o meno lo stesso per gli uomini americani e finlandesi, mentre è molto più basso per gli uomini mediterranei che, tra i grassi consumati, includono un alto percento di olio di oliva.

    Olio extravergine di oliva e l’aterosclerosi sono perciò strettamente collegati. Il suo utilizzato in sostituzione dei grassi animali, riduce notevolmente la presenza di colesterolo LDL nei nostri vasi sanguigni e lo va a sostituire con il colesterolo HDL che abbiamo detto essere il colesterolo “buono”. Grazie alle loro proprietà i migliori oli extravergine riescono anche a fornire al nostro organismo una quantità adeguata di grassi, fondamentali per il nostro benessere fisico. Infine dobbiamo sottolineare che degustare olio d’oliva abitualmente riduce notevolmente le pressione arteriosa del sangue che a livelli elevati può causare malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi.

    L’olio di oliva è ipocolesterolemico: riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo contenuto nei cibi e, dato l’elevato contenuto dei polifenoli, “pulisce” il sangue e i vasi sanguigni.

    È proprio il caso di dirlo, l’olio extravergine è un prezioso alleato di cuore e arterie. Non c’è medicina migliore che sostituirlo ai grassi animali che usiamo ogni giorno in cucina e condurre uno stile di vita sano ed equilibrato per combattere l’aterosclerosi.

    Olio d’oliva e Patologia Coronarica

    La patologia coronarica (anche nota come cardiopatia ischemica) deriva dall’accumulo di placche nelle arterie coronarie. Queste arterie portano il sangue ossigenato al muscolo cardiaco.

    Le placche restringono le arterie coronarie e riducono il flusso di sangue al cuore. Quest’accumulo aumenta anche le probabilità che si formino coaguli (trombi) nelle arterie. I trombi possono bloccare il sangue del tutto o parzialmente.

    Se il flusso sanguigno al muscolo cardiaco è ridotto o bloccato, possono insorgere crisi di angina (dolore o fastidio toracico) o un infarto cardiaco.

    Le placche possono anche formarsi nelle arterie del cuore più piccole. Si parla in questo caso di malattia microvascolare coronarica. Nella malattia microvascolare, le placche non ostruiscono completamente le arterie come nel caso precedente.

    Per prevenire la malattia coronaria è quindi fondamentale scegliere uno stile di vita sano: non fumare, non ingrassare, mangiare in modo sano e cercare di evitare gli stress, controllare la pressione arteriosa, il diabete ed il colesterolo. Tutto ciò significa eliminare i “fattori di rischio modificabili”, cioè le situazioni che possono danneggiare le coronarie e su cui noi possiamo fare qualcosa. Perché purtroppo esisto fattori ereditari, familiari su cui non possiamo fare niente. Se un nostro parente stretto: padre, madre, fratelli o zii hanno avuto un infarto aumenta il rischio che venga anche a noi. Se siamo in questa condizione di “rischio ereditario” occorre fare ancora più attenzione ai fattori di rischio correggibili .

    Smettere di fumare è la soluzione migliore per evitare che le coronarie si ammalino. Il fumo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, favorisce l’accumulo di grasso sulle pareti delle coronarie e aumenta la probabilità di infarto. Anche Se in passata già si è tentato di smettere senza successo non ci si deve arrendere. Molti fumatori hanno tentato anche 4 – 5 volte prima di aver successo.

    L’esercizio fisico ha un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e può aumentare l’aspettativa di vita da 3,4 a 4,5 anni. È stato dimostrato, infatti, che dedicare solo 30 minuti al giorno all’attività di moderata intensità, almeno tre volte a settimana, fa una bella differenza nei fattori di rischio degli adulti inattivi.

    Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che una regolare camminata veloce può essere estremamente efficace nella prevenzione delle malattie coronariche, rispetto alla corsa.

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  • Olio d’oliva: l’ingrediente cardine della dieta mediterranea

    Olio d’oliva: l’ingrediente cardine della dieta mediterranea

    I principali benefici della dieta mediterranea sono il potere antiossidante, vista la grande quantità di alimenti ricchi di queste sostanze che si dovrebbero assumere ogni giorno (in particolare frutta e verdura), e di conseguenza l’aumento della longevità.

    Si tratta inoltre di una dieta che abbassa l’infiammazione, protegge da alcuni tipi di tumore, è benefica per il cuore, allontana il rischio diabete e sindrome metabolica e previene demenza senile e Alzheimer.

    Inserire l’olio d’oliva nell’alimentazione quotidiana porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi.
    Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    L'Olio-d'oliva-nelle-varie-età-della-vita

    L’Olio d’oliva nelle varie età della vita

    Le cose da sapere sono:

    • Dieta mediterranea (piramide alimentare)
    • Grassi consentiti nella dieta mediterranea
    • Prevenzione a tavola
    • Dieta mediterranea e piatto unico: i vantaggi

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Dieta mediterranea (piramide alimentare)

    La piramide alimentare è un grafico concepito per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici. In basso i cibi o comportamenti da attuare con più frequenza e in quantità maggiori, in cima quelli da adottare solo poche volte.

    La forma a piramide rappresenta graficamente le proporzioni di consumo giornaliere dei diversi alimenti, suddivisi in gruppi, in base alle loro caratteristiche nutrizionali. Gli alimenti che vanno consumati in maggiore quantità sono rappresentati alla base e, man mano che si sale, si trovano gli alimenti di cui moderare il consumo. Principio cardine della piramide è la varietà nella scelta degli alimenti di uno stesso gruppo e la possibilità di combinare i diversi alimenti a seconda delle esigenze e soprattutto in rapporto al fabbisogno calorico individuale.

