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  • Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    L’olio extravergine di oliva è un vero “nettare”, una delizia per il palato, che, anche con sole poche gocce è in grado di impreziosire ogni ricetta, ma non solo. Infatti, alle innumerevoli proprietà benefiche dell’olio, prodotto grazie alla spremitura delle olive, viene inserito nell’alimentazione quotidiana che porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi.

    Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

    Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

    Olio d'oliva e prevenzione cardiovascolare

    Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

    Prevenzione ed uso dell’olio d’oliva per :

    • Ipertensione
    • Rischio Trombotico
    • Dislipidemia
    • Aterosclerosi
    • Patologia Coronarica

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Olio d’oliva e Ipertensione

    L’alta pressione sanguigna, nota come ipertensione, è un disturbo che colpisce numerose persone in Italia e nel mondo. Si tratta di una patologia che va tenuta monitorata sotto stretto controllo medico perché, se trascurata, può favorire malattie pericolose.

    A volte una pressione alta del sangue non dà origine a chiari ed evidenti sintomi, per questo le persone più a rischio vanno tenute controllate. Uomini e donne in sovrappeso, di età superiore ai 65 anni, che seguono una dieta ricca di sale e che fanno poco esercizio fisico devono periodicamente verificare il livello di pressione sanguigna. Gli esperti suggeriscono alle persone sopra i 40 anni di misurare la pressione almeno una volta all’anno o più spesso in caso di fattori che possono favorire l’ipertensione.

    E’ importante evitare di fumare e consumare alcoolici, fare esercizio fisico regolare, perdere il peso in eccesso e non sottoporre il proprio corpo ad eccessivi livelli di stress.

    Ci sono poi importanti raccomandazioni riguardanti l’alimentazione: innanzitutto è consigliato seguire una dieta mediterranea, ricca di olio di oliva, aglio, frutta, verdura, noci e latticini a basso contenuto di grassi, proteine fornite attraverso l’assunzione di pesce e pollo, limitando il più possibile la carne rossa. Questo tipo di dieta favorisce l’assunzione di potassio, calcio, magnesio, vitamine antiossidanti e fibre, che aiutano a far diminuire una pressione sanguigna troppo alta.

    Gli esperti suggeriscono che solo l’aggiunta di due cucchiai di olio extravergine d’oliva alla nostra dieta ogni giorno può abbassare la pressione sanguigna in modo consistente entro 8 settimane.

    L’introduzione della barbabietola, ricca fonte di nitrati, nei nostri pasti ha un potente effetto di dilatazione dei vasi sanguigni ed aiuta ad abbassare la pressione sanguigna. L’effetto è lo stesso sia che la mangiamo cotta o cruda o se beviamo il suo succo; ricerche mostrano che funziona meglio di alcuni farmaci anti-ipertensivi.

    Ridurre l’assunzione di sale può ridurre la ritenzione di liquidi, migliorare l’elasticità delle arterie e aiutare a portare la pressione del sangue verso il basso.

    Gli esperti dicono che il magnesio aiuta a rilassare le arterie e ad abbassare la pressione arteriosa proteggendo contro la calcificazione delle arterie coronarie.

    Una ricerca che ha coinvolto oltre mezzo milione di persone avrebbe dimostrato che le persone con le più alte assunzioni giornaliere di magnesio hanno il 33 per cento in meno di probabilità di avere un attacco di cuore o un ictus rispetto alle persone con assunzioni più basse. Le fonti dell’alimento includono noci, semi, foglie verde scure, fagioli, pesce, cereali integrali e cioccolato fondente.

    Aumentare i livelli di calcio contenuto nei latticini, foglie verdi scure, cereali integrali e altri alimenti ricchi di calcio abbassa la pressione sanguigna, oltre ad offrire una certa protezione contro le complicanze oculari associate all’ipertensione.

    Quando aumentiamo l’assunzione di calcio, è importante assicurarsi di avere anche buone assunzioni di vitamina D, vitamina K e magnesio in modo che il calcio venga elaborato correttamente nel corpo. Anche la vitamina D prodotta nella pelle durante l’esposizione al sole ha un effetto ipotensivo e può ridurre il rischio di ictus.

    Olio d’oliva e Rischio Trombotico

    Per ottenere effetti antitrombotici, numerosi studi suggeriscono che una dieta con pochi grassi o a base di grassi vegetali, sia preferibile ad una dieta con molti grassi, in particolare se di tipo saturo. Considerato che la Dieta Mediterranea rispecchia queste caratteristiche, è consigliabile nella prevenzione della trombosi.

    L’olio di oliva contiene una proteina che è in grado di proteggerci dalle malattie cardiovascolari perché inibisce la formazione di aggregazioni di piastrine che possono portare a trombosi che, nel cervello o nel cuore, provocano ictus, morte o infarti.

    L’olio extra vergine d’oliva è un vero e proprio elisir di salute non solo per la presenza di fenoli, antiossidanti e regolatori di agenti trombotici. Lo stress ossidativo post prandiale per il nostro corpo, inoltre, aumenta con i grassi saturi ma diminuisce con quelli monoinsaturi, come l’acido oleico.

    La trombosi infatti, consiste nella formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni, provocandone l’occlusione e ostacolando così la normale circolazione sanguigna. Ne esistono di due tipi, arteriosa o venosa. Le seconde sono maggiormente frequenti e interessano prevalentemente gli arti inferiori. I trombi possono anche essere in relazione con l’aterosclerosi.

    La trombosi risulta essere la terza malattia cardiovascolare più frequente. Questa scoperta, secondo i ricercatori, potrà aiutare nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Anche una corretta alimentazione può aiutare il nostro corpo a evitare eventuali rischi. Impariamo a controllare i nostri livelli di colesterolo, e cerchiamo di non assumere alimenti ricchi di grassi saturi.

    Carne rossa, formaggi grassi e fritti sarebbero da limitare. Via libero a frutta, verdura, carne bianca, pesce, il tutto arricchito da 1-2 cucchiai di olio extra-vergine di oliva.

    Olio d’oliva e Dislipidemia

    Con il termine generico dislipidemia si indicano le alterazioni della quantità di lipidi circolanti nel sangue, in particolare del colesterolo, dei trigliceridi, dei fosfolipidi, assai più frequentemente in aumento (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperfosfolipidemia), più raramente in diminuzione.

    La dislipidemia è una qualsiasi condizione clinica nella quale sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di lipidi. Le dislipidemie sono uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

    L’olio extravergine di oliva
    consumato crudo, in modo da preservarne tutte le qualità nutrizionali, ha effetti protettivi nei confronti delle dislipidemie (è in grado di ridurre il colesterolo cattivo, LDL, a favore di quello buono, HDL) e dell’aterosclerosi, riducendo tra l’altro il rischio di infarto e ipertensione, ed è in grado di rallentare l’invecchiamento , soprattutto per la composizione in acidi grassi e vitamine (in particolare E, A, D e K); inoltre sembra anche possedere proprietà antidiabetiche e antitumorali.

    Non esiste alcun sintomo legato all’eccesso di colesterolo di per sé. Le dislipidemie sono un fenomeno silente fino a quando non provocano patologie a livello degli organi bersaglio: circolo cerebrale, vasi retinici, coronarie, vasi renali, arterie periferiche. In sostanza si può dire che i sintomi della dislipidemia sono quelli delle sue complicazioni cardiovascolari.

    Il più delle volte è dopo anni di evoluzione di una dislipidemia misconosciuta o non sottoposta a misure preventive adeguate (o a trattamenti appropriati se già nota) che alcun sintomi o patologie conclamate si manifestano: angina pectoris, infarto, ischemia cerebrale, retinopatia aterosclerotica, claudicatio intermittens per arteriopatia obliterante degli arti inferiori, ecc.

    Le dislipidemie possono essere congenite o acquisite. Nel primo caso si tratta di malattie ereditarie dovute ad alterazioni dei geni che regolano il metabolismo delle lipoproteine. Ne esistono di diversi tipi e sono piuttosto frequenti. Si calcola che nella popolazione generale ne soffra circa una persona su 10. Le dislipidemie acquisite, invece, possono essere la conseguenza di altre patologie (per esempio, diabete e obesità), ma, più spesso, sono il risultato di una dieta scorretta (troppo ricca di grassi e/o ipercalorica). Quale che sia la causa, valori sballati di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (vedi box) rientrano a pieno titolo tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, rischio che è ulteriormente amplificato se ad essi si associano ad altre condizioni di rischio, come la pressione alta, il diabete o il fumo.

    Si possono adottare alcune Misure non farmacologiche: alimentazione povera di grassi di origine animale (carni rosse, formaggi, uova); uso preferenziale di oli vegetali (olio di oliva extravergine in primis) con un rapporto acidi grassi monoinsaturi-polinsaturi/acidi grassi saturi a favore dei primi; dieta ipocalorica se è presente sovrappeso-obesità; pesce (soprattutto azzurro); ridotto uso di zuccheri semplici; adeguato consumo di frutta e verdure; moderato consumo di vino; riduzione del sale e dei cibi del commercio che ne sono ricchi (insaccati, affettati, sottaceti, scatolame, formaggi fermentati e/o stagionati); attività fisica moderata e continuativa di tipo aerobico; abolizione del fumo di sigarette; riduzione dello stress.

    Olio d’oliva e Aterosclerosi

    L’olio extravergine di oliva non è solo un prezioso condimento ma anche un alimento indispensabile per la nostra salute perché contrasta l’aterosclerosi e contribuisce al benessere del cuore e delle arterie in modo sano e naturale. Scopriamo insieme quali sono le principali cause di questa patologia e come mai l’olio extravergine è così prezioso nella sua prevenzione .

    L’aterosclerosi è una delle malattie più diffuse nei paesi industrializzati, nei quali rappresenta la principale causa di morte. Il rischio di ammalarsi è più o meno lo stesso per gli uomini americani e finlandesi, mentre è molto più basso per gli uomini mediterranei che, tra i grassi consumati, includono un alto percento di olio di oliva.

    Olio extravergine di oliva e l’aterosclerosi sono perciò strettamente collegati. Il suo utilizzato in sostituzione dei grassi animali, riduce notevolmente la presenza di colesterolo LDL nei nostri vasi sanguigni e lo va a sostituire con il colesterolo HDL che abbiamo detto essere il colesterolo “buono”. Grazie alle loro proprietà i migliori oli extravergine riescono anche a fornire al nostro organismo una quantità adeguata di grassi, fondamentali per il nostro benessere fisico. Infine dobbiamo sottolineare che degustare olio d’oliva abitualmente riduce notevolmente le pressione arteriosa del sangue che a livelli elevati può causare malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi.

    L’olio di oliva è ipocolesterolemico: riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo contenuto nei cibi e, dato l’elevato contenuto dei polifenoli, “pulisce” il sangue e i vasi sanguigni.

    È proprio il caso di dirlo, l’olio extravergine è un prezioso alleato di cuore e arterie. Non c’è medicina migliore che sostituirlo ai grassi animali che usiamo ogni giorno in cucina e condurre uno stile di vita sano ed equilibrato per combattere l’aterosclerosi.

    Olio d’oliva e Patologia Coronarica

    La patologia coronarica (anche nota come cardiopatia ischemica) deriva dall’accumulo di placche nelle arterie coronarie. Queste arterie portano il sangue ossigenato al muscolo cardiaco.

    Le placche restringono le arterie coronarie e riducono il flusso di sangue al cuore. Quest’accumulo aumenta anche le probabilità che si formino coaguli (trombi) nelle arterie. I trombi possono bloccare il sangue del tutto o parzialmente.

    Se il flusso sanguigno al muscolo cardiaco è ridotto o bloccato, possono insorgere crisi di angina (dolore o fastidio toracico) o un infarto cardiaco.

    Le placche possono anche formarsi nelle arterie del cuore più piccole. Si parla in questo caso di malattia microvascolare coronarica. Nella malattia microvascolare, le placche non ostruiscono completamente le arterie come nel caso precedente.

    Per prevenire la malattia coronaria è quindi fondamentale scegliere uno stile di vita sano: non fumare, non ingrassare, mangiare in modo sano e cercare di evitare gli stress, controllare la pressione arteriosa, il diabete ed il colesterolo. Tutto ciò significa eliminare i “fattori di rischio modificabili”, cioè le situazioni che possono danneggiare le coronarie e su cui noi possiamo fare qualcosa. Perché purtroppo esisto fattori ereditari, familiari su cui non possiamo fare niente. Se un nostro parente stretto: padre, madre, fratelli o zii hanno avuto un infarto aumenta il rischio che venga anche a noi. Se siamo in questa condizione di “rischio ereditario” occorre fare ancora più attenzione ai fattori di rischio correggibili .