    Ogni gruppo contiene alimenti che sono sostanzialmente equivalenti sul piano nutrizionale, nel senso che essi forniscono all’incirca lo stesso tipo di nutrienti per cui sono considerati “intercambiabili”. In natura non esiste un alimento “completo”, cioè che contenga tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno, è necessario pertanto variare il più possibile la scelta dei cibi combinando tra loro in modo appropriato alimenti di gruppi differenti. Una dieta molto varia non solo evita il rischio di squilibri nutrizionali o metabolici, ma soddisfa il gusto e promuove lo stato di benessere.

    In generale, la dieta mediterranea è l’unico regime alimentare in grado di garantire un equilibrio nutrizionale e uno stato di salute ottimale.

    La Piramide rappresenta una macro-struttura in grado di adattarsi alle esigenze attuali della popolazione nel rispetto di tutte le varianti locali della Dieta Mediterranea.

    La dieta mediterranea è espressione dell’intero sistema storico e culturale del Mediterraneo. È una tradizione alimentare millenaria che si tramanda di generazione in generazione, promuovendo non solo la qualità degli alimenti e la loro caratterizzazione territoriale, ma anche il dialogo tra i popoli.

    Oggi l’alimentazione è un aspetto fondamentale nella vita di ogni individuo.

    In campo medico le indicazioni alimentari costituiscono ormai parte integrante nella prevenzione e nella cura di numerose patologie.

    Il successo della Dieta Mediterranea deriva dalla sua capacità di riuscire a coniugare cultura, tradizioni, gusto e territorialità degli alimenti con un modello di vita attiva, in grado di procurare benessere e salute.

    Grassi consentiti nella dieta mediterranea

    Nonostante la dieta mediterranea rappresenti da tempo un regime alimentare completo, è stata spesso sottoposta a revisioni in funzione di un nuovo modello che tenga conto delle mutate abitudini alimentari e delle più recenti scoperte nel campo dell’alimentazione.

    Tra i punti messi in discussione e rivisti c’è il ruolo dei grassi. Questo perché, come noto da tempo, non tutti i grassi hanno le stesse valenze nutrizionali: nella vecchia piramide tutti i grassi erano collocati verso l’apice.

    Invece, solo i grassi saturi (per lo più di origine animale, come il burro), dovrebbero mantenere questa posizione, mentre i grassi di origine vegetale vanno collocati verso la base della piramide, prevedendone il consumo quotidiano.

    Un maggiore utilizzo di grassi “buoni” (olio d’oliva extravergine, pesce, frutta secca oleosa con guscio, come noci, mandorle, pinoli);

    Ricordiamo che il simbolo della dieta mediterranea è, non a caso, l’olio d’oliva.

    “Oli e Grassi” sia vegetali come l’olio di oliva che grassi di origine animale come burro, lardo, pancetta.
    I grassi di origine animale sono ricchi in acidi grassi saturi ed il loro uso rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di obesità, malattie cardiovascolari e tumori.

    L’olio di oliva è l’elemento chiave della Dieta Mediterranea ed il suo uso rappresenta un fattore di prevenzione delle malattie cardiovascolari.

    I polifenoli presenti nell’olio di oliva sono potenti fattori antiossidanti con proprietà anti-infiammatorie ed anti-trombotiche e i suoi acidi grassi monoinsaturi sono protettivi per il cuore ed il sistema vascolare.

    Prevenzione a tavola

    La piramide evidenzia l’importanza di uno stile di vita sano e il rispetto della propria cultura tradizionale.
    Tre i punti fondamentali:

    • l’importanza della convivialità a tavola (anche nella scelta degli alimenti): fare del cucinare un’ attività importante. Cucinare può risultare essere rilassate, divertente;
    • stagionalità, biodiversità, eco-friendliness, prodotti tipici e locali: la scelta di alimenti freschi, di stagione, minimamente trasformati, ci assicura il massimo introito di sostanze e  nutrienti salutari per la nostra dieta e rispetto per l’ambiente;
    • l’importanza basilare dell’attività fisica.

    Dieta mediterranea e piatto unico: i vantaggi

    I vantaggi della dieta mediterranea sono:

    • bassa incidenza di cardiopatia coronarica, di cancro al colon e di neoplasia mammaria;
    • riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”);
    • riduzione dell’obesità;
    • minore incidenza di diabete, infarto, aterosclerosi, ipertensione e malattie digestive.

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  • Il miglior olio extravergine d’oliva del mondo

    Il miglior olio extravergine d’oliva del mondo

    L’olio extravergine d’oliva più buono del mondo? È italiano.


    L’Italia è una nazione fortemente olivicola e la maggior parte dell’olio italiano proviene dal sud della penisola (85% del totale): Puglia, Calabria, Campania e Sicilia
    .

    L’olio extravergine d’oliva, anche conosciuto come olio EVO, è un olio alimentare estratto dai frutti dell’olivo ed è un alimento tipico dell’area mediterranea: un prodotto pregiato ed antichissimo, dall’alto valore economico. L’olio extravergine d’oliva lo troviamo come alimento principe nella rinomata dieta mediterranea che, grazie alla quantità di acidi grassi monoinsaturi in esso contenuti, risulta un prodotto importante per il benessere dell’organismo.

    IL-MIGLIOR-OLIO EXTRAVERGINE-D’OLIVA-DEL-MONDO

    IL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA DEL MONDO

     

    Andiamo ad analizzare i principali Oli Extravergine di Oliva del mondo e in Italia, ovvero:

    • Qual è il miglior olio del mondo
    • Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia
    • Olio Extravergine d’oliva campano
    • Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita
    • Olio Extravergine d’oliva toscano
    • Olio Extravergine d’oliva pugliese
    • Olio Extravergine d’oliva siciliano

    Qual è il miglior olio del mondo

    Quando si parla di olio non esiste una regione di provenienza migliore dell’altra. Esistono tecniche virtuose di gestione dell’oliveto, della raccolta, della trasformazione e della conservazione che permettono di ottenere un prodotto di qualità. Gli oli buoni, insomma, sono quelli fatti bene. In Italia abbiamo degli ottimi oli e una grande scelta di varietà di olive, una biodiversità che ci permette di avere dei gusti più particolari.

    Le differenze tra gli oli extravergine di oliva prodotti in Italia e quelli degli altri paesi risiedono tutte nella presenza di un particolare patrimonio chimico, costituito da un centinaio di molecole, posseduto dal prodotti italiano ma non da quello estero che concorre alla formazione del suo gusto e delle sue caratteristiche organolettiche.

    È, quindi, il territorio che fa la differenza, come dimostra la concentrazione della produzione di olio in alcune specifiche zone d’Italia: la Puglia è la regione da cui proviene la maggior parte delle olive destinate alla produzione dell’olio (38%), seguita dalla Calabria (22%), dalla Sicilia e dalla Campania (9%) e dal Lazio (5%).

    Se sul piano dei volumi di produzione di olio d’oliva l’Italia non raggiunge il vertice, è però vero che parlando di qualità il discorso cambia. Nessun altro Paese può vantare il patrimonio di biodiversità, cultura e certificazioni presente in Italia.

    Le radici di questa storia affondano in Medio Oriente. In Palestina sono stati rinvenuti i frantoi piu antichi, risalenti a parecchi millenni prima di Cristo. Si diffuse poi in Egitto, a Creta, nell’Attica e in tutto il bacino Mediterraneo grazie a Fenici, Greci e Cartaginesi. Infatti sono stati i Greci a introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C.,e gli Etruschi a coltivarlo e a dare il nome al suo frutto più prezioso: “ELEIVA”, l’Olio.

    I Romani hanno poi diffuso le tecniche di coltivazione, spremitura e conservazione in tutti i paesi conquistati. Nel corso dei secoli gli oliveti sono così diventati una caratteristica del nostro paese. Come dimostrano gli utensili e i reperti archeologici portati alla luce nel corso degli anni, l’olio è sempre stato presente negli usi e nei riti della realtà quotidiana.

    Oggi per noi l’olio è soprattutto un prezioso alimento, sano, genuino, saporito e immancabile condimento su tutte le nostre tavole tipico della cucina Mediterranea. Da qui proviene il nostro olio, prelibato sapore del nostro presente e frutto dell’esperienza del passato.

    Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia

    L’olio extravergine di oliva Italiano conserva tutto l’antico sapore nato da una sapienza remota e proveniente da una storia lunga che conserva il segreto della genuinità e della prelibatezza di un olio extravergine puro e pregiato, perchè le cose migliori sono sempre le più semplici e le più naturali.

    Ogni olio è legato ad un proprio territorio, e sintetizza quindi ogni cultivar (varietà) autoctona di olive da cui è prodotto. Esistono centinaia varietà di olive, che hanno forma e dimensioni differenti e sono caratterizzate da un diverso rapporto tra nocciolo e polpa e quindi da un contenuto medio di olio variabile. La loro produttività dipende da moltissimi fattori, climatici e colturali, che determinano la piena produzione.

    Per Olio Extravergine di Oliva (EVO) si intende un olio ottenuto dalla spremitura delle olive, frutto della pianta Olea europea Leccino (meglio conosciuta come ulivo). I processi di estrazione dell’olio extravergine di oliva possono avvenire solo in maniera meccanica, senza l’utilizzo di prodotti chimici.

    Per difendersi dalla contraffazione sono stati istituiti i marchi di Denominazione di Origine Protetta (DOP) e di Indicazione Geografica Protetta (IGP), che prevedono l’utilizzo di tecniche tradizionali e norme restrittive e severe (il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo), con l’intento di garantire un prodotto di qualità superiore. Con questa garanzia è possibile scegliere il vero olio extra vergine italiano rintracciando la sua vera origine certificata e di alta qualità dalla prima filiera olivicola.

    La qualità di un olio di oliva dipende da molti fattori: la cultivar, lo stato dell’olivo e del frutto al momento della raccolta, la tecnologia seguita nella produzione, nella raccolta e nell’estrazione, le condizioni di conservazione.

    Per ottenere il massimo della qualità e della specificità organolettica, vengono impiegate tecnologie all’avanguardia, senza dimenticare le tradizioni e le specificità locali.

    L’olio di oliva per chiamarsi vergine deve essere ottenuto dal frutto dell’ulivo soltanto mediante processi meccanici, in condizioni, soprattutto di temperatura, che non causino alterazioni dell’olio. Un olio di oliva “extra vergine” deve avere un contenuto di acido oleico (grado di acidità) inferiore al 0,8%.