    Smettere di fumare è la soluzione migliore per evitare che le coronarie si ammalino. Il fumo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, favorisce l’accumulo di grasso sulle pareti delle coronarie e aumenta la probabilità di infarto. Anche Se in passata già si è tentato di smettere senza successo non ci si deve arrendere. Molti fumatori hanno tentato anche 4 – 5 volte prima di aver successo.

    L’esercizio fisico ha un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e può aumentare l’aspettativa di vita da 3,4 a 4,5 anni. È stato dimostrato, infatti, che dedicare solo 30 minuti al giorno all’attività di moderata intensità, almeno tre volte a settimana, fa una bella differenza nei fattori di rischio degli adulti inattivi.

    Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che una regolare camminata veloce può essere estremamente efficace nella prevenzione delle malattie coronariche, rispetto alla corsa.

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  • Olio d’oliva: l’ingrediente cardine della dieta mediterranea

    Olio d’oliva: l’ingrediente cardine della dieta mediterranea

    I principali benefici della dieta mediterranea sono il potere antiossidante, vista la grande quantità di alimenti ricchi di queste sostanze che si dovrebbero assumere ogni giorno (in particolare frutta e verdura), e di conseguenza l’aumento della longevità.

    Si tratta inoltre di una dieta che abbassa l’infiammazione, protegge da alcuni tipi di tumore, è benefica per il cuore, allontana il rischio diabete e sindrome metabolica e previene demenza senile e Alzheimer.

    Inserire l’olio d’oliva nell’alimentazione quotidiana porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi.
    Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    L'Olio-d'oliva-nelle-varie-età-della-vita

    L’Olio d’oliva nelle varie età della vita

    Le cose da sapere sono:

    • Dieta mediterranea (piramide alimentare)
    • Grassi consentiti nella dieta mediterranea
    • Prevenzione a tavola
    • Dieta mediterranea e piatto unico: i vantaggi

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Dieta mediterranea (piramide alimentare)

    La piramide alimentare è un grafico concepito per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici. In basso i cibi o comportamenti da attuare con più frequenza e in quantità maggiori, in cima quelli da adottare solo poche volte.

    La forma a piramide rappresenta graficamente le proporzioni di consumo giornaliere dei diversi alimenti, suddivisi in gruppi, in base alle loro caratteristiche nutrizionali. Gli alimenti che vanno consumati in maggiore quantità sono rappresentati alla base e, man mano che si sale, si trovano gli alimenti di cui moderare il consumo. Principio cardine della piramide è la varietà nella scelta degli alimenti di uno stesso gruppo e la possibilità di combinare i diversi alimenti a seconda delle esigenze e soprattutto in rapporto al fabbisogno calorico individuale.

    Ogni gruppo contiene alimenti che sono sostanzialmente equivalenti sul piano nutrizionale, nel senso che essi forniscono all’incirca lo stesso tipo di nutrienti per cui sono considerati “intercambiabili”. In natura non esiste un alimento “completo”, cioè che contenga tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno, è necessario pertanto variare il più possibile la scelta dei cibi combinando tra loro in modo appropriato alimenti di gruppi differenti. Una dieta molto varia non solo evita il rischio di squilibri nutrizionali o metabolici, ma soddisfa il gusto e promuove lo stato di benessere.

    In generale, la dieta mediterranea è l’unico regime alimentare in grado di garantire un equilibrio nutrizionale e uno stato di salute ottimale.

    La Piramide rappresenta una macro-struttura in grado di adattarsi alle esigenze attuali della popolazione nel rispetto di tutte le varianti locali della Dieta Mediterranea.

    La dieta mediterranea è espressione dell’intero sistema storico e culturale del Mediterraneo. È una tradizione alimentare millenaria che si tramanda di generazione in generazione, promuovendo non solo la qualità degli alimenti e la loro caratterizzazione territoriale, ma anche il dialogo tra i popoli.

    Oggi l’alimentazione è un aspetto fondamentale nella vita di ogni individuo.

    In campo medico le indicazioni alimentari costituiscono ormai parte integrante nella prevenzione e nella cura di numerose patologie.

    Il successo della Dieta Mediterranea deriva dalla sua capacità di riuscire a coniugare cultura, tradizioni, gusto e territorialità degli alimenti con un modello di vita attiva, in grado di procurare benessere e salute.

    Grassi consentiti nella dieta mediterranea

    Nonostante la dieta mediterranea rappresenti da tempo un regime alimentare completo, è stata spesso sottoposta a revisioni in funzione di un nuovo modello che tenga conto delle mutate abitudini alimentari e delle più recenti scoperte nel campo dell’alimentazione.

    Tra i punti messi in discussione e rivisti c’è il ruolo dei grassi. Questo perché, come noto da tempo, non tutti i grassi hanno le stesse valenze nutrizionali: nella vecchia piramide tutti i grassi erano collocati verso l’apice.

    Invece, solo i grassi saturi (per lo più di origine animale, come il burro), dovrebbero mantenere questa posizione, mentre i grassi di origine vegetale vanno collocati verso la base della piramide, prevedendone il consumo quotidiano.

    Un maggiore utilizzo di grassi “buoni” (olio d’oliva extravergine, pesce, frutta secca oleosa con guscio, come noci, mandorle, pinoli);

    Ricordiamo che il simbolo della dieta mediterranea è, non a caso, l’olio d’oliva.

    “Oli e Grassi” sia vegetali come l’olio di oliva che grassi di origine animale come burro, lardo, pancetta.
    I grassi di origine animale sono ricchi in acidi grassi saturi ed il loro uso rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di obesità, malattie cardiovascolari e tumori.

    L’olio di oliva è l’elemento chiave della Dieta Mediterranea ed il suo uso rappresenta un fattore di prevenzione delle malattie cardiovascolari.

    I polifenoli presenti nell’olio di oliva sono potenti fattori antiossidanti con proprietà anti-infiammatorie ed anti-trombotiche e i suoi acidi grassi monoinsaturi sono protettivi per il cuore ed il sistema vascolare.

    Prevenzione a tavola

    La piramide evidenzia l’importanza di uno stile di vita sano e il rispetto della propria cultura tradizionale.
    Tre i punti fondamentali:

    • l’importanza della convivialità a tavola (anche nella scelta degli alimenti): fare del cucinare un’ attività importante. Cucinare può risultare essere rilassate, divertente;
    • stagionalità, biodiversità, eco-friendliness, prodotti tipici e locali: la scelta di alimenti freschi, di stagione, minimamente trasformati, ci assicura il massimo introito di sostanze e  nutrienti salutari per la nostra dieta e rispetto per l’ambiente;
    • l’importanza basilare dell’attività fisica.

    Dieta mediterranea e piatto unico: i vantaggi

    I vantaggi della dieta mediterranea sono:

    • bassa incidenza di cardiopatia coronarica, di cancro al colon e di neoplasia mammaria;
    • riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”);
    • riduzione dell’obesità;
    • minore incidenza di diabete, infarto, aterosclerosi, ipertensione e malattie digestive.

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  • Il miglior olio extravergine d’oliva del mondo

    Il miglior olio extravergine d’oliva del mondo

    L’olio extravergine d’oliva più buono del mondo? È italiano.


    L’Italia è una nazione fortemente olivicola e la maggior parte dell’olio italiano proviene dal sud della penisola (85% del totale): Puglia, Calabria, Campania e Sicilia
    .

    L’olio extravergine d’oliva, anche conosciuto come olio EVO, è un olio alimentare estratto dai frutti dell’olivo ed è un alimento tipico dell’area mediterranea: un prodotto pregiato ed antichissimo, dall’alto valore economico. L’olio extravergine d’oliva lo troviamo come alimento principe nella rinomata dieta mediterranea che, grazie alla quantità di acidi grassi monoinsaturi in esso contenuti, risulta un prodotto importante per il benessere dell’organismo.

    IL-MIGLIOR-OLIO EXTRAVERGINE-D’OLIVA-DEL-MONDO

    IL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA DEL MONDO

     

    Andiamo ad analizzare i principali Oli Extravergine di Oliva del mondo e in Italia, ovvero:

    • Qual è il miglior olio del mondo
    • Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia
    • Olio Extravergine d’oliva campano
    • Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita
    • Olio Extravergine d’oliva toscano
    • Olio Extravergine d’oliva pugliese
    • Olio Extravergine d’oliva siciliano

    Qual è il miglior olio del mondo

    Quando si parla di olio non esiste una regione di provenienza migliore dell’altra. Esistono tecniche virtuose di gestione dell’oliveto, della raccolta, della trasformazione e della conservazione che permettono di ottenere un prodotto di qualità. Gli oli buoni, insomma, sono quelli fatti bene. In Italia abbiamo degli ottimi oli e una grande scelta di varietà di olive, una biodiversità che ci permette di avere dei gusti più particolari.

    Le differenze tra gli oli extravergine di oliva prodotti in Italia e quelli degli altri paesi risiedono tutte nella presenza di un particolare patrimonio chimico, costituito da un centinaio di molecole, posseduto dal prodotti italiano ma non da quello estero che concorre alla formazione del suo gusto e delle sue caratteristiche organolettiche.

    È, quindi, il territorio che fa la differenza, come dimostra la concentrazione della produzione di olio in alcune specifiche zone d’Italia: la Puglia è la regione da cui proviene la maggior parte delle olive destinate alla produzione dell’olio (38%), seguita dalla Calabria (22%), dalla Sicilia e dalla Campania (9%) e dal Lazio (5%).

    Se sul piano dei volumi di produzione di olio d’oliva l’Italia non raggiunge il vertice, è però vero che parlando di qualità il discorso cambia. Nessun altro Paese può vantare il patrimonio di biodiversità, cultura e certificazioni presente in Italia.

    Le radici di questa storia affondano in Medio Oriente. In Palestina sono stati rinvenuti i frantoi piu antichi, risalenti a parecchi millenni prima di Cristo. Si diffuse poi in Egitto, a Creta, nell’Attica e in tutto il bacino Mediterraneo grazie a Fenici, Greci e Cartaginesi. Infatti sono stati i Greci a introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C.,e gli Etruschi a coltivarlo e a dare il nome al suo frutto più prezioso: “ELEIVA”, l’Olio.

    I Romani hanno poi diffuso le tecniche di coltivazione, spremitura e conservazione in tutti i paesi conquistati. Nel corso dei secoli gli oliveti sono così diventati una caratteristica del nostro paese. Come dimostrano gli utensili e i reperti archeologici portati alla luce nel corso degli anni, l’olio è sempre stato presente negli usi e nei riti della realtà quotidiana.

    Oggi per noi l’olio è soprattutto un prezioso alimento, sano, genuino, saporito e immancabile condimento su tutte le nostre tavole tipico della cucina Mediterranea. Da qui proviene il nostro olio, prelibato sapore del nostro presente e frutto dell’esperienza del passato.

    Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia

    L’olio extravergine di oliva Italiano conserva tutto l’antico sapore nato da una sapienza remota e proveniente da una storia lunga che conserva il segreto della genuinità e della prelibatezza di un olio extravergine puro e pregiato, perchè le cose migliori sono sempre le più semplici e le più naturali.

    Ogni olio è legato ad un proprio territorio, e sintetizza quindi ogni cultivar (varietà) autoctona di olive da cui è prodotto. Esistono centinaia varietà di olive, che hanno forma e dimensioni differenti e sono caratterizzate da un diverso rapporto tra nocciolo e polpa e quindi da un contenuto medio di olio variabile. La loro produttività dipende da moltissimi fattori, climatici e colturali, che determinano la piena produzione.

    Per Olio Extravergine di Oliva (EVO) si intende un olio ottenuto dalla spremitura delle olive, frutto della pianta Olea europea Leccino (meglio conosciuta come ulivo). I processi di estrazione dell’olio extravergine di oliva possono avvenire solo in maniera meccanica, senza l’utilizzo di prodotti chimici.

    Per difendersi dalla contraffazione sono stati istituiti i marchi di Denominazione di Origine Protetta (DOP) e di Indicazione Geografica Protetta (IGP), che prevedono l’utilizzo di tecniche tradizionali e norme restrittive e severe (il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo), con l’intento di garantire un prodotto di qualità superiore. Con questa garanzia è possibile scegliere il vero olio extra vergine italiano rintracciando la sua vera origine certificata e di alta qualità dalla prima filiera olivicola.

    La qualità di un olio di oliva dipende da molti fattori: la cultivar, lo stato dell’olivo e del frutto al momento della raccolta, la tecnologia seguita nella produzione, nella raccolta e nell’estrazione, le condizioni di conservazione.

    Per ottenere il massimo della qualità e della specificità organolettica, vengono impiegate tecnologie all’avanguardia, senza dimenticare le tradizioni e le specificità locali.

    L’olio di oliva per chiamarsi vergine deve essere ottenuto dal frutto dell’ulivo soltanto mediante processi meccanici, in condizioni, soprattutto di temperatura, che non causino alterazioni dell’olio. Un olio di oliva “extra vergine” deve avere un contenuto di acido oleico (grado di acidità) inferiore al 0,8%.

    Olio Extravergine d’oliva campano

    L’Olio Campano è prodotto da sole olive autoctone campane. In questa regione le varietà sono oltre 60, quelle più diffuse sono: Ravece Ogliarola nell’avellinese; RacioppellaOrtolanaOrtice, nel beneventano; Caiazzana nel casertano; Pisciottana e Rotondella, nel salernitano. La coltivazione dell’ulivo copre circa 73.000 ettari di superficie, si posiziona al sesto posto per la produzione di Olio Extra Vergine di Oliva in italia.

    L’olio Extra Vergine di oliva campano, ha una storia millenaria, simbolo della dieta mediterranea, ottenuto da olive raccolte su alberi alti da 4 a 8 metri, essi rappresentano e caratterizzano il paesaggio agricolo dell’intero territorio.

    In Campania ci sono quattro aree a Denominazione di Origine Protetta (DOP):

    • Colline salernitane” DOP
    • “Cilento” DOP
    • “Penisola sorrentina” DOP
    • Irpinia Colline dell’Ufita” DOP

    Contedoro, frantoio oleario dal 1927, produce olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Irpinia colline dell’ufita” DOP, segue il disciplinare di produzione che prevede almeno l’85% di olive Ravece e il 15% Ogliarola. La presenza di queste varietà nell’avellinese risalgono all’epoca romana, presenti prevalentemente nell’arianese che è cuore della produzione olivicola Irpina e dell’olio extravergine campano.

    Il monocultivar Ogliarola si apre all’olfatto con profumi freschi di oliva verde, evidenziando note di mela, carciofo e mandorla, al gusto si presenta inizialmente dolce, per esplodere in un secondo momento ad un amaro e piccante intenso con una punta sottile di astringenza.

    Il monocultivar Ravece, invece, all’olfatto regala note molto intense con sentori di erba appena falciata, foglia di pomodoro, mela e carciofo, in totale armonia con il gusto, centrato su amaro e piccante, arricchiti da impressioni di verdura come la cicoria. Apprezzabile nella struttura e per la dinamicità nel percorso gustativo.

    Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita

    olio dop irpinia colline dell'ufitaL’olio DOP Irpinia Colline dell’Ufita, è ottenuto da olive di varietà “Ravece” per non meno del 60%, “Ogliarola”, “Marinese”, “Olivella”, “Ruveia”, “Vigna della Corte” da sole o congiuntamente in misura non superiore al 40%; eventualmente, “Leccino” e “Frantoio” in misura non superiore al 10%. La zona di produzione è quella relativa a tutto il territorio in provincia di Avellino. I suoli su cui vegetano gli oliveti sono terreni di origine calcarea, marnosa o argillosa. La produzione massima non supera i 30Kg per pianta. La raccolta viene effettuata all’inizio dell’invaiatura, tra Ottobre e Dicembre di ogni anno ad eccezione della Marinese e Leccino che dev’essere raccolta non oltre il 10 Novembre. Le olive devono essere molite entro 48 ore dalla raccolta.

    L’olio DOP Irpinia colline dell’Ufita presenta un colore che va dal giallo paglierino al verde intenso. Il gusto e l’aroma sono definiti così:

    • Descrittore * Mediana
    • Difetti 0
    • Fruttato di oliva 3 – 6
    • Amaro 2 – 6
    • Piccante 2 – 6
    • Pomodoro 2 – 5

    E’ confezionato in bottiglie di vetro scuro, ceramica e terracotta smaltata o recipienti in banda stagnata di capacità non superiore a litri 5.

    La produzione, dalla raccolta al prodotto finale, avviene nei seguenti comuni dell provincia di Avellino: Ariano Irpino, Bonito, Carife, Casalbore, Castel Baronia, Castelfranci, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Greci, Grottaminarda, Lapio, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo Irpino, Montefusco, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, San Nicola Baronia,  San Sossio Baronia, Sant’Angelo all’Esca, Savignano Irpino, Scampitella, Sturno, Taurasi, Torella dei Lombardi, Torre le Nocelle, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Venticano, Villamaina, Villanova del Battista, Zungoli.

     

    L’Oleificio Lo Conte utilizza un impianto certificato Biologico da “Suolo e Salute”.

    suoloesalute_artL’Agricoltura Biologica è un metodo di produzione che mira:

    • a mantenere nel tempo la fertilità del terreno, riciclando rifiuti di origine vegetale e animale, al fine di restituire alla terra gli elementi nutritivi essenziali.
    • a coltivare senza l’uso di prodotti chimici e di OGM.
    • a ridurre e/o annullare ogni forma di inquinamento.
    • a manipolare i prodotti agricoli con grande attenzione ai metodi di trasformazione.

    Proprio per questo, l’agricoltura Biologica dispone di un quadro normativo a livello nazionale e comunitario e quindi di un organo di controllo e di una certificazione che noi abbiamo acquisito.

     

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    Olio Extravergine d’oliva toscano

    La Toscana olivicola è sicuramente un universo di peculiarità: territorio, varietà autoctone e cultura olivicola danno origine ad un prodotto tutto da scoprire.

    L’olivo in questa regione è distribuito ovunque, dalla fascia costiera alle zone collinari, in un contesto ambientale variegato e con differenze micro ambientali che hanno condizionato nel tempo anche i comportamenti degli olivicoltori.

    Questi fattori, insieme alla grande biodiversità (oltre 80 varietà di olivo autoctone classificate) contribuiscono alla  produzione di oli tipici dei quali è riconoscibile l’origine, ma caratterizzati da alcune differenze l’uno dall’altro.

    Dal 1998 la produzione olearia toscana è tutelata da una Indicazione Geografica Protetta, il Toscano IGP, il cui disciplinare stabilisce che tutte le fasi del processo produttivo (produzione delle olive, frangitura e confezionamento) debbano avvenire all’interno del territorio amministrativo della Regione Toscana. Le varietà utilizzate sono tutte quelle autoctone, fra le quali ricordiamo frantoio, leccino, moraiolo, maurino, leccio del corno, pendolino e correggiolo.

    L’olio si presenta normalmente di colore verde più o meno intenso nell’olio appena ottenuto che, con il passare del tempo, tende a virare verso il giallo, mantenendo comunque riflessi verdi.

    All’olfatto ricorda profumi vegetali verdi con sensazioni finali rotonde, al gusto è sempre presente una nota amara più o meno evidente e sensazione di piccante.

    Olio Extravergine d’oliva pugliese

    L’olio d’oliva, da molti definito come “l’oro della Puglia”, è un alimento antico e prezioso come la terra dalla quale è generato; il frutto di un clima generoso, ma anche il risultato di grande lavoro e dedizione da parte di chi, con amore, coltiva e cura questi autentici monumenti della natura.

    Le piante di olivo in Puglia sono quasi dieci milioni; gli oliveti tradizionali su terreni rocciosi e poverissimi, senza irrigazione, si alternano agli oliveti regali e irrigati. Per una maggiore uniformità dei parametri colturali, l’intera regione è stata divisa in nove zone: i parametri utilizzati riguardano le condizioni climatiche, il numero medio di piante per ettaro, la loro varietà e la produttività. La mancanza di acqua nelle zone degli oliveti, è compensata dalla presenza di conche, caverne, grotte, che assorbono l’acqua piovana, la quale a sua volta va ad alimentare una complessa rete idrica sotterranea.

    Dal nord della Puglia sino all’estremità del tacco d’Italia, sono tante le estensioni di oliveti tra i quali, tuttavia, negli ultimi anni si stanno affermando le coltivazioni biologiche.

    Gli ulivi secolari sono probabilmente il simbolo più conosciuto e diffuso della Puglia, sono i giganti delle campagne. Nella regione si contano oltre 60 milioni di ulivi di cui 15 milioni sono ultracentenari e cinque milioni sono considerati secolari monumentali e sottoposti a particolare tutela. Gli ulivi secolari, come quelli delle campagne di Ostuni o a Rodi Garganico, sono veri e propri monumenti viventi, da proteggere, conservare, difendere, perché ciò significa anche preservare quell’equilibrio di risorse, di flora, e di fauna, tipiche della zona.

    Olio Extravergine d’oliva siciliano

    La Sicilia produce un olio d’oliva extra vergine di ottima qualità. Anzi, per essere precisi, produce una vasta gamma di extra vergine di altissima qualità.
    In questa fase storica l’obiettivo degli olivicoltori siciliani non deve essere quello di esportare il proprio prodotto nel resto d’Italia e, meno che mai, all’estero.

    Gli olivicoltori siciliani, se vogliono guadagnare di più, debbono, in primo luogo, puntare al mercato interno, vendendo il proprio prodotto alle famiglie siciliane.
    E debbono farlo valorizzando i mercati contadini, i mercati locali, incentivando i cittadini siciliani a recarsi, per acquistare l’olio extra vergine di oliva, anche nelle aziende e nei frantoi recuperando le tradizioni.

    Si produce Olio Extravergine di Oliva esclusivamente da cultivar siciliane: Nocellara dell’Etna, Cerasuola, Tonda iblea, Moresca, Nerba e Biancolilla.

     

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  • Olio di Oliva: come leggere l’etichetta

    Olio di Oliva: come leggere l’etichetta 

    L’etichetta è una delle parti meno statiche della produzione di olio extravergine: le normative a riguardo cambiano in continuazione, aggiungendo e cancellando obblighi e diciture da indicare sulla bottiglia.

    Possiamo dire che l’etichetta dell’olio d’oliva è suddivisa in due partiquella con diciture obbligatorie da riportare e quella con informazioni facoltative.
    Le informazioni obbligatorie sono regolate rigidamente da normative sia nazionali che internazionali e vanno idealmente ad aiutare il consumatore a capire che cosa effettivamente stia acquistando; quelle facoltative, invece, aiutano i produttori a distinguere sul mercato i loro prodotti in base a purezza ed eccellenza.

    Come detto poco sopra, le informazioni cambiano a seconda dei regolamenti; dal 13 Dicembre 2016, infatti, le aziende si sono dovute attrezzare per due modifiche da riportare in etichetta: una relativa ai valori nutrizionali (in realtà già contenuta nel regolamento comunitario 1169/2011, ma il cui termine decorreva proprio da tale data), l’altra al termine minimo di conservazione.

     

    OLIO-DI-OLIVA-COME-LEGGERE-L’ETICHETTA

    Olio di Oliva: come leggere l’etichetta

     

    L’etichetta dell’olio Extravergine d’oliva è composta sostanzialmente di otto punti fondamentali :

     

    • Denominazione di vendita e origine
    • Categoria dell’olio
    • Quantità netta
    • Modalità e tempi di conservazione
    • Produttore e lotto
    • Informazioni nutrizionali
    • Indicazione della campagna di raccolta
    • Informazioni non regolamentate

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Denominazione di vendita e origine

    Diffidate dalle etichette poco trasparenti, che presentano scritte minuscole e che sono poco chiare sull’origine dei prodotti. Le etichette devono indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto.

    Le etichette alimentari devono rispettare 3 caratteristiche fondamentali: devono essere chiare, leggibili e indelebili.

    Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.

    Tutte le bottiglie di olio extravergine di oliva riportano sull’etichetta la scritta “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

    Le etichette dell’olio devono prevedere, innanzitutto, le indicazioni sulla “Denominazione di vendita”: il consumatore deve sapere se si tratta di olio extravergine d’oliva, ottenuto direttamente dalle olive e solo con processi meccanici, olio di oliva vergine ossia olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive, solo con procedimenti meccanici, ma non di ottima qualità come l’olio extravergine d’oliva, olio di oliva composto da oli raffinati e oli di oliva vergini, olio di sansa di oliva.

    L’etichetta dell’olio extravergine d’oliva o olio di oliva vergine deve inoltre riportare obbligatoriamente le indicazioni sul Paese di provenienza che può essere uno stato Membro della Ue, uno stato extracomunitario o l’intera Unione Europea: indicazione non applicabile per l’olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini e per l’olio di sansa e di oliva.

    La designazione dell’origine può anche essere rappresentata da una denominazione di origine protetta o da un’indicazione geografica protetta e deve, in quest’ultimo caso, corrispondere alla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio. Se, invece, le olive sono state raccolte in uno Stato Membro o in un Paese Terzo, diverso da quello in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio, la designazione dell’origine deve recare la seguente dicitura: Olio extravergine o vergine di oliva, ottenuto nell’Unione (o nome del Paese dell’Unione) da olive raccolte nell’Unione (o nome del Paese dell’Unione).