    Olio Extravergine d’oliva campano

    L’Olio Campano è prodotto da sole olive autoctone campane. In questa regione le varietà sono oltre 60, quelle più diffuse sono: Ravece Ogliarola nell’avellinese; RacioppellaOrtolanaOrtice, nel beneventano; Caiazzana nel casertano; Pisciottana e Rotondella, nel salernitano. La coltivazione dell’ulivo copre circa 73.000 ettari di superficie, si posiziona al sesto posto per la produzione di Olio Extra Vergine di Oliva in italia.

    L’olio Extra Vergine di oliva campano, ha una storia millenaria, simbolo della dieta mediterranea, ottenuto da olive raccolte su alberi alti da 4 a 8 metri, essi rappresentano e caratterizzano il paesaggio agricolo dell’intero territorio.

    In Campania ci sono quattro aree a Denominazione di Origine Protetta (DOP):

    • Colline salernitane” DOP
    • “Cilento” DOP
    • “Penisola sorrentina” DOP
    • Irpinia Colline dell’Ufita” DOP

    Contedoro, frantoio oleario dal 1927, produce olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Irpinia colline dell’ufita” DOP, segue il disciplinare di produzione che prevede almeno l’85% di olive Ravece e il 15% Ogliarola. La presenza di queste varietà nell’avellinese risalgono all’epoca romana, presenti prevalentemente nell’arianese che è cuore della produzione olivicola Irpina e dell’olio extravergine campano.

    Il monocultivar Ogliarola si apre all’olfatto con profumi freschi di oliva verde, evidenziando note di mela, carciofo e mandorla, al gusto si presenta inizialmente dolce, per esplodere in un secondo momento ad un amaro e piccante intenso con una punta sottile di astringenza.

    Il monocultivar Ravece, invece, all’olfatto regala note molto intense con sentori di erba appena falciata, foglia di pomodoro, mela e carciofo, in totale armonia con il gusto, centrato su amaro e piccante, arricchiti da impressioni di verdura come la cicoria. Apprezzabile nella struttura e per la dinamicità nel percorso gustativo.

    Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita

    olio dop irpinia colline dell'ufitaL’olio DOP Irpinia Colline dell’Ufita, è ottenuto da olive di varietà “Ravece” per non meno del 60%, “Ogliarola”, “Marinese”, “Olivella”, “Ruveia”, “Vigna della Corte” da sole o congiuntamente in misura non superiore al 40%; eventualmente, “Leccino” e “Frantoio” in misura non superiore al 10%. La zona di produzione è quella relativa a tutto il territorio in provincia di Avellino. I suoli su cui vegetano gli oliveti sono terreni di origine calcarea, marnosa o argillosa. La produzione massima non supera i 30Kg per pianta. La raccolta viene effettuata all’inizio dell’invaiatura, tra Ottobre e Dicembre di ogni anno ad eccezione della Marinese e Leccino che dev’essere raccolta non oltre il 10 Novembre. Le olive devono essere molite entro 48 ore dalla raccolta.

    L’olio DOP Irpinia colline dell’Ufita presenta un colore che va dal giallo paglierino al verde intenso. Il gusto e l’aroma sono definiti così:

    • Descrittore * Mediana
    • Difetti 0
    • Fruttato di oliva 3 – 6
    • Amaro 2 – 6
    • Piccante 2 – 6
    • Pomodoro 2 – 5

    E’ confezionato in bottiglie di vetro scuro, ceramica e terracotta smaltata o recipienti in banda stagnata di capacità non superiore a litri 5.

    La produzione, dalla raccolta al prodotto finale, avviene nei seguenti comuni dell provincia di Avellino: Ariano Irpino, Bonito, Carife, Casalbore, Castel Baronia, Castelfranci, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Greci, Grottaminarda, Lapio, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo Irpino, Montefusco, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, San Nicola Baronia,  San Sossio Baronia, Sant’Angelo all’Esca, Savignano Irpino, Scampitella, Sturno, Taurasi, Torella dei Lombardi, Torre le Nocelle, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Venticano, Villamaina, Villanova del Battista, Zungoli.

     

    L’Oleificio Lo Conte utilizza un impianto certificato Biologico da “Suolo e Salute”.

    suoloesalute_artL’Agricoltura Biologica è un metodo di produzione che mira:

    • a mantenere nel tempo la fertilità del terreno, riciclando rifiuti di origine vegetale e animale, al fine di restituire alla terra gli elementi nutritivi essenziali.
    • a coltivare senza l’uso di prodotti chimici e di OGM.
    • a ridurre e/o annullare ogni forma di inquinamento.
    • a manipolare i prodotti agricoli con grande attenzione ai metodi di trasformazione.

    Proprio per questo, l’agricoltura Biologica dispone di un quadro normativo a livello nazionale e comunitario e quindi di un organo di controllo e di una certificazione che noi abbiamo acquisito.

     

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    Olio Extravergine d’oliva toscano

    La Toscana olivicola è sicuramente un universo di peculiarità: territorio, varietà autoctone e cultura olivicola danno origine ad un prodotto tutto da scoprire.

    L’olivo in questa regione è distribuito ovunque, dalla fascia costiera alle zone collinari, in un contesto ambientale variegato e con differenze micro ambientali che hanno condizionato nel tempo anche i comportamenti degli olivicoltori.