    Le indicazioni che sono in vigore a oggi stabiliscono che, nella stessa sezione, si debba riportare l’eventuale denominazione di origine protetta (DOP) o l’indicazione geografica protetta (IGP), come stabilito nel Regolamento UE n. 1151/2012.

    Per denominazione di vendita s’intende esattamente la descrizione del prodotto, prevista dalle normative italiane e comunitarie. Denominazioni di vendita sono ad esempio “olio extra vergine di oliva”, “vino”, “pasta di semola di grano duro”, ecc.

    Infine, la denominazione di vendita e l’indicazione dell’origine devono comparire nella stessa area e devono essere contigue, cioè non intervallate da altri elementi.

    Categoria dell’olio

    L’olio viene classificato sulla base della qualità delle olive, della loro freschezza, del prodotto ottenuto, in particola modo in base a PARAMETRI CHIMICI (Reg. CE 1234/2007 Allegato XVI) e ORGANOLETTICI (metodo C.O.I. – Reg. CE 640/2008).

    A livello internazionale l’olio d’oliva è diviso in tre grandi macro categorie:

    • olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici con un’acidità massima di 0,8 g per 100 g (ossia dello 0,8%);
    • olio vergine d’oliva, ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici con un’acidità massima pari al 2%.;
    • olio lampante d’oliva, un olio che presenta diversi difetti, compresa un’acidità che supera il 2%, e per tale motivo sottoposto a trattamenti di deacidificazione, deodorazione e decolorazione che lo rendono inodore, incolore e insapore.

    Di queste tre grandi categorie solo le prime due sono adatte al consumo umano tal quale. Il terzo tipo, il lampante, chiamato così poiché in passato veniva utilizzato per alimentare le lampade a olio, ha infatti un odore sgradevole e non è adatto all’alimentazione. La classificazione dell’olio viene effettuata attraverso analisi chimiche e un test organolettico, detto “panel test”, applicabile solo agli oli di oliva vergini che “consente di classificarli in funzione dell’intensità dei difetti percepiti e del fruttato, determinata da un gruppo di assaggiatori selezionati, addestrati e controllati, costituito in panel”. I parametri per i test di qualità vengono definiti dal COI (Consiglio Oleolicolo Internazionale), Istituto internazionale fondato a Madrid nel 1959 che raggruppa le maggiori nazioni produttrici di olio d’oliva.

    L’etichetta, garanzia di trasparenza e qualità, rappresenta un importante strumento per il consumatore che viene così posto nelle condizioni di fare scelte consapevoli sulla base anche delle proprie necessità.

    Quantità netta

    Deve essere dichiarata l’unità di volume espressa in litri(L o l), centilitri(cl) o millilitri(ml). I formati che si possono usare per la commercializzazione al consumatore finale sono di 0,10­0,25- 0,50- 0,75- 1,00- 2,00 -3,00 – 5,00.

    Gli oli sono presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi della capacità massima di 5 litri; Per gli oli destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense o collettività simili, massimo 25 litri.

    Tali imballaggi sono provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione e recano un’etichetta conforme alle disposizioni di legge.

    Qualunque olio vergine ed extra vergine prodotto o commercializzato in Europa deve riportare in etichetta lo stato di provenienza delle olive e del frantoio. Anche nel caso di miscele di olio è obbligatorio riportare tipologia e origine dei diversi olii di cui è composto il prodotto.

    Modalità e tempi di conservazione

    Nella conservazione dell’olio d’oliva il problema principale è l’irrancidimento, dovuto alle reazioni di degradazione ossidativa, accelerate dalla presenza di luce. Il colore scuro aiuta a prevenire l’ossidazione dell’olio, e quindi a far in modo di rallentare il processo di deterioramento e all’irrancidimento.

    Anche la latta può essere un sistema valido di confezionamento, soprattutto perché negli anni la qualità della latta è migliorata: viene, infatti, realizzata in un unico metallo e senza saldature.

    I consumatori devono imparare l’importanza di acquistare l’olio in contenitori dimensionati al loro utilizzo reale. È inutile prendere una Latta o una bottiglia da un litro se si è single e si mangia spesso fuori. Certo, si risparmia, ma alla fine si usa olio rancido. Una famiglia più numerosa che consuma molto olio lo può fare.

    Il termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” quando la data contiene l’indicazione del giorno o con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro la fine” negli altri casi, seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura.

    Il termine minimo di conservazione, che non si applica ai prodotti rapidamente deperibili (vedi DATA DI SCADENZA), è determinato dal produttore o dal confezionatore o, nel caso di prodotti importati, dal primo venditore stabilito nell’Unione Europea, ed è apposto sotto la loro diretta responsabilità.

    Il termine minimo di conservazione si compone dell’indicazione in chiaro e, nell’ordine, del giorno, del mese e dell’anno.

    L’indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto ed in campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore.

    Produttore e lotto

    L’etichetta deve sempre riportare chi è il responsabile del prodotto. Appariranno quindi: il nome del produttore (oppure del confezionatore o del venditore), che può essere sostituito da un marchio depositato; la sede del produttore (che può essere sostituita da quella del confezionatore); la sede dell’impianto di produzione o di confezionamento (che può essere omessa se coincide con la sede del produttore).

    Per lotto si intende un insieme di unità di vendita, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche.I prodotti alimentari non possono essere posti in vendita qualora non riportino l’indicazione del lotto di appartenenza.
    Il lotto è determinato dal produttore o dal confezionatore o dal primo venditore nella CEE; esso figura in modo da essere facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lettera “L”, salvo nel caso in cui sia riportato in modo da essere distinto dalle altre indicazioni d’etichettatura.

    Informazioni nutrizionali

    L’etichetta nutrizionale si può sempre inserire e diventa obbligatoria quando la presentazione o la pubblicità del prodotto indicano particolari caratteristiche nutrizionali.

    A partire dal 13 dicembre 2016, secondo il Reg. UE 1169/2011 l’etichetta dell’olio extravergine di oliva deve riportare per legge:

    • valore energetico
    • grassi
    • acidi grassi saturi
    • carboidrati
    • zuccheri
    • proteine
    • sale

    Possono comparire anche indicazioni su:

    • acidi grassi monoinsaturi
    • acidi grassi polinsaturi
    • Polioli
    • amido
    • fibre

    Nella dichiarazione nutrizionale non sono ammessi altri nutrienti o composti (es. colesterolo) diversi da quelli indicati.

    In alcuni casi si possono indicare le quantità di altri nutrienti, vitamine e alcuni sali minerali.

    Indicazione della campagna di raccolta

    L’indicazione della campagna di raccolta nell’etichetta degli oli d’oliva vergini ed extra-vergini è facoltativa per gli operatori se il 100 % del contenuto del recipiente proviene da un’unica campagna di raccolta. Poiché la raccolta delle olive viene generalmente avviata verso la fine dell’autunno e si conclude nella primavera dell’anno successivo, è stato precisato come riportare in etichetta la campagna di raccolta.

    In particolare la campagna di raccolta deve essere indicata sull’etichetta sotto forma della relativa campagna di commercializzazione del tipo 2018/2019 oppure sotto forma del mese e anno della raccolta, in quest’ordine. Il mese corrisponde al mese dell’estrazione dell’olio dalle olive per cui olive raccolte a dicembre 2018 e molite a gennaio 2019  dovranno riportare “campagna di raccolta 01/2019” e quindi alla stessa stregue delle olive raccolte a gennaio 2019 e molite nello stesso mese.

    Il regolamento nuovo autorizza poi gli Stati membri, sempre al fine di fornire ai consumatori ulteriori informazioni sull’età di un olio d’oliva, a rendere obbligatoria l’indicazione della campagna di raccolta. Tuttavia, con l’obiettivo di non perturbare il funzionamento del mercato unico, tale indicazione obbligatoria dovrebbe essere limitata alla produzione nazionale, ottenuta da olive raccolte sul loro territorio e destinate esclusivamente ai mercati nazionali.

    Informazioni non regolamentate

    Le indicazioni facoltative, che più comunemente si trovano nell’etichetta dei prodotti alimentari, sono indicazioni di tipo nutrizionale e di tipo salutistico, i cosiddetti “claims”. L’inserimento di queste informazioni aggiuntive in etichetta, dopo quelle obbligatorie, è facoltativo, ma questo non vuol dire che si possa inserire qualsiasi indicazione e in qualsiasi modo.

    Spesso è questo tipo di informazioni a coinvolgere maggiormente il consumatore, rendendo il prodotto più interessante e/o appetibile rispetto agli analoghi. Queste forme di pubblicità, sono disciplinate da una specifica normativa comunitaria (Reg. CE 1924/2006), che tutela il consumatore vietando le indicazioni false, ingannevoli o non accertate scientificamente.

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  • CAMMINATA TRA GLI OLIVI – ARIANO IRPINO

    DOMENICA 28 OTTOBRE 2018 
    IN 123 CITTÀ DELL’OLIO ITALIANE

     

    GIORNATA NAZIONALE DELLA CAMMINATA TRA GLI OLIVI

    Disseminati come greggi, o tenui come il fumo di un casale” Eugenio Montale

     

    Camminare circondati dal suggestivo paesaggio degli olivi, che in ogni parte d’Italia vestono le nostre colline è l’esperienza inedita e unica della Giornata nazionale della Camminata tra gli Olivi,  una iniziativa promossa dall’Associazione Città dell’Olio domenica 28 ottobre in 123 città.

    Nelle 18 Regioni coinvolte – dalla Lombardia alla Sicilia – tanti itinerari in un’unica data per una passeggiata (dai 2 ai 5 chilometri) dedicata a famiglie e appassionati alla scoperta del patrimonio olivicolo italiano attraverso paesaggi legati alla storia ed alla cultura dell’oro verde. Ogni Comune ha selezionato un tragitto tra gli olivi con caratteristiche uniche dal punto di vista storico e ambientale che si conclude in un frantoio, un’azienda olivicola o un palazzo storico dove ai partecipanti sarà offerta una degustazione di pane, olio e prodotti tipici.

    La Camminata tra gli Olivi è un’occasione per ristabilire un legame tra i cittadini e la propria terra, un modo per far conoscere il paesaggio di una grande civiltà millenaria e per far scoprire ai tanti appassionati della cultura enogastronomica del nostro paese i territori di origine del prodotto attraverso gli alberi di olivo e gli uomini che lo custodiscono.

    In tutta la penisola l’ambiente rurale che contraddistingue la coltivazione dell’olivo ha caratteristiche comuni ma al contempo diverse a seconda della regione di appartenenza, l’iniziativa è quindi anche un modo attuale di promuovere il turismo dell’olio puntando sul patrimonio indissolubile dei nostri territori, un valore che dovrà costituire ricchezza per le future generazioni, nel 2018, dichiarato dal Mipaaf, l’Anno del Cibo Italiano.

    ARIANO IRPINO (AV)

    Ariano Irpino si trova nell’Appennino campano, a cavallo tra Campania e Puglia, in una posizione quasi equidistante tra i mari Tirreno ed Adriatico. La città rappresenta il secondo centro demografico della provincia di Avellino dopo il capoluogo, da cui dista 50km circa. I suoi 186.74km² di estensione ne fanno il più vasto comune della regione. L’area urbana vasta composta da vari comuni polarizzati su Ariano Irpino conta oltre 80.000 abitanti. Posto a 817 m s.l.m. Ariano Irpino presenta le bellezze naturalistiche delle Valli del Miscano e dell’Ufita. Sono di interesse il Centro Antico, la Villa Comunale e il Castello Normanno, al cui interno, il Museo della Civiltà Normanna conserva un’importante raccolta di monete del Regno e un fondo di monete medievali. Nei pressi della Villa, il Monumento ai Caduti è in stretto contatto simbolico con la vicina Croce Longobarda che rappresenta la storia più antica di Ariano. Da visitare inoltre le Piazze Duomo e Plebiscito, la Cattedrale dell’Assunta, le chiese di S. Pietro, di S. Michele Arcangelo, di S. Giovanni, del Carmine e di S. Anna, i Palazzi nobiliari Anzani, Caracciolo e Vitoli–Cozzo, il Palazzo Forte, sede del Museo Civico con ceramiche del XVII e XVIII sec., il Museo Anzani sede della Mostra Permanente di Archeologia, il Palazzo Vescovile e il Museo Diocesano.

    INFO PERCORSO

    La Camminata partirà dal centro cittadino, attraverso le strade più antiche della città ci si dirigerà verso la zona rurale. Si raggiungerà l’oliveto di circa 3 ettari, dell’azienda agricola “Giuseppantonio La Porta”. Qui sarà possibile visionare le diverse qualità di olive presenti e scoprire quali sono le tecniche di raccolta. I visitatori saranno accompagnati da una guida di trekking e da un assistente. Il percorso si concluderà con la visita e la degustazione presso l’oleificio “Lo Conte”. 

     

    ITINERARIO

     TEMPO DI PERCORRENZA: 3h
     LUNGHEZZA DEL PERCORSO: 6km
     DIFFICOLTÀ: Media
     LUOGO DI PARTENZA: Piazza Plebiscito
     ORARIO DI PARTENZA: 9.30
     INFO: info@proloconuovamente.it
     TELEFONO: 389 8324986

    IN QUESTA CITTÀ TROVI

     PRODUTTORI DI OLIO: 10
     AZIENDE OLIVICOLE: 15
     FRANTOI: 7

     EVENTI DEDICATI ALL’OLIO:10

     RICETTA TIPICA A BASE DI OLIO EVO:Spezzatino all’Arianese

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    CAMMINATA TRA GLI OLIVI – ARIANO IRPINO

    Fonte: www.camminatatragliolivi.it

     

  • La resa delle olive: di cosa si tratta

    La resa delle olive: di cosa si tratta

    Al frantoio, il dato che si attende con una certa trepidazione, è quale sarà la resa in olio.
    E’ un valore che può variare sensibilmente in base a svariati aspetti legati a tutta la filiera Olivicola.

    La resa in olio della frangitura, ovvero i kg di olio ottenuti dalla frangitura di un certo quantitativo di olive, è il tema principale durante le attese al frantoio. In questo valore, espresso in percentuale, si catalizzano le aspettative e le speranze degli olivicoltori. Una buona resa può ripagare del lavoro di un anno e dei costi sostenuti oltre a quello della frangitura. In genere la resa in olio cresce nel tempo e le ultime frangiture sono più soddisfacenti.

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    La resa delle olive: di cosa si tratta

     

     Ci sono alcune linee guida che possiamo seguire, ovvero:

    • Cosa s’intende per “resa”
    • Da cosa dipende la resa delle olive
    • Le giuste condizioni per favorire la resa
    • Il prezzo e la resa

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Cosa s’intende per “resa”

    La RESA è legata all’olio estratto in fase di lavorazione al frantoio, è quindi l’olio presente nei singoli frutti e dipende principalmente dalla varietà delle olive, dall’andamento climatico (quanto e quando è piovuto) e dalle caratteristiche peculiari del frantoio dove avviene la lavorazione. In altre parole, se sulla produttività l’uomo può provare ad intervenire in più fasi, per la resa, l’unico momento dipendete e controllato dall’uomo è la frangitura.

    La resa infatti è strettamente legata alla qualità dell’olio, la tipologia del frangitore, l’estrazione a freddo e quindi con temperature sempre controllate, i tempi di gramolatura ridotti, favoriscono generalmente, da una parte la qualità e le caratteristiche positive dell’olio mentre dall’altra diminuiscono la resa e quindi la quantità finale di olio ottenuto.

     

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    Da cosa dipende la resa delle olive

    L’ulivo è una pianta secolare che vive in forte simbiosi con l’ambiente, del quale acquisisce un “codice genetico” riferito alle specifiche caratteristiche dell’area geografica in cui si trova.
    Al variare anche impercettibile del microclima variano, perciò, anche le proprietà dell’olio prodotto, con sfumature di qualità notevoli da un raccolto all’altro.

    Per questo, le condizioni pedo-climatiche sono così determinanti nell’attribuire valore ad un olio extra vergine: temperatura, piovosità, altitudine, tipo di suolo, esposizione al sole e al vento sono tutti elementi, infatti, che incidono in modo peculiare sul prodotto, col risultato di una notevole diversità di caratteristiche organolettiche e qualitative.

    L’aiuto di un clima favorevole in regioni per natura vocate all’olivicoltura -insieme all’utilizzo di scrupolose e razionali tecniche agronomiche- sono perciò premesse ideali per conseguire un buon extra vergine di qualità, degno di questo nome.

    La varietà (cultivar) della pianta di ulivo, e quindi le caratteristiche del frutto (forma, dimensioni, rapporto polpa-nocciolo), influisce in misura rilevante sulle qualità organolettiche dell’olio.
    In Italia esistono oltre 700 tipi di cultivar. La scelta ottimale di quando raccogliere dipende molto anche dal numero di piante, da quanto sono cariche e dai mezzi e risorse a disposizione.
    A grandi linee, la produzione di olio e ricavi dalla vendita risultano poco influenzati dal periodo di raccolta. Pertanto, posticipare la raccolta confidando in una resa migliore porta a benefici solo apparenti (illusori).

    Inoltre il raccolto è comunque soggetto a rischi in quanto l’eventuale maltempo può precludere la possibilità di raccogliere, può danneggiare o ridurre il raccolto, etc. In altre parole con il tempo aumenta la probabilità che qualcosa vada per il verso sbagliato.

    Le giuste condizioni per favorire la resa

    Il periodo e le modalità utilizzate per raccogliere le olive incidono ugualmente in modo notevole sul prodotto finale.
    Infatti, non esiste un periodo di raccolta identico per tutte le olive: esso varia -nell’arco di una stagione compresa fra settembre (per le varietà precoci) e dicembre/gennaio (per le varietà tardive)- in base a cultivar, condizioni ambientali e pratiche agronomiche.

    La fase di invaiatura -ossia il viraggio progressivo di colore dell’epicarpo dell’oliva dal verde al viola, fino al nero, a seconda della varietà- è quella ottimale per ottenere un olio di qualità, ricco di polifenoli e di fruttato.
    Una variazione cromatica -indicativa dell’aumento di accumulo di olio, componenti volatili e sostanze antiossidanti nella polpa- determinante, perciò, per il momento della raccolta: raccolta che non deve, comunque, avvenire prima dell’invaiatura, onde evitare una resa troppo modesta e note eccessive e non gradevoli di amaro e piccante nell’olio.

    Anche i metodi per raccogliere le olive si sono tramandati, in buona parte, tali e quali al passato: le tradizionali tecniche manuali coesistono infatti, oggi, accanto ai più moderni sistemi meccanizzati.

    Non è male ricordare che da un certo punto in poi la resa in olio delle olive aumenta solo apparentemente; vari studi indicano che l’inoleazione della drupa inizia già in agosto (periodo medio per l’Italia) e si conclude in novembre, per cui oltre questa data l’aumento di resa è solo apparente poiché varia con la disidratazione (diminuzione della parte acquosa nel frutto) il rapporto fra peso totale ed olio estratto.

    E’ di ostacolo ad una buona resa sia un nocciolo di pezzatura molto grossolana che un nocciolo polverizzato; in pratica ,ponendo la pasta fra le dita, quest’ultima si deve sentire fluida, pur avvertendo le minute frazioni del nocciolo quasi pungere i polpastrelli. E’ di fondamentale importanza la presenza di queste frazioni di nocciolo che nel “continuo” favoriscono la “spiaggiatura”, ovvero la separazione in centrifugazione della parte liquida dalla solida che tramite queste piccole particelle drena come, appunto, fa l’acqua sulla sabbia nella spiaggia.

    I frangitori a martelli provocano sicuramente una maggiore emulsione delle particelle di olio, ma sembrano in grado di estrarre più colore dalle olive mentre le molazze, che non hanno controindicazioni come metodo di frangitura, se non la lentezza dell’operazione, sembra che possano, laddove lo si ritenga eccessivo, attenuare l’amaro nell’olio.

    E’ pertanto opportuno, con prove, definire i tempi medi di gramolazione che consentono di ottenere oli ben dotati di polifenoli e gradevoli al gusto e la miglior resa possibile, sia chiaro che di fatto si tratta di definire il miglior compromesso, non per niente la gramolazione è l’operazione più ossidativa in tutto il ciclo estrattivo, e pertanto è il maggior rischio per la qualità.

    Il prezzo e la resa

    Il costo di frangitura è di circa 15 euro per 100 kg di olive, ma può variare da frantoio a frantoio e dalla regione d’Italia in cui viene effettuata.

    In genere per piccoli quantitativi di olio ad uso familiare, non ci sono obblighi di alcun tipo. Se il numero di litri prodotto è superiore a 200 litri, invece, è obbligatorio il confezionamento. In tal caso il frantoio richiederà al privato i suoi dati fiscali per l’emissione della fattura di confezionamento e dovrà inviare comunicazione agli enti preposti per verifiche di controllo. Il confezionamento in frantoio avviene in lattine da 5 litri.

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  • Olio Nuovo

    Olio Nuovo

    In questo periodo vengono raccolte le olive, i frantoi si mettono in moto per produrre il nostro preziosissimo olio extra vergine di oliva. Siamo in Irpinia dove si coltivano le cultivar leccino, marinese, frantoio, ogliarola ed altre, che donano un olio dal gusto delicato perfetto per tutti i palati. Ma poi c’è lei la regina delle regine: l’oliva Ravece che dà un olio dal gusto piccante con sentori di pomodoro acerbo, erba appena falciata e con un retrogusto di carciofo e mandorla. Di solito il periodo della raccolta inizia da metà Ottobre fino agli inizi di Dicembre quando hanno raggiunto il loro grado di maturazione, cioè l’invaiatura, che dal verde passano ad un colore violaceo.

    Oggi sono tanti i modi per raccogliere le olive: con scuotitori, abbacchiatori ecc., ma il modo migliore è quello manuale. Le olive raccolte è necessario che vengano depositate in grandi casse di plastica forate che permettono il passaggio dell’aria ed entro le 24/48h devono essere portate al frantoio e molite. Al frantoio le olive vengono defogliate e lavate. Dopodichè inizia la molitura con il frangitore a martelli che schiaccia la polpa: così si ottiene la pasta delle olive. Poi c’è la gramolazione che consiste nel separare l’olio dall’acqua, essa avviene in grosse vasche d’acciaio chiamate gramole e all’interno sono composte da grosse pale che ruotano. Infine avviene l’estrazione che separa il mosto dell’olio dalla sansa: ecco l’olio nuovo con il suo colore verde ed il suo profumo inebriante.

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    Olio Nuovo

     

    Possiamo identificare l’olio nuovo seguendo alcune linee guida, ovvero:

    • Quando Acquistarlo
    • Dove comprare l’olio nuovo: il vantaggio di farlo direttamente al frantoio
    • Come si riconosce l’olio nuovo
    • Perchè l’olio nuovo pizzica ed è amarognolo
    • Quanto è giusto pagare un litro di olio nuovo

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Quando Acquistarlo

    Appena franto l’olio presenta un sapore molto amaro, ma dopo pochi mesi (generalmente già dal terzo) si stabilizzano i sapori presenti all’interno di esso.

    Gli appassionati ed intenditori di oli di oliva, preferiscono generalmente quello appena franto proprio per la sua freschezza e per i suoi sapori vivaci. Per il consumatore medio, l’acquisto e quindi il consumo è consigliato a partire dal terzo mese dalla molitura delle olive, perché l’olio inizia già a perdere il “piccante“, ma non dimentichiamo che l’amaro e il piccante all’interno di un olio sono importanti come spiegato in questo articolo.

    Quindi non associamo l’amaro ed il piccante ad un difetto. Il periodo migliore per acquistare l’olio nuovo è ad inizio Novembre.

    Dove comprare l’olio nuovo: il vantaggio di farlo direttamente al frantoio

    L’olio nuovo può essere acquistato direttamente in frantoio per assicurarsi della qualità del prodotto, dei metodi di lavorazione usati e di tanti altri fattori importanti.
    Può anche essere acquistato online, consigliamo lo stesso di informarsi sulla qualità del prodotto.

    Appena spremuto, l’olio extravergine d’oliva ha ancora un gusto molto forte e aspro. A partire dal terzo mese dalla sua produzione però l’olio nuovo sprigiona il suo sapore inconfondibile ed il suo aroma unico, ecco perchè gli intenditori preferiscono quest’olio, quello appena spremuto.
    Per l’utente medio la fase ottimale è quella che va dal terzo mese dalla spremitura ai dodici mesi successivi. Decorso questo periodo, l’olio inizia a perdere l’inconfondibile gusto “piccante” a contatto con il palato e il profumo fruttato del primo periodo. Le qualità nutritive restano intatte, ma il sapore si addolcisce, segno che è iniziato – inesorabile – il processo di ossidazione.
    Da allora, fino a che saranno trascorsi due anni dalla sua produzione, nonostante la perdita dell’aroma iniziale, si potrà ancora utilizzare l’olio extravergine come condimento.
    Dal terzo anno in poi è invece preferibile evitare di consumarlo per uso alimentare.

    Per gli intenditori o per chi preferisce sentire il profumo dell’olio appena franto, il periodo migliore per l’acquisto coincide con quello della prima spremitura. Il momento migliore per l’acquisto è nel periodo che va dalla fine di ottobre alla fine di novembrePer chi preferisce un olio più dolce, è consigliabile comprare l’olio extravergine novello subito dopo il periodo di raccolta delle olive, in prossimità del mese di dicembre/gennaio.