    Questi fattori, insieme alla grande biodiversità (oltre 80 varietà di olivo autoctone classificate) contribuiscono alla  produzione di oli tipici dei quali è riconoscibile l’origine, ma caratterizzati da alcune differenze l’uno dall’altro.

    Dal 1998 la produzione olearia toscana è tutelata da una Indicazione Geografica Protetta, il Toscano IGP, il cui disciplinare stabilisce che tutte le fasi del processo produttivo (produzione delle olive, frangitura e confezionamento) debbano avvenire all’interno del territorio amministrativo della Regione Toscana. Le varietà utilizzate sono tutte quelle autoctone, fra le quali ricordiamo frantoio, leccino, moraiolo, maurino, leccio del corno, pendolino e correggiolo.

    L’olio si presenta normalmente di colore verde più o meno intenso nell’olio appena ottenuto che, con il passare del tempo, tende a virare verso il giallo, mantenendo comunque riflessi verdi.

    All’olfatto ricorda profumi vegetali verdi con sensazioni finali rotonde, al gusto è sempre presente una nota amara più o meno evidente e sensazione di piccante.

    Olio Extravergine d’oliva pugliese

    L’olio d’oliva, da molti definito come “l’oro della Puglia”, è un alimento antico e prezioso come la terra dalla quale è generato; il frutto di un clima generoso, ma anche il risultato di grande lavoro e dedizione da parte di chi, con amore, coltiva e cura questi autentici monumenti della natura.

    Le piante di olivo in Puglia sono quasi dieci milioni; gli oliveti tradizionali su terreni rocciosi e poverissimi, senza irrigazione, si alternano agli oliveti regali e irrigati. Per una maggiore uniformità dei parametri colturali, l’intera regione è stata divisa in nove zone: i parametri utilizzati riguardano le condizioni climatiche, il numero medio di piante per ettaro, la loro varietà e la produttività. La mancanza di acqua nelle zone degli oliveti, è compensata dalla presenza di conche, caverne, grotte, che assorbono l’acqua piovana, la quale a sua volta va ad alimentare una complessa rete idrica sotterranea.

    Dal nord della Puglia sino all’estremità del tacco d’Italia, sono tante le estensioni di oliveti tra i quali, tuttavia, negli ultimi anni si stanno affermando le coltivazioni biologiche.

    Gli ulivi secolari sono probabilmente il simbolo più conosciuto e diffuso della Puglia, sono i giganti delle campagne. Nella regione si contano oltre 60 milioni di ulivi di cui 15 milioni sono ultracentenari e cinque milioni sono considerati secolari monumentali e sottoposti a particolare tutela. Gli ulivi secolari, come quelli delle campagne di Ostuni o a Rodi Garganico, sono veri e propri monumenti viventi, da proteggere, conservare, difendere, perché ciò significa anche preservare quell’equilibrio di risorse, di flora, e di fauna, tipiche della zona.

    Olio Extravergine d’oliva siciliano

    La Sicilia produce un olio d’oliva extra vergine di ottima qualità. Anzi, per essere precisi, produce una vasta gamma di extra vergine di altissima qualità.
    In questa fase storica l’obiettivo degli olivicoltori siciliani non deve essere quello di esportare il proprio prodotto nel resto d’Italia e, meno che mai, all’estero.

    Gli olivicoltori siciliani, se vogliono guadagnare di più, debbono, in primo luogo, puntare al mercato interno, vendendo il proprio prodotto alle famiglie siciliane.
    E debbono farlo valorizzando i mercati contadini, i mercati locali, incentivando i cittadini siciliani a recarsi, per acquistare l’olio extra vergine di oliva, anche nelle aziende e nei frantoi recuperando le tradizioni.

    Si produce Olio Extravergine di Oliva esclusivamente da cultivar siciliane: Nocellara dell’Etna, Cerasuola, Tonda iblea, Moresca, Nerba e Biancolilla.

     

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  • Olio di Oliva: come leggere l’etichetta

    Olio di Oliva: come leggere l’etichetta 

    L’etichetta è una delle parti meno statiche della produzione di olio extravergine: le normative a riguardo cambiano in continuazione, aggiungendo e cancellando obblighi e diciture da indicare sulla bottiglia.

    Possiamo dire che l’etichetta dell’olio d’oliva è suddivisa in due partiquella con diciture obbligatorie da riportare e quella con informazioni facoltative.
    Le informazioni obbligatorie sono regolate rigidamente da normative sia nazionali che internazionali e vanno idealmente ad aiutare il consumatore a capire che cosa effettivamente stia acquistando; quelle facoltative, invece, aiutano i produttori a distinguere sul mercato i loro prodotti in base a purezza ed eccellenza.

    Come detto poco sopra, le informazioni cambiano a seconda dei regolamenti; dal 13 Dicembre 2016, infatti, le aziende si sono dovute attrezzare per due modifiche da riportare in etichetta: una relativa ai valori nutrizionali (in realtà già contenuta nel regolamento comunitario 1169/2011, ma il cui termine decorreva proprio da tale data), l’altra al termine minimo di conservazione.