    L’ideale sarebbe comprare l’olio nuovo direttamente in frantoio per assicurarsene una partita di qualità. Il gusto intenso tipico del primo periodo va scemando già a partire dall’estate successiva alla raccolta delle olive. Questo fenomeno di “perdita” si riduce sensibilmente se l’olio viene confezionato direttamente in frantoio.

    Come si riconosce l’olio nuovo

    Il modo più semplice per riconoscere un olio è assaggiarlo: quello nuovo ha un sapore intenso e fruttato con note amare e piccanti. Questo gusto, così particolare, è dovuto alla non filtrazione del prodotto che permette di renderne viva e costantemente in evoluzione la sua consistenza.

    La non filtrazione inoltre presenta un inconfondibile presenza di particelle di polpa d’oliva nella bottiglia, le vere protagoniste dell’olio nuovo. Durante le prime fasi di vita tendono a dare una sfumatura piccante al prodotto che, con il passare dei mesi, si addolcisce perdendo la sua particolarità.

    Se acquistiamo l’olio al frantoio e abbiamo la possibilità di assaggiarlo o se lo acquistiamo e lo assaggiamo poi in casa, l’olio di qualità avrà un inconfondibile sapore amaro e piccante, a causa del numero elevato di polifenoli presenti.

    Al gusto l’olio di qualità deve rivelare sensazioni di amaro e piccante. Il pizzicore non è un difetto, anzi, indica proprio l’alta presenza nell’olio di polifenoli, benefici per l’organismo.

    L’olio di frantoio, in ogni caso, mantiene maggiormente gli aromi naturali delle olive e il risultato è un gusto fruttato, pungente, avvolgente, ampiopieno di personalità, rispetto agli oli commerciali che hanno gusti e profumi meno caratterizzanti e più ‘piatti’.

    Diffidate dalle etichette poco trasparenti, che presentano scritte minuscole e che sono poco chiare sull’origine dei prodotti. Le etichette devono indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto. Le etichette alimentari devono rispettare 3 caratteristiche fondamentali: devono essere chiare, leggibili e indelebili.

    Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.

    Tutte le bottiglie di olio extravergine di oliva riportano sull’etichetta la scritta “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

    Perchè l’olio nuovo pizzica ed è amarognolo

    L’olio nuovo ha un sapore intenso e fruttato con note amare e piccanti. Questo gusto, così particolare, è dovuto alla non filtrazione del prodotto che permette di renderne viva e costantemente in evoluzione la sua consistenza.

    La non filtrazione inoltre presenta un inconfondibile presenza di particelle di polpa d’oliva nella bottiglia, le vere protagoniste dell’olio nuovo. Durante le prime fasi di vita tendono a dare una sfumatura piccante al prodotto che, con il passare dei mesi, si addolcisce perdendo la sua particolarità.

    Se un olio è amaro e piccante, oltre a essere un buon condimento per l’insalata, è certamente un sostegno importante per il nostro organismo.

    L’olio di oliva è il condimento più consigliato dai nutrizionisti per il suo elevato contenuto di grassi monoinsaturi, soprattutto di acido oleico.
    L’acido oleico, infatti, ha la capacità di tenere sotto controllo il colesterolo cattivo (LDL) e di mantenere inalterati i valori del colesterolo buono (HDL).

    L’olio è anche ricco di polifenoli e vitamina E. I polifenoli, come noto, sono ottimi antiossidanti, fondamentali nella quotidiana lotta alla formazione dei radicali liberi, per rallentare l’invecchiamento cellulare e rafforzare il sistema immunitario.

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    Quanto è giusto pagare un litro di olio nuovo

    Bisogna non lasciarsi abbindolare dalle offerte low cost, leggere sempre l’etichetta, assaggiare l’olio crudo, apprezzandone l’aroma e il sapore e facendo un confronto tra una bottiglia a basso costo e una bottiglia di buona qualità: noterete subito che il sapore tipico dell’oliva e il suo gusto presentano delle notevoli differenze.

    L’olio nuovo ha un costo di €8-€9 al litro e nei casi di oli più pregiati il prezzo può aumentare. Attenzione ai prodotti economici: anche se al gusto sembra di usare un olio extra vergine di oliva, a livello salutare non porta effetti benefici.

    Se volete davvero andare sul sicuro quindi scegliete olio extravergine d’oliva DOP o IGP che tutela e protegge dalle contraffazioni in tutta Europa.
    Tutti i
    prodotti a marchio DOP o IGP devono rispettare un disciplinare ben preciso.

    La sigla
    DOP significa denominazione di origine protetta e garantisce provenienza e caratteristiche di un olio. Un olio evo per avere il marchio dop deve rispondere a determinati criteri, peculiari per ogni dop e per ogni zona geografica, relativi anche alla provenienza e alla varietà di olive utilizzate.

    L’olio certificato viene sottoposto a controlli organolettici sul prodotto e su tutta la filiera. Comprare un olio extravergine di oliva Dop significa sapere da dove vengono le olive, con la sicurezza di avere un olio 100% italiano. I disciplinari contengono norme in materia di coltivazione, raccolta e confezionamento dell’olio e devono essere rispettate rigorosamente.

    Se siete in dubbio e se la qualità dell’olio che acquistate di solito al supermercato non vi soddisfa, provate a rivolgervi direttamente ai produttori, visitate le aziende olivicole e chiedete di poter assaggiare i prodotti.

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  • L’Olio d’oliva nelle varie età della vita

    L’Olio d’oliva nelle varie età della vita

    Inserire l’olio d’oliva nell’alimentazione quotidiana porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi. Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

     

    Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

    Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

    La qualità di un olio di oliva dipende da molti fattori: la cultivar, lo stato dell’olivo e del frutto al momento della raccolta, la tecnologia seguita nella produzione, nella raccolta e nell’estrazione, le condizioni di conservazione.

    Per ottenere il massimo della qualità e della specificità organolettica, vengono impiegate tecnologie all’avanguardia, senza dimenticare le tradizioni e le specificità locali.

    L'Olio d'oliva nelle varie età della vita

    L’Olio d’oliva nelle varie età della vita

    Ecco le principali fasi della vita da prendere in considerazione:

    • Alimentazione del neonato e svezzamento
    • Alimentazione in età pre-scolare e scolare
    • Alimentazione nell’adulto
    • Alimentazione nell’anziano
    • Alimentazione in gravidanza e allattamento

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Alimentazione del neonato e svezzamento

    L’Olio Extravergine d’oliva è un alimento indispensabile nell’alimentazione dei bambini e andrebbe introdotto sin dalle primissime fasi dello svezzamento, cioè già intorno ai 6 mesi. L’olio extravergine d’oliva, infatti, contribuisce alla formazione delle ossa, al processo di mielinizzazione del cervello e all’accrescimento; è, inoltre, un ottimo aiuto per le difese immunitarie.

    Per le pappe del bimbo è da preferire l’olio extravergine di oliva, perché è ottenuto dalla prima spremitura delle olive con tecniche meccaniche e non attraverso procedimenti chimici. Inoltre il suo tasso di acidità non supera l’1 per cento: durante la spremitura, cioè, solo una particella su cento di un grasso (l’acido oleico) si libera dalla glicerina, un alcol presente in natura.
    Ed è proprio l’acido oleico libero a essere dannoso. In commercio esistono, poi, oli appositamente studiati per l’alimentazione dei bambini piccoli. Hanno un gusto delicato, sono preparati con olive selezionate e integrati con vitamine A, D, E, e B6, sostanze utili per la crescita del piccolo.L’olio è importante anzitutto perché favorisce l’assimilazione delle vitamine liposolubili, che si sciolgono cioè soltanto nei grassi. In mancanza dei grassi, quindi, l’organismo non potrebbe utilizzare molte vitamine assunte attraverso la frutta e la verdura.

    L’olio è utile anche per agevolare il funzionamento dell’intestino: grazie alle sue capacità emollienti, infatti, questo alimento rende le feci più morbide, facilitando in questo modo l’evacuazione. Consumato fin dai primi anni di vita, l’olio aiuta a prevenire i disturbi di circolazione che possono comparire nell’età adulta, grazie agli acidi grassi (in particolare, ai monoinsaturi) in esso contenuti.

    I consigli per la mamma

    • Utilizzare l’olio di oliva per condire le prime pappe del bambino, a partire dall’inizio dello svezzamento. La quantità ideale per il bimbo è pari a uno o due cucchiaini come condimento di brodi vegetali, pappe o minestrine.
    • Aggiungere l’olio d’oliva sempre crudo: soltanto in questo modo, infatti, le caratteristiche nutritive del prodotto rimangono del tutto inalterate. Inoltre, a crudo l’olio risulta più facilmente digeribile. È bene, quindi, aggiungerlo solamente dopo la cottura, una volta che la pappa è stata versata nel piatto.

    Alimentazione in età pre-scolare e scolare

    Per un bambino nutrirsi non significa solo soddisfare una necessità biologica, ma è un momento ricco di valenze affettive, psicologiche e relazionali.
    Una corretta alimentazione, presupposto essenziale per una crescita armonica e ottimale, deve tener conto delle diverse fasi della vita, caratterizzate da esigenze nutrizionali e competenze fisiologiche e comportamentali in evoluzione.
    Nella prima infanzia iniziano a strutturarsi i gusti e le abitudini alimentari che formeranno lo stile alimentare dell’età adulta, per cui coltivare corrette abitudini alimentari da parte di tutti i componenti della famiglia è fondamentale per indirizzare il bambino verso uno stile alimentare salutare.

    Nel periodo che va dal 2° al 4° anno di vita, di passaggio dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia, il bambino può essere restio ai cambiamenti alimentari e avere una scarsa attitudine a fare nuove esperienze gustative. In questa fase il bambino si nutre di un solo alimento per poi rifiutarlo e passare ad un altro che diventa il suo preferito.
    In questo periodo bisogna evitare di ricorrere ad alimenti dolci o salati per far mangiare il bambino, in quanto l’abitudine ad assumere cibi palatabili potrebbe incidere negativamente nelle costruzione delle abitudini alimentari.

    Se aggiungiamo olio extravergine di oliva alle nostre ricette faremo il pieno di acidi grassi essenziali (omega-6 e omega-3) importantissimi per formare la struttura delle cellule, soprattutto quelle che si stanno sviluppando.

    Alimentazione nell’adulto

    La maturità alimentare comporta diete corrette che devono diventare scelte di vita, stile. Scelte sbagliate rischiano di avere conseguenze negli anni futuri. Quale dieta seguire, con quale apporto calorico, come ripartire le calorie durante il giorno. Ecco ciò che tutti dovrebbero sapere a memoria. L’alimentazione quotidiana deve seguire sempre le buone regole, salvo deroghe naturali o digressioni in particolari occasioni (ma anche festeggiare con il cibo richiede delle regole). In questo periodo l’olio d’oliva è l’elemento base della dieta.

    Nell’adulto, l’olio svolge una preziosa funzione di diminuzione del colesterolo cattivo e di mantenimento di quello buono, contribuendo così alla protezione dei vasi arteriosi e del cuore. A ciò si aggiungono una azione emolliente sui tessuti e funzioni di protezione delle mucose gastrointestinali e di regolazione digestiva.
    Ma ciò che rende davvero unico nelle proprietà nutritive l’olio extravergine di oliva è la grande quantità di Vitamina E, che è un’antiossidante. In questo olio ve ne è una grande quantità, poiché viene franto a freddo (al di sotto dei 27°) e perché le olive vengono colte a metà maturazione.
    Proprio per questi motivi, in campagna, molti anziani ancora oggi prendono un cucchiaio di olio d’oliva al giorno!

    Alimentazione nell’anziano

    Quando l’organismo invecchia, la massa ossea e quella muscolare (massa magra) diminuiscono, mentre aumenta la massa grassa. E’ una tendenza naturale che una corretta alimentazione può però ostacolare con successo. Si tenga comunque presente che in questa fase della vita l’alimentazione è legata anche a vari fattori (solitudine, mancanza di attività fisica, stato mentale, disponibilità economiche, problemi di masticazione ecc.).
    Tuttavia, grazie alla sua digeribilità, al suo potere lassativo, alla sua genuinità, l’olio d’oliva è in grado di contrastare l’inappetenza, di ridurre le difficoltà digestive e di favorire l’assorbimento di vitamine e sali minerali.

    Con l’invecchiamento infatti si ha una perdita delle capacità digestive e un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive, in primis vitamine e sali minerali. L’olio di oliva è il grasso più digeribile e assorbibile dallo stomaco, inoltre ha una funzione blandamente lassativa che contribuisce a combattere la stitichezza, molto frequente negli anziani. In conclusione, quindi, l’olio di oliva può essere consumato ampiamente sia cotto che crudo: se è crudo è ancora migliore, perché presenta molte più vitamine e sostanze antiossidanti. Si presta in particolar modo ad essere associato e ad insaporire la verdura, ricca di vitamine e sali minerali.