     

    OLIO-DI-OLIVA-COME-LEGGERE-L’ETICHETTA

    Olio di Oliva: come leggere l’etichetta

     

    L’etichetta dell’olio Extravergine d’oliva è composta sostanzialmente di otto punti fondamentali :

     

    • Denominazione di vendita e origine
    • Categoria dell’olio
    • Quantità netta
    • Modalità e tempi di conservazione
    • Produttore e lotto
    • Informazioni nutrizionali
    • Indicazione della campagna di raccolta
    • Informazioni non regolamentate

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Denominazione di vendita e origine

    Diffidate dalle etichette poco trasparenti, che presentano scritte minuscole e che sono poco chiare sull’origine dei prodotti. Le etichette devono indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto.

    Le etichette alimentari devono rispettare 3 caratteristiche fondamentali: devono essere chiare, leggibili e indelebili.

    Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.

    Tutte le bottiglie di olio extravergine di oliva riportano sull’etichetta la scritta “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

    Le etichette dell’olio devono prevedere, innanzitutto, le indicazioni sulla “Denominazione di vendita”: il consumatore deve sapere se si tratta di olio extravergine d’oliva, ottenuto direttamente dalle olive e solo con processi meccanici, olio di oliva vergine ossia olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive, solo con procedimenti meccanici, ma non di ottima qualità come l’olio extravergine d’oliva, olio di oliva composto da oli raffinati e oli di oliva vergini, olio di sansa di oliva.

    L’etichetta dell’olio extravergine d’oliva o olio di oliva vergine deve inoltre riportare obbligatoriamente le indicazioni sul Paese di provenienza che può essere uno stato Membro della Ue, uno stato extracomunitario o l’intera Unione Europea: indicazione non applicabile per l’olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini e per l’olio di sansa e di oliva.

    La designazione dell’origine può anche essere rappresentata da una denominazione di origine protetta o da un’indicazione geografica protetta e deve, in quest’ultimo caso, corrispondere alla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio. Se, invece, le olive sono state raccolte in uno Stato Membro o in un Paese Terzo, diverso da quello in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio, la designazione dell’origine deve recare la seguente dicitura: Olio extravergine o vergine di oliva, ottenuto nell’Unione (o nome del Paese dell’Unione) da olive raccolte nell’Unione (o nome del Paese dell’Unione).

    Le indicazioni che sono in vigore a oggi stabiliscono che, nella stessa sezione, si debba riportare l’eventuale denominazione di origine protetta (DOP) o l’indicazione geografica protetta (IGP), come stabilito nel Regolamento UE n. 1151/2012.

    Per denominazione di vendita s’intende esattamente la descrizione del prodotto, prevista dalle normative italiane e comunitarie. Denominazioni di vendita sono ad esempio “olio extra vergine di oliva”, “vino”, “pasta di semola di grano duro”, ecc.

    Infine, la denominazione di vendita e l’indicazione dell’origine devono comparire nella stessa area e devono essere contigue, cioè non intervallate da altri elementi.

    Categoria dell’olio

    L’olio viene classificato sulla base della qualità delle olive, della loro freschezza, del prodotto ottenuto, in particola modo in base a PARAMETRI CHIMICI (Reg. CE 1234/2007 Allegato XVI) e ORGANOLETTICI (metodo C.O.I. – Reg. CE 640/2008).

    A livello internazionale l’olio d’oliva è diviso in tre grandi macro categorie:

    • olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici con un’acidità massima di 0,8 g per 100 g (ossia dello 0,8%);
    • olio vergine d’oliva, ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici con un’acidità massima pari al 2%.;
    • olio lampante d’oliva, un olio che presenta diversi difetti, compresa un’acidità che supera il 2%, e per tale motivo sottoposto a trattamenti di deacidificazione, deodorazione e decolorazione che lo rendono inodore, incolore e insapore.

    Di queste tre grandi categorie solo le prime due sono adatte al consumo umano tal quale. Il terzo tipo, il lampante, chiamato così poiché in passato veniva utilizzato per alimentare le lampade a olio, ha infatti un odore sgradevole e non è adatto all’alimentazione. La classificazione dell’olio viene effettuata attraverso analisi chimiche e un test organolettico, detto “panel test”, applicabile solo agli oli di oliva vergini che “consente di classificarli in funzione dell’intensità dei difetti percepiti e del fruttato, determinata da un gruppo di assaggiatori selezionati, addestrati e controllati, costituito in panel”. I parametri per i test di qualità vengono definiti dal COI (Consiglio Oleolicolo Internazionale), Istituto internazionale fondato a Madrid nel 1959 che raggruppa le maggiori nazioni produttrici di olio d’oliva.

    L’etichetta, garanzia di trasparenza e qualità, rappresenta un importante strumento per il consumatore che viene così posto nelle condizioni di fare scelte consapevoli sulla base anche delle proprie necessità.

    Quantità netta

    Deve essere dichiarata l’unità di volume espressa in litri(L o l), centilitri(cl) o millilitri(ml). I formati che si possono usare per la commercializzazione al consumatore finale sono di 0,10­0,25- 0,50- 0,75- 1,00- 2,00 -3,00 – 5,00.

    Gli oli sono presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi della capacità massima di 5 litri; Per gli oli destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense o collettività simili, massimo 25 litri.

    Tali imballaggi sono provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione e recano un’etichetta conforme alle disposizioni di legge.

    Qualunque olio vergine ed extra vergine prodotto o commercializzato in Europa deve riportare in etichetta lo stato di provenienza delle olive e del frantoio. Anche nel caso di miscele di olio è obbligatorio riportare tipologia e origine dei diversi olii di cui è composto il prodotto.