    Per limitare l’insorgenza di eventuali patologie e per migliorare la propria salute in generale, è importante che l’alimentazione negli anziani sia sana e bilanciata. Non è mai troppo tardi per cambiare in meglio le proprie abitudini e cominciare a lavorare per il raggiungimento di un nuovo stile di vita più salutare.

    Scegliere cibi sani, freschi e salutari da inserire nel proprio carrello, come:

    • verdure di stagione di diverse varietà (verdi, rosse e arancioni)
    • frutta di stagione
    • cereali, preferibilmente integrali
    • latticini a basso contenuto di grassi, tra cui latte, yogurt, formaggio e/o bevande a base di soia
    • proteine, tra cui frutti di mare, carni magre e pollame, uova, legumi (fagioli e piselli) e noci, semi e prodotti di soia
    • olio extravergine di oliva, in quantità controllate.

    Alimentazione in gravidanza e allattamento

    Durante la gravidanza la donna ha bisogno in media di circa 300 calorie in più al giorno: niente di meglio di due grandi cucchiai di olio d’oliva. Il resto devono essere proteine. Gli acidi grassi essenziali (contenuti nell’olio d’oliva) e le proteine sono del resto i mattoni più adatti a costruire il bimbo che verrà alla luce.

    L’ olio extravergine di oliva, è l’alimento più simile al latte materno. Ha una composizione simile di acidi grassi essenziali e la stessa percentuale di acido linoleico (omega 6) e questo lo rende un insostituibile alimento per la mielinizzazione delle fibre nervose e per lo sviluppo cerebrale. È ben digeribile e aiuta sia la funzione gastrica sia quella intestinale, prevenendo il fenomeno della stitichezza.

    L’allattamento è perciò una fase importantissima nella vita di una neo mamma. Prendersi cura di sé del proprio corpo, ma anche dell’alimentazione è di vitale importanza. Per questo ci sono degli alimenti che non dovrebbero mai mancare nella giornata di una mamma che allatta il proprio bambino. Alcuni cibi sono fondamentali per il benessere sia della mamma che del bambino. Sicuramente una mamma che vive il delicato momento dell’allattamento è sostenuta da integratori, ma ci sono in particolare degli alimenti che non dovrebbero mai mancare nella dieta di una mamma che allatta.
    Questi alimenti sono ovviamente ricchi di vitamine, proprietà e sostanze che non solo aiutano la neo mamma a stare più tranquilla ma soprattutto danno energia e sostengono il bambino che prende tutte le sostanze che la mamma assume.

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  • Composizione dell’olio d’oliva: gli acidi grassi

    Composizione dell’olio d’oliva: gli acidi grassi

    L’olio di oliva è il prodotto per eccellenza della tradizione agroalimentare del Mediterraneo. Dal sapore tenue e caratteristico, con un retrogusto gradevolmente mandorlato, l’olio che utilizziamo per produrre olii è ottenuto esclusivamente con tecniche che permettono la conservazione delle caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche della specie vegetale da cui proviene.

    L’olio d’oliva è composto quasi esclusivamente da lipidi, acidi grassi presenti in percentuali differenti. Nell’olio d’oliva, comunque, non mancano altre sostanze nutritive benefiche: oltre agli antiossidanti sono presenti fitosteroli, vitamina E, A e D, sali minerali come il sodio, il potassio, il ferro e il calcio, B-carotene.

    Inserire l’olio d’oliva nell’alimentazione quotidiana porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi. Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

    Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

    Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

    Composizione-dell’-olio-d’-oliva:-gli-acidi-grassi

    Composizione dell’olio d’oliva: gli acidi grassi

    Da cos’è composto l’olio d’oliva?Quali sono gli acidi grassi contenuti al suo interno?

    Possiamo identificare la sua composizione e gli acidi grassi presenti al suo interno secondo alcune linee guida, ovvero:

    • Le due frazioni dell’olio: saponificabile e non saponificabile
    • L’acido oleico
    • L’acido linoleico: omega 6
    • I trigliceridi dell’olio di oliva
    • I polifenoli
    • Gli steroli
    • I tocoferoli
    • I pigmenti

    Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

    Le due frazioni dell’olio: saponificabile e non saponificabile

    La composizione in acidi grassi varia in relazione alla varietà dell’olivo, al grado di maturazione delle drupe, al clima e al periodo della raccolta. Vi sono tuttavia due frazioni principali da tener conto:

    La frazione saponificabile e quella non saponificabile.

    Analizziamo nel dettaglio la prima frazione , quella saponificabile:

    La frazione saponificabile è costituita per la quasi totalità da trigliceridi, accompagnati da piccole quantità di digliceridi e monogliceridi, soprattutto negli oli più acidi (per esempio negli oli lampanti circa il 10% e negli oli estratti con solventi circa il 20%). L’85% degli acidi presenti nei gliceridi sono insaturi e di questi il 70 – 80% è costituito da acido oleico e circa il 10% da linoleico: un buon indice di qualità è il rapporto fra questi due acidi e nell’olio extra vergine di oliva il rapporto fra acido oleico e acido linoleico deve essere maggiore o uguale a 7.

    Gli acidi grassi polinsaturi sono presenti in piccole quantità, ma ottimali per il nostro organismo: infatti pur essendo acidi essenziali (non sintetizzabili dall’uomo, ma indispensabili per alcuni suoi metabolismi) sono facilmente autossidabili con produzione di perossidi e relativi prodotti di decomposizione, sostanze nocive all’organismo umano, tanto che alcuni studi americani sembra abbiano dimostrato che un loro accumulo nei tessuti possa essere responsabile delle cause di cancro.

    Una caratteristica fondamentale degli acidi insaturi presenti nella frazione gliceridica dell’olio d’oliva vergine è quella di avere doppi legami isolati. Questo permette di riconoscere l’eventuale frode del taglio con oli rettificati perchè questi contengono una certa quantità di acidi con doppi legami trans, per esempio l’acido elaidinico, (rilevabile con una analisi all’infrarosso) e con doppi legami coniugati (rilevabili con un’analisi all’ultravioletto).
    Il rimanente 15% degli acidi grassi costituenti i gliceridi nell’olio di oliva sono saturi e fra questi prevale l’acido palmitico (7 – 15%) e lo stearico (1,5 – 3,5%).

    Analizziamo nel dettaglio la seconda frazione , quella non saponificabile:

    La frazione non saponificabile è costituita da un gruppo numeroso di microcomponenti che hanno la caratteristica comune di non formare saponi se trattati con una base forte concentrata a caldo. Anche se è presente in quantità modeste (1% circa) è importantissima da un punto di vista nutrizionale, da un punto di vista analitico e per controllare la genuinità dell’olio.
    Proveniente dal frutto dell’Olivo, l’Insaponificabile, ricco in squalene vegetale, tocoferoli e caroteni, è conosciuto e apprezzato anche in ambito farmaceutico per le sue note proprietà lenitive, ammorbidenti e seborestitutive.

    E’ particolarmente utilizzato per le pelli secche e disidratate. Grazie alla sua capacità di stimolare i fibroblasti, svolge anche una pregevole azione preventiva di rughe e rilassamenti cutanei.

    L’insaponificabile riveste un ruolo importante sia dal punto di vista nutrizionale che da quello merceologico, contribuendo alla identificazione di eventuali frodi. La composizione della frazione insaponificabile degli oli di oliva risulta assai diversa da quella degli altri grassi alimentari e degli altri oli vegetali.

    L’insaponificabile di olio di oliva è una base naturale per creme cosmetiche ottenuta da puro olio d’oliva Mediterraneo, un ingrediente meraviglioso per cosmetici di ottima qualità grazie alle sue proprietà emollienti e restitutive cutanee, come anche per la sua azione emulsionante e stabilizzante sugli altri preziosi ingredienti di questa formula. Inoltre, contribuisce anche all’effetto estrogenico dei fitoestrogeni negli estratti di piante, poiché è anch’esso ricco di fitosteroli, che hanno una ulteriore azione specifica sulla pelle, migliorano il tono, il contenuto di collagene e l’idratazione, rinforzandola e nutrendola in profondità. Tutti i benefici di un concentrato naturale dall’olio d’oliva per facilitare l’assorbimento dei principi attivi.

    L’acido oleico

    L’acido oleico è un acido grasso monoinsaturo, appartenente alla famiglia degli acidi grassi omega 9, così detti perché il loro unico doppio legame carbonio/carbonio si trova sul nono atomo di carbonio rispetto all’ultimo atomo di carbonio della catena, chiamato carbonio omega. Dal punto di vista alimentare, l’acido oleico si trova in grandi quantità all’interno dell’olio di oliva, che ne rappresenta la fonte alimentare più ricca.

    L’acido oleico è noto per i suoi effetti benefici a carico del sistema cardiovascolare: in particolare sembrerebbe sortire effetti antiossidanti e sembrerebbe essere in grado di mantenere nella norma di livelli di colesterolo nel sangue (in particolare i livelli di colesterolo cosiddetto “cattivo”) e di ridurre i valori della pressione arteriosa. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha autorizzato l’impiego di prodotti a base di acido oleico con l’indicazione del mantenimento nella normalità dei livelli di colesterolo; l’Autorità europea precisa infatti che “la sostituzione di grassi saturi nella dieta con grassi insaturi come l’acido oleico contribuisce al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue”.

    Anche l’olio di oliva esercita effetti anti-ipertensivi e antiossidanti e, in generale, protettivi per la salute del sistema cardiocircolatorio. Sebbene sia ormai noto che una dieta che comprenda un buon uso di olio di oliva contribuisca a prevenire le malattie cardiovascolari, è bene però non esagerare con le quantità: l’olio di oliva è infatti un alimento molto calorico – un solo cucchiaio apporta quasi 100 calorie – e può predisporre facilmente all’aumento di peso (elemento che da solo rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare).
    Gli oli ricchi di acido oleico (e quindi in particolare l’olio di oliva) sono più resistenti alle alte temperature e, in fase di cottura, risultano più stabili: sviluppano, cioè, una quantità di composti nocivi per la salute umana inferiore a quella sviluppata da oli più instabili; per questo motivo l’olio di oliva sarebbe il più indicato da utilizzare nelle fritture.

    CURIOSITA’ DAL MONDO DELLA SCIENZA:

    Recenti studi effettuati presso l’autorevole Università della California hanno portato alla luce un’ importante scoperta utile soprattutto per coloro che necessitano di placare l’eccessiva fame.

    Il principale protagonista della ricerca è stato proprio l’acido oleico.

    Gli studiosi hanno evidenziato come l’Acido Oleico sia molto utile per placare l’appetito attraverso il rilascio di una specifica molecola, l’OEA. L’OEA rilasciata nel piccolo intestino fungerebbe da sensore di collegamento tra consumo di grassi e sazietà, riducendo così il senso di fame.

    L’acido linoleico: omega 6

    L’acido linoleico è un acido grasso essenziale, in quanto indispensabile al mantenimento in buona salute dell’organismo. Poiché il nostro organismo non è in grado di produrlo, deve essere assunto attraverso l’alimentazione o mediante gli integratori. È un acido grasso polinsaturo perché possiede un numero di doppi legami carbonio/carbonio superiore a uno. Appartiene alla famiglia degli acidi grassi omega 6, così chiamati perché dal punto di vista della struttura chimica il primo doppio legame carbonio/carbonio che li caratterizza si trova sul sesto atomo di carbonio rispetto all’ultimo atomo di carbonio della catena, chiamato carbonio omega. Dal punto di vista alimentare è presente in buone quantità in alcuni tipi di oli, come quello di girasole e di mais, ma anche nella frutta secca, nel germe di grano e nella soia. Esistono diverse forme derivate di questo acido grasso essenziale, la più famosa delle quali è la forma coniugata (acido linoleico coniugato).

    L’acido linoleico è un acido grasso omega-6, che si trova principalmente negli oli vegetali e, in quantità minori, anche nella carne e nei prodotti lattiero-caseari. Con l’evoluzione e il cambiamento della dieta nel corso degli anni la quantità di CLA introdotta giornalmente è diminuita. Il CLA è in primo luogo un integratore per la gestione della perdita di peso, in quanto si ritiene che aumenti il tasso metabolico e il metabolismo dei grassi.

    Diverse sono le proprietà che vengono attribuite all’acido linoleico e che valgono a questa sostanza l’inserimento come ingrediente in diversi integratori. Sembra svolgere un ruolo nel mantenimento in salute delle membrane cellulari e nella promozione della crescita cellulare e sarebbe coinvolto nella sintesi di alcune molecole implicate in importanti processi come la coagulazione del sangue e la mediazione della risposta infiammatoria. L’acido linoleico sarebbe inoltre in grado di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.