    Modalità e tempi di conservazione

    Nella conservazione dell’olio d’oliva il problema principale è l’irrancidimento, dovuto alle reazioni di degradazione ossidativa, accelerate dalla presenza di luce. Il colore scuro aiuta a prevenire l’ossidazione dell’olio, e quindi a far in modo di rallentare il processo di deterioramento e all’irrancidimento.

    Anche la latta può essere un sistema valido di confezionamento, soprattutto perché negli anni la qualità della latta è migliorata: viene, infatti, realizzata in un unico metallo e senza saldature.

    I consumatori devono imparare l’importanza di acquistare l’olio in contenitori dimensionati al loro utilizzo reale. È inutile prendere una Latta o una bottiglia da un litro se si è single e si mangia spesso fuori. Certo, si risparmia, ma alla fine si usa olio rancido. Una famiglia più numerosa che consuma molto olio lo può fare.

    Il termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” quando la data contiene l’indicazione del giorno o con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro la fine” negli altri casi, seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura.

    Il termine minimo di conservazione, che non si applica ai prodotti rapidamente deperibili (vedi DATA DI SCADENZA), è determinato dal produttore o dal confezionatore o, nel caso di prodotti importati, dal primo venditore stabilito nell’Unione Europea, ed è apposto sotto la loro diretta responsabilità.

    Il termine minimo di conservazione si compone dell’indicazione in chiaro e, nell’ordine, del giorno, del mese e dell’anno.

    L’indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto ed in campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore.

    Produttore e lotto

    L’etichetta deve sempre riportare chi è il responsabile del prodotto. Appariranno quindi: il nome del produttore (oppure del confezionatore o del venditore), che può essere sostituito da un marchio depositato; la sede del produttore (che può essere sostituita da quella del confezionatore); la sede dell’impianto di produzione o di confezionamento (che può essere omessa se coincide con la sede del produttore).

    Per lotto si intende un insieme di unità di vendita, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche.I prodotti alimentari non possono essere posti in vendita qualora non riportino l’indicazione del lotto di appartenenza.
    Il lotto è determinato dal produttore o dal confezionatore o dal primo venditore nella CEE; esso figura in modo da essere facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lettera “L”, salvo nel caso in cui sia riportato in modo da essere distinto dalle altre indicazioni d’etichettatura.

    Informazioni nutrizionali

    L’etichetta nutrizionale si può sempre inserire e diventa obbligatoria quando la presentazione o la pubblicità del prodotto indicano particolari caratteristiche nutrizionali.

    A partire dal 13 dicembre 2016, secondo il Reg. UE 1169/2011 l’etichetta dell’olio extravergine di oliva deve riportare per legge:

    • valore energetico
    • grassi
    • acidi grassi saturi
    • carboidrati
    • zuccheri
    • proteine
    • sale

    Possono comparire anche indicazioni su:

    • acidi grassi monoinsaturi
    • acidi grassi polinsaturi
    • Polioli
    • amido
    • fibre

    Nella dichiarazione nutrizionale non sono ammessi altri nutrienti o composti (es. colesterolo) diversi da quelli indicati.

    In alcuni casi si possono indicare le quantità di altri nutrienti, vitamine e alcuni sali minerali.

    Indicazione della campagna di raccolta

    L’indicazione della campagna di raccolta nell’etichetta degli oli d’oliva vergini ed extra-vergini è facoltativa per gli operatori se il 100 % del contenuto del recipiente proviene da un’unica campagna di raccolta. Poiché la raccolta delle olive viene generalmente avviata verso la fine dell’autunno e si conclude nella primavera dell’anno successivo, è stato precisato come riportare in etichetta la campagna di raccolta.

    In particolare la campagna di raccolta deve essere indicata sull’etichetta sotto forma della relativa campagna di commercializzazione del tipo 2018/2019 oppure sotto forma del mese e anno della raccolta, in quest’ordine. Il mese corrisponde al mese dell’estrazione dell’olio dalle olive per cui olive raccolte a dicembre 2018 e molite a gennaio 2019  dovranno riportare “campagna di raccolta 01/2019” e quindi alla stessa stregue delle olive raccolte a gennaio 2019 e molite nello stesso mese.

    Il regolamento nuovo autorizza poi gli Stati membri, sempre al fine di fornire ai consumatori ulteriori informazioni sull’età di un olio d’oliva, a rendere obbligatoria l’indicazione della campagna di raccolta. Tuttavia, con l’obiettivo di non perturbare il funzionamento del mercato unico, tale indicazione obbligatoria dovrebbe essere limitata alla produzione nazionale, ottenuta da olive raccolte sul loro territorio e destinate esclusivamente ai mercati nazionali.

    Informazioni non regolamentate

    Le indicazioni facoltative, che più comunemente si trovano nell’etichetta dei prodotti alimentari, sono indicazioni di tipo nutrizionale e di tipo salutistico, i cosiddetti “claims”. L’inserimento di queste informazioni aggiuntive in etichetta, dopo quelle obbligatorie, è facoltativo, ma questo non vuol dire che si possa inserire qualsiasi indicazione e in qualsiasi modo.

    Spesso è questo tipo di informazioni a coinvolgere maggiormente il consumatore, rendendo il prodotto più interessante e/o appetibile rispetto agli analoghi. Queste forme di pubblicità, sono disciplinate da una specifica normativa comunitaria (Reg. CE 1924/2006), che tutela il consumatore vietando le indicazioni false, ingannevoli o non accertate scientificamente.

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  • CAMMINATA TRA GLI OLIVI – ARIANO IRPINO

    DOMENICA 28 OTTOBRE 2018 
    IN 123 CITTÀ DELL’OLIO ITALIANE

     

    GIORNATA NAZIONALE DELLA CAMMINATA TRA GLI OLIVI

    Disseminati come greggi, o tenui come il fumo di un casale” Eugenio Montale

     

    Camminare circondati dal suggestivo paesaggio degli olivi, che in ogni parte d’Italia vestono le nostre colline è l’esperienza inedita e unica della Giornata nazionale della Camminata tra gli Olivi,  una iniziativa promossa dall’Associazione Città dell’Olio domenica 28 ottobre in 123 città.

    Nelle 18 Regioni coinvolte – dalla Lombardia alla Sicilia – tanti itinerari in un’unica data per una passeggiata (dai 2 ai 5 chilometri) dedicata a famiglie e appassionati alla scoperta del patrimonio olivicolo italiano attraverso paesaggi legati alla storia ed alla cultura dell’oro verde. Ogni Comune ha selezionato un tragitto tra gli olivi con caratteristiche uniche dal punto di vista storico e ambientale che si conclude in un frantoio, un’azienda olivicola o un palazzo storico dove ai partecipanti sarà offerta una degustazione di pane, olio e prodotti tipici.

    La Camminata tra gli Olivi è un’occasione per ristabilire un legame tra i cittadini e la propria terra, un modo per far conoscere il paesaggio di una grande civiltà millenaria e per far scoprire ai tanti appassionati della cultura enogastronomica del nostro paese i territori di origine del prodotto attraverso gli alberi di olivo e gli uomini che lo custodiscono.

    In tutta la penisola l’ambiente rurale che contraddistingue la coltivazione dell’olivo ha caratteristiche comuni ma al contempo diverse a seconda della regione di appartenenza, l’iniziativa è quindi anche un modo attuale di promuovere il turismo dell’olio puntando sul patrimonio indissolubile dei nostri territori, un valore che dovrà costituire ricchezza per le future generazioni, nel 2018, dichiarato dal Mipaaf, l’Anno del Cibo Italiano.

    ARIANO IRPINO (AV)

    Ariano Irpino si trova nell’Appennino campano, a cavallo tra Campania e Puglia, in una posizione quasi equidistante tra i mari Tirreno ed Adriatico. La città rappresenta il secondo centro demografico della provincia di Avellino dopo il capoluogo, da cui dista 50km circa. I suoi 186.74km² di estensione ne fanno il più vasto comune della regione. L’area urbana vasta composta da vari comuni polarizzati su Ariano Irpino conta oltre 80.000 abitanti. Posto a 817 m s.l.m. Ariano Irpino presenta le bellezze naturalistiche delle Valli del Miscano e dell’Ufita. Sono di interesse il Centro Antico, la Villa Comunale e il Castello Normanno, al cui interno, il Museo della Civiltà Normanna conserva un’importante raccolta di monete del Regno e un fondo di monete medievali. Nei pressi della Villa, il Monumento ai Caduti è in stretto contatto simbolico con la vicina Croce Longobarda che rappresenta la storia più antica di Ariano. Da visitare inoltre le Piazze Duomo e Plebiscito, la Cattedrale dell’Assunta, le chiese di S. Pietro, di S. Michele Arcangelo, di S. Giovanni, del Carmine e di S. Anna, i Palazzi nobiliari Anzani, Caracciolo e Vitoli–Cozzo, il Palazzo Forte, sede del Museo Civico con ceramiche del XVII e XVIII sec., il Museo Anzani sede della Mostra Permanente di Archeologia, il Palazzo Vescovile e il Museo Diocesano.

    INFO PERCORSO

    La Camminata partirà dal centro cittadino, attraverso le strade più antiche della città ci si dirigerà verso la zona rurale. Si raggiungerà l’oliveto di circa 3 ettari, dell’azienda agricola “Giuseppantonio La Porta”. Qui sarà possibile visionare le diverse qualità di olive presenti e scoprire quali sono le tecniche di raccolta. I visitatori saranno accompagnati da una guida di trekking e da un assistente. Il percorso si concluderà con la visita e la degustazione presso l’oleificio “Lo Conte”. 

     

    ITINERARIO

     TEMPO DI PERCORRENZA: 3h
     LUNGHEZZA DEL PERCORSO: 6km
     DIFFICOLTÀ: Media
     LUOGO DI PARTENZA: Piazza Plebiscito
     ORARIO DI PARTENZA: 9.30
     INFO: info@proloconuovamente.it
     TELEFONO: 389 8324986

    IN QUESTA CITTÀ TROVI

     PRODUTTORI DI OLIO: 10
     AZIENDE OLIVICOLE: 15
     FRANTOI: 7

     EVENTI DEDICATI ALL’OLIO:10

     RICETTA TIPICA A BASE DI OLIO EVO:Spezzatino all’Arianese

    CAMMINATA-TRA-GLI-OLIVI-ARIANO-IRPINO

    CAMMINATA TRA GLI OLIVI – ARIANO IRPINO

    Fonte: www.camminatatragliolivi.it