    Secondo le indicazioni dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’acido linoleico contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. L’Efsa precisa che al fine di poter godere degli effetti benefici di questa sostanza è necessario assumerne 10 grammi al giorno.

    I trigliceridi dell’olio di oliva

    I trigliceridi costituiscono circa il 95-98% dell’olio di oliva e si trovano quasi esclusivamente nella polpa. La caratteristica peculiare della composizione trigliceridica dell’olio di oliva è rappresentata dal particolare equilibrio nella composizione acidica: rispetto agli altri grassi alimentari risulta più elevata la % di acido oleico e quella del linoleico, mentre la concentrazione degli acidi insaturi è moderata.
    Questa elevata percentuale di acidi grassi mono- e poli-insaturi risulta particolarmente importante da un punto di vista medico.

    Gli acidi grassi insaturi sono essenziali per la dieta e devono essere assunti direttamente, in quanto non possono essere sintetizzati dall’organismo o lo possono essere solo in quantità limitata. Dopo l’assunzione essi vengono trasformati in altri composti, funzionando da precursori di molecole che svolgono nell’organismo azione regolatrice di importanti funzioni fisiologiche, come l’aggregazione piastrinica, la pressione arteriosa, la contrazione muscolare.
    Essi vengono inoltre incorporati, con funzione energetica e plastica, in tessuti ed organi.

    I trigliceridi nell’olio di oliva sono degli elementi essenziali per la salute, infatti questo elevato contenuto di acidi grassi vanta numerose proprietà benefiche per l’organismo. In primis sono in grado di regolarizzare le funzioni fisiologiche del corpo e allo stesso tempo apportano numerose virtù per i muscoli e per la pressione arteriosa. I trigliceridi svolgono un’importante funzione anche per quanto riguarda l’aggregazione piastrinica, poiché riducono il rischio di sviluppare danni al sistema circolatorio. Per questo motivo è importante integrare regolarmente l’olio di oliva all’interno di una dieta bilanciata in quanto un’assunzione quotidiana aiuta a ridurre il colesterolo nel sangue e garantisce un’azione antiossidante, oltre a favorire la secrezione biliare. Precisamente l’acido oleico riduce i fenomeni di perossidazione lipidica, diminuendo di conseguenza la quantità di colesterolo. Tale processo è dato proprio dai trigliceridi che formano le lipoproteine, ovvero le sostanze responsabili del trasporto di colesterolo nel sangue. Naturalmente una dieta ricca di acidi grassi saturi corrisponderà ad un’elevata quantità di colesterolo: ecco perché è fondamentale seguire un’alimentazione equilibrata, assumendo le giuste percentuali di grassi saturi e maggiori quantità di grassi insaturi.

    I polifenoli

    Il patrimonio polifenolico è la caratteristica più preziosa dell’olio vergine di oliva, unico fra i grassi vegetali a esserne ricco. Tali sostanze, che contribuiscono a conferirgli il caratteristico aroma fruttato e il gusto piccante e amaro, sono dotate di un elevato potere antiossidante. l’extravergine, grazie a questi componenti, è il grasso più conservabile e dotato di più alto valore biologico. Per questi motivi, la determinazione quanta qualitativa dei contenuto polifenolico degli oli vergini di oliva rappresenta una delle analisi più significative ai fini della determinazione di parametri di qualità.

    I polifenoli sono sostanze naturali in grado di apportare numerosi benefici per l’organismo. Si contraddistinguono in tre categorie: i fenoli semplici, i tannini e i flavonoidi e compongono vari alimenti tra cui la frutta, il vino, l’olio oppure il tè. I polifenoli contengono un’elevata quantità di proprietà nutritive in grado di svolgere un’azione antiossidante, che è essenziale per contrastare i radicali liberi, prevenire l’invecchiamento cellulare ridurre il rischio di tumori.

    I polifenoli dell’olio svolgono un ruolo importante per la salute umana e impattano sulla qualità e la conservabilità del prodotto. Da vari studi sui polifenoli presenti nell’olio extravergine di oliva sono stati riscontrati numerosi benefici per la salute umana. In particolare i polifenoli svolgono molteplici funzioni, tra cui un’azione antibatterica, antivirale, antiossidante e antinfiammatoria. È inoltre emerso che queste sostanze possono rivelarsi utili nelle prevenzione di patologie cronico-degenerative come il cancro o le malattie cardiovascolari. Il contenuto di polifenoli presente nell’olio extravergine di oliva e negli alimenti di origine vegetale contribuisce a mantenere il giusto livello di colesterolo nel sangue, prevenendo la formazione di placche aterosclerotiche.

    Ai polifenoli sono stati attribuiti ulteriori effetti positivi: infatti queste molecole sono anche in grado di contrastare l’invecchiamento precoce e ridurre il rischio di sviluppare patologie degenerative del sistema nervoso.
    Per questo motivo l’olio extra vergine di oliva si rivela un alimento terapeutico qualora sia integrato all’interno di una dieta sana ed equilibrata: non a caso questo prodotto è stato denominato Nutraceutico.

    Esiste un rapporto tra i polifenoli e il sapore aromatico dell’olio. Secondo studi infatti i polifenoli sarebbero responsabili delle note amare e piccanti dell’olio extravergine. Anche la varietà, la zona di produzione, le tecniche agronomiche ed estrattive sembrerebbero influire sul sapore aromatico.
    Ciò che è stato confermato dagli studi è la grande importanza dell’olio extravergine per la nostra dieta. In particolare la sottofamiglia dei “secoridoidi” favorirebbe la prevenzione di malattie cardiovascolari, e la comparsa di alcuni tipi di cellule tumorali.

    Quindi non farti ingannare dai presunti contenuti totali di polifenoli dell’olio extravergine, questo dato, senza ulteriori specifiche, rischia di essere forviante per te e per i consumatori in genere.

    Gli steroli

    Costituiscono ancora oggi una importante classe di riferimento negli studi e nelle analisi sull’olio di oliva, non essendo stati, fin ad ora, coinvolti in alcuna manipolazione genetica, come è capitato, ad esempio, per la composizione degli acidi grassi. Essi costituiscono come una sorta di impronta digitale che consente la identificazione delle sostanze grasse di origine diversa. Lo sterolo caratteristico degli oli vegetali è il b-sitosterolo, mentre quello caratteristico degli oli di origine animale è il colesterolo.

    I polifenoli danno il sapore caratteristico all’olio, più ce ne sono e più è piccante e fruttato, così come sono i polifenoli che stanno nell’uva a decidere sostanzialmente le caratteristiche di un vino. E’ una famiglia di composti chimici fortemente rivalutati dai nutrizionisti perché hanno il merito di essere antiossidanti, quindi di combattere i “radicali liberi” dell’organismo in grado di attivare forme tumorali e altre malattie; inoltre i polifenoli favoriscono la riduzione del cosiddetto colesterolo cattivo (LDL) in circolazione nel sangue, che così rimane più scorrevole e con meno rischi di infarti.

    Le olive italiane, specialmente quelle del centro-sud, contengono generalmente più polifenoli. Fra l’altro, i polifenoli, con la loro azione antiossidante, allungano la vita dell’olio, la cui alterazione è dovuta, appunto, principalmente all’azione dell’ossigeno: vi sono oli meridionali che anche dopo due anni mantengono splendidamente le loro caratteristiche originarie, chimiche e organolettiche, mentre la durata normale di un extra vergine è di un anno, anche se gli imbottigliatori tendono ad esagerare con la data di scadenza

    I tocoferoli

    I tocoferoli sono un antiossidante naturale liposolubile, e svolgono quindi una funzione di protezione dagli acidi grassi polinsaturi, i responsabili del cosiddetto colesterolo cattivo.

    Il valore di tocoferoli contenuti nell’olio di oliva, assieme a quello dei polifenoli e del punteggio ottenuto nel panel test (il test per valutare la qualità dell’olio di oliva per poter essere commercializzati) è uno dei fattori determinanti per la salute del consumatore.

    L’olio extra vergine d’oliva è uno degli alimenti più ricchi di vitamina E. I tocoferoli (vitamina E) contenuti nell’olio extra vergine di oliva sono costituiti in prevalenza dall’α-tocoferolo, uno dei 4 tipi di tocoferoli esistenti, che rappresenta circa il 90% dei tocoferoli totali dell’olio extravergine.

    Inoltre il tocoferolo è un nutriente vitaminico essenziale e vitale per l’uomo, un potente antiossidante liposolubile, presente in molti vegetali, ad esempio nella frutta, nell’olio di canapa, nell’olio d’oliva, nell’olio di argan e soprattutto nell’olio di germe di grano. Il tocoferolo è uno dei principali composti detti vitamina E, quindi può capitare di trovarlo sotto il nome di “vitamina E”.

    I pigmenti

    I pigmenti organici, hanno proprietà antiossidanti, svolgono azione protettiva nei confronti della malattie cronico degenerative come i tumori, proteggono la pelle, rallentano l’invecchiamento cutaneo, prevengono le patologie legate alla vista. Nell’olio sono contenuti i seguenti carotenoidi: Luteina, Violaxantina, Neoxantina, beta carotene, beta cripto xantina e Luteoxantina.

    I carotenoidi, pigmenti vegetali che prevengono l’invecchiamento cellulare, principalmente contenuti nelle verdure rosse, sono molto importanti per la nostra salute. Tuttavia non è sufficiente mangiare questo genere di ortaggi per assumerli: affinché l’intestino riesca ad assorbirli al meglio, ha bisogno di un aiuto, vale a dire l’olio extravergine d’oliva. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università del Massachussetts, che ha dimostrato come l’olio evo sia in grado di moltiplicare, da quattro a cinque volte, la capacità del nostro corpo di assorbire i carotenoidi del pomodoro.

    Attraverso un tratto gastrointestinale simulato, gli studiosi hanno infatti verificato la biodisponibilità dei carotenoidi assunti tal quali, crudi nell’insalata, oppure cotti: i valori erano 8,18 e 11,85. Se invece il pomodoro, a crudo, viene semplicemente condito con olio extravergine d’oliva, la biodisponibilità aumenta fino a 32,3. In caso poi di cottura di pomodoro con olio extravergine d’oliva, il valore di biodisponibilità raggiunge il suo apice: 55,7. I ricercatori hanno prima di tutto evidenziato come la cottura aumenti la biodisponibilità di carotenoidi, rispetto al prodotto crudo, probabilmente perchè il processo di rottura riesce meglio a rompere i tessuti, così permettendo ai carotenoidi di poter essere più facilmente assorbiti.

    Tuttavia è l’olio extravergine d’oliva il vero segreto per la massima bioaccessibilità di questi importanti nutrienti. Inoltre, i fenoli contenuti nell’olio extravergine d’oliva, in fase di emulsione, sono in grado di proteggere i carotenoidi da una precoce ossidazione, così da renderli disponibili al nostro organismo. Una tale ricerca accresce ancora di più l’aspetto salutistico della Dieta mediterranea, nella quale i due alimenti svolgono il ruolo di protagonisti assoluti.

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  • PASTA FREDDA, SPECK E MOZZARELLA DI BUFALA | RICETTA

    PASTA FREDDA, SPECK E MOZZARELLA DI BUFALA | RICETTA

    Oggi vi proponiamo la pasta fredda con speck e mozzarella di bufala.
    Un primo piatto fresco e sfizioso, un primo piatto comodo anche da portare a pranzo all’aria aperta, a lavoro o per arricchire buffet e aperitivi.
    Facile da condire con ciò che abbiamo e ciò che più ci piace.

    Ingredienti

    300 grammi di pasta corta

    Olio Extra Vergine Di Oliva Monovarietale Ravece DAFNE 500ml

    basilico

    olive taggiasche

    10 pomodorini pachino

    sale

    mezza mozzarella di bufala

    60 gr di speck

    piselli freschi.

    PASTA-FREDDA-SPECK-E-MOZZARELLA-DI-BUFALA-RICETTA

    PREPARAZIONE:

    Incominciamo con il lessare la pasta. Appena sarà cotta scolatela e lasciatela raffreddare, fermando prima la cottura, passandola sotto l’acqua fredda. Successivamente prendiamo una ciotola e tagliamo i pomodorini e li conditemo con basilico, olio di oliva e sale. Dopodiché uniamo ai pomodorini anche le olive, lo speck a listarelle o a cubetti, i piselli lessati, la mozzarella e altro a vostro piacere. Uniamo la pasta, mischiatela e lasciatela in un contenitore ermetico, in frigorifero per almeno un paio di ore prima di gustare. Un piatto che va preparato in anticipo e gustato fresco.
    Buon Appetito !!